Operazione antidroga della polizia: 20 arresti e 19 indagati

Stoppata un'enorme rete di spaccio di cocaina a Piacenza

Redazione Online
|3 ore fa
Operazione antidroga della polizia: 20 arresti e 19 indagati
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I numeri parlano chiaro: 20 soggetti arrestati in flagranza di reato per spaccio di sostanze stupefacenti; 19 persone ulteriormente deferite all’autorità giudiziaria per ipotesi di reato in materia di spaccio di stupefacenti, riciclaggio, autoriciclaggio, falsificazione di strumenti di pagamento, sostituzione di persona, favoreggiamento; sequestro di oltre 600 grammi di cocaina e 80 grammi di cannabinoidi; sequestro di 38.376 euro collegati ad attività illecita; 40 assuntori di sostanze stupefacenti identificati. È l'esito della prolungata attività investigativa della Polizia di Stato di Piacenza, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, che ha permesso di ricostruire una enorme rete di spaccio di cocaina a Piacenza, condotta da cittadini albanesi con il supporto di cittadini italiani e di esercizi commerciali phone center e money transfer compiacenti.
A carico degli indagati sono emersi, a vario titolo, elementi di reità in ordine al traffico di cocaina, al riciclaggio ed all’autoriciclaggio del provento dello spaccio, alla falsificazione di strumenti di pagamento, alla sostituzione di persona ed al favoreggiamento personale.
L'indagine compendia un’attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile di Piacenza tra il 2021 ed il 2025 e concernente un’amplissima rete criminale dedita allo spaccio al dettaglio di cocaina in questo Capoluogo.
Si tratta di un’indagine complessa in quanto l’attività di spaccio veniva portata avanti senza soluzione di continuità da una rete composta da una moltitudine di cittadini albanesi, quasi sempre sconosciuti nelle banche dati delle forze di Polizia, ed inviata dal gruppo criminale dall’Albania a Piacenza per lo spaccio al dettaglio.
L’impresa criminale investigata ha, infatti, ideato uno stratagemma particolarmente ingegnoso per proteggersi dall’azione repressiva delle forze dell'ordine.
Gli spacciatori si muovevano come semplici passanti o turisti presenti da poco in città, mentre gli acquirenti avanzavano la richiesta di sostanza mediante messaggistica WhatsApp indirizzata ad utenze mobili italiane che, di volta in volta, cambiavano. Il centralinista che gestiva tale utenza, recepita la richiesta ed ottenuta una sommaria descrizione fisica dall’acquirente stesso, contattava con altra utenza lo spacciatore in quel momento attivo sul territorio, facendo in modo che consumatore e pusher si incrociassero ed avvenisse istantaneamente la cessione, senza necessità di presentazioni o di lunghe contrattazioni: si trattava quindi di una modalità di spaccio che preservava sia l’identità dello spacciatore che la reale dinamica di come avvenisse la cessione.
Lo spaccio non era quindi “da strada”, fenomenologia criminale marginale a Piacenza in particolare per quanto riguarda la cocaina, ma avveniva attraverso una triangolazione tra domanda ed offerta grazie ad intermediari attivi da remoto.
Lo spacciatore deputato alla consegna spaziava nel contesto cittadino, viveva “la città” come una persona normale, frequentando bar, locali pubblici, parchi verde, alloggiando in strutture ricettive piuttosto che prendendo addirittura in locazione un immobile. Non, quindi, secondo la modalità tipica in cui lo stesso aspetta – stanziale – l’arrivo del cliente, come in zone di campagna o nascosto in vecchi casolari abbandonati, né nei locali, dove stabilmente dimorano ed in cui essere raggiunti dagli assuntori e neppure su veicoli nella propria disponibilità per spostarsi e raggiungere i clienti (eccezion fatta per biciclette o monopattini, usati solo per muoversi con più rapidità).
Diversamente, invece, è stato osservato ed appreso come lo spacciatore incaricato di volta in volta dell’ordine, partendo dal luogo in cui si trovava, raggiungesse quello prefissato e lì individuasse il cliente anche sulla scorta delle informazioni apprese dal centralinista, al quale nel frattempo veniva inviata conferma della presenza in loco.
Gli spacciatori trovavano alloggio presso alberghi, affittacamere o cittadini conniventi. Sono state elevate diverse sanzioni amministrative alle strutture recettive nei casi in cui omettevano la dovuta comunicazione all’Autorità di P.S., nonché varie sanzioni amministrative ai privati per non avere effettuato le dichiarazioni di ospitalità.
Nel corso complessivo dell’attività sono state arrestate 20 persone in flagranza di reato, 19 cittadini albanesi ed un cittadino italiano, tutti incensurati, dediti al rifornimento di acquirenti di ogni categoria sociale. Sono complessivamente 40 gli assuntori di sostanze stupefacenti identificati, tutti piacentini di età compresa tra i 25 ed i 60 anni.
Gli spacciatori provenienti dall’estero, una volta scarcerati, sono stati costantemente espulsi dal territorio nazionale e riaccompagnati a mezzo di vettore aereo o nave direttamente in Albania, e nessuno di loro ha più fatto ritorno.
Nel corso delle indagini, la Polizia ha sequestrato ben 38.376 euro, ed ha ricostruito il trasferimento all’estero, nello specifico in Albania, di altri 61.451 euro.
Gli spacciatori arrestati sono giovani tra i 20 ed i 30 anni, tutti incensurati in Italia e privi di legami col Paese, reclutati esclusivamente per spacciare a Piacenza finché non fermati dalla Polizia.
L’indagine, svolta oltre che con numerosi servizi di osservazione anche attraverso lo studio dei social network, dei telefonini di volta in volta sequestrati e dei canali di cooperazione internazionale di polizia, ha permesso anche di identificare un soggetto residente in Albania che si occupava della gestione degli ordini.
Per lavorare a pieno regime, la rete criminale si avvaleva di esercizi commerciali di money transfer, che consentivano il viaggio del denaro all’estero anche utilizzando i documenti personali di alcuni clienti inconsapevoli, nonché di un phone center che riforniva la rete criminale di schede intestate ad altri ignari clienti dell’esercizio commerciale e da utilizzare per gestire i contatti con gli assuntori di stupefacenti.
Le indagini sono state recepite dall’A.G., con il deferimento di ulteriori 19 soggetti coinvolti nelle indagini, mentre i 20 spacciatori arrestati sono stati e perseguiti in procedimenti penali paralleli per quanto accertato a loro carico in fase di arresto.

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