Piacentini negli Emirati col fiato sospeso: «Finestre che tremano, esplosioni»

Le testimonianze da Dubai e Abu Dhabi. Aeroporti bloccati, gli sms del governo per avvisare del pericolo di missili, le strade deserte

Patrizia Soffientini
Patrizia Soffientini
|17 ore fa
L'istantanea inviata da Ernesto Damiani sull'incendio al porto di Abu Dhabi bombardato dagli iraniani
L'istantanea inviata da Ernesto Damiani sull'incendio al porto di Abu Dhabi bombardato dagli iraniani
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I piacentini che vivono e lavorano negli Emirati Arabi Uniti, a un braccio di mare dall’Iran, tengono il fiato sospeso. E vedono il fumo all’orizzonte lungo il porto di Abu Dhabi. Ricevono l’sms del governo che avvisa di possibili attacchi missilistici. Cercano di riprendere le nuvolette bianche in cielo che altro non sono che droni colpiti e le schegge cadranno chissà dove, sentono tremare i vetri di casa, non escono o si sono già riparati più lontano.
C’è apprensione, ma anche molto autocontrollo, molta speranza che finisca presto. E c’è sorpresa per quello che sta accadendo nella regione. La parola d’ordine è sperare nel meglio e prepararsi al peggio. Le loro voci.
«Sabato mattina ad Abu Dhabi, le turiste ucraine che indugiavano in spiaggia sotto gli ombrelloni della Corniche sono state le prime ad alzarsi e ad additarsi l’una all’altra nel cielo gli sbuffi bianchi causati dagli abbattimenti dei lenti droni suicidi Shahed 136, letteralmente: i “martiri”, in arrivo dall’altra parte del Golfo. Loro li conoscono bene». Inizia così il racconto del professor Ernesto Damiani (guida il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica) e negli Emirati lavora e vive, alternandosi con l’Italia.
«Poi abbiamo iniziato a sentire gli echi, prima lontani, poi sempre più vicini, delle esplosioni dovute ai missili a corto raggio, più insidiosi. Mi è arrivata anche puntuale la telefonata di Maurizio Confalonieri, collega e compaesano di Carpaneto, che qui guida un’affermata società di ingegneria nucleare. Le difese emiratine finora hanno funzionato bene: i danni e i feriti di Abu Dhabi sono in gran parte dovuti ai frammenti dei missili abbattuti nelle aree aeroportuali - prosegue Damiani -.  D’altro canto, come ci confermano gli ucraini, i missili si possono abbattere con successo solo quando rallentano perché vicini al bersaglio».
Il ministero degli Interni emiratino ha prontamente comunicato via sms con i suoi cittadini.
Il professor Ernesto Damiani
Il professor Ernesto Damiani
«Un sistema collaudato dai tempi del Covid, ha raggiunto fin dai primi minuti i residenti e tutti i turisti, compresi gli italiani, consigliando di non dar retta ai social, che, come al solito, hanno esagerato».
Nessun panico, dunque. «Ma il ministero dell’Interno chiede a tutti di stare in casa, quindi niente cena tradizionale, l’iftar, sotto le tende o all’aperto. Attualmente gli echi delle esplosioni continuano e c’è ben poca gente in strada in una domenica centrale del mese sacro del Ramadan. Gli avvertimenti del ministero ci consigliano anche di stare lontani dalle finestre, un’impresa non sempre facile viste le ampie superfici vetrate di alberghi e residenze».
Gli aeroporti sono chiusi negli Emirati Arabi Uniti: «Ma siamo in contatto con l’ambasciatore Lorenzo Fanara e con il nostro personale diplomatico che, come al solito, è eccezionale nel gestire le emergenze. Speriamo che lo spazio aereo venga riaperto al più presto». Fin qui, Damiani.
Dall’Italia si apprende che potrebbe essere in effetti riaperto il 7 marzo.
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