Passeggiata della discordia, a Travo si tenta di mediare
Collegamento turistico tra la chiesa e il Lungo Trebbia: i consiglieri di minoranza propongono di stralciare il progetto e di usare i fondi per sistemare l’esistente
Cristian Brusamonti
|1 giorno fa

Il sagrato della chiesa di Travo, dove dovrebbe partire il nuovo contestato collegamento turistico- © Libertà/Cristian Brusamonti
«Stralciare il progetto del collegamento turistico tra il borgo e il Trebbia e concentrare i fondi Stami per la sistemazione della passeggiata già esistente». Lo propongono, a Travo, i consiglieri di minoranza Pietro Tagliaferri, Mauro Passerini e Maria Gaetana Droghi nel tentativo di offrire un compromesso tra Comune e parrocchia nella vicenda della prevista scala di collegamento tra la chiesa del paese e la sottostante passeggiata “Dea Minerva”: un progetto in rampa di lancio che però il nuovo parroco don Omar Bonini, arrivato solo da poche settimane, è intenzionato a stoppare.
Dopo un nulla di fatto tra la sindaca Roberta Valla e don Bonini per arrivare ad un punto di unione sul progetto (che prevede di collegare il sagrato della chiesa ai sottostanti terrazzamenti fino al livello della passeggiata, in modo che ci sia un accesso diretto al Trebbia dal borgo storico), adesso il gruppo di minoranza “Il sole per tutti” tenta la mediazione per evitare lo scontro. «Anche se non siamo mai stati invitati a riunioni o coinvolti in fase di progettazione, non ci siamo mai dichiarati contrari al progetto» chiariscono subito i consiglieri. «In buona fede, abbiamo pensato che l’idea della scalinata fosse condivisa da tutti gli interessati. È emerso invece che una parte significativa della cittadinanza non è stata informata adeguatamente. E la questione rischia adesso di generare una profonda spaccatura all’interno della comunità di Travo».
Così, adesso, c’è la necessità di non scontentare nessuno senza però perdere il prezioso finanziamento “Stami” dedicato alla Aree Interne. «Si potrebbe riconvertire quella somma per sistemare la sola passeggiata esistente, perché diventi fruibile anche alle persone con disabilità» propongono i consiglieri. «In particolare, si potrebbero realizzare due passerelle metalliche in ferro a griglia per superare le due scale oggi esistenti in quel tratto: una immediatamente a monte della chiesa - lì dove c’è l’accesso diretto al fiume e dove si potrebbe realizzare una piazzola attrezzata - e una seconda nel tratto sottostante la cosiddetta “vasaia”. Inoltre, con quei soldi, si potrebbe completare la ringhiera in ferro nel tratto di passeggiata a valle del ponte, oltre a diradare e gestire correttamente la vegetazione lungo il percorso, con potature mirate che riducano le specie infestanti: le piante oggi limitano la visuale del paesaggio e compromettono il decoro complessivo dell’area».

