«Per noi un padre politico, e non solo»: i leghisti piacentini ricordano Bossi
La Lega, sotto la sua guida, ha trasformato la politica italiana, portando in piazza migliaia di persone e radunando consenso attorno al sogno della Padania
Thomas Trenchi
|3 ore fa

Umberto Bossi, il Senatùr, è scomparso all’età di 84 anni. Per i leghisti piacentini della prima ora era più di un politico: un punto di riferimento, un padre. La Lega, sotto la sua guida, ha trasformato la politica italiana, portando in piazza migliaia di persone e radunando consenso attorno al sogno della Padania.
Massimo Polledri, che con il Carroccio ha ricoperto vari incarichi dal Parlamento alla nostra città, racconta: «Per me era come un padre, forse di più. Mi sono nutrito delle sue parole, dei sogni, di un progetto che è diventato carne e sangue. Molti sono passati dal servile encomio al codardo disprezzo, io ho fatto parte di un gruppo che gli ha dedicato gratitudine e affetto filiale fino all’ultimo». Pietro Pisani, ex senatore e già segretario provinciale del movimento, iscritto al Carroccio dal 1976, ricorda: «Quando Bossi rientrò dalla malattia, gli dedicammo una festa a Pecorara, il 31 ottobre 2005. Scegliemmo un tema ispirato alle celebrazioni celtiche, perché rappresentava una vittoria del buio sulla luce. Lui guardò i giornalisti e, in dialetto, disse: «Non capite niente, questa è la festa della zucca!». Voleva spegnere le polemiche dei giornali, che accusavano la Lega di andare contro la religione cattolica. Così nacque questa consuetudine nel Piacentino, che oggi purtroppo si sta perdendo».
Andrea Pezzani, già assessore provinciale e consigliere comunale di Fiorenzuola, aggiunge: «Chi è entrato con me nei primi anni Novanta in Lega ha avuto modo di conoscerlo da vicino. Fra di noi rimangono leggendarie le notti passate in pizzeria, davanti a una Coca-Cola perché non beveva alcol, con il sigaro acceso». Claudio Faccini ricorda: «Bossi è stato il mio padre politico. Mi sono iscritto nel 1994 al congresso di Bologna e da lì ho sempre seguito la sua linea. Per ogni evento mollavo il lavoro ed ero presente. È stato un visionario, con grande fiuto politico. Almeno una volta all’anno lo andavo a trovare a casa sua con un gruppo di amici». E Corrado Pozzi, iscritto alla Lega dal 1992, ricorda: «Una volta Bossi mi disse: "Se ci fossero mille militanti come te, la Padania sarebbe fatta"».






