Piacenza, svolta sui Tso: per la prima volta una paziente assistita da un avvocato
Nuove garanzie dopo una sentenza della Corte costituzionale. L’avvocata Camilla Mannina: «Più tutele per le persone fragili»
Paolo Marino
|1 ora fa

L'ingresso del Centro di salute mentale dell’Ausl in piazzale delle Crociate
Per la prima volta a Piacenza una paziente sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio (Tso) è stata assistita da un avvocato nell’udienza di convalida. La novità deriva da una sentenza della Corte costituzionale che rafforza le garanzie per i pazienti.
Mercoledì l’avvocata Camilla Mannina ha assistito una donna. «La difesa tecnica vigila sul rispetto dei diritti e sulla correttezza della procedura», spiega. Nel caso specifico ha rilevato la mancanza di prova del rifiuto delle cure volontarie. La giudice Angelica Bellei ha ascoltato la paziente in collegamento video, poi ha convalidato il Tso.
La novità si aggiunge all’obbligo, introdotto nel 2025, di ascoltare il diretto interessato. «È un ulteriore passo avanti nelle tutele individuali», osserva lo psichiatra Filippo Lombardi. Il Tso, introdotto dalla legge Basaglia, richiede la proposta di un medico, la conferma di un secondo, l’ordinanza del sindaco e la convalida del giudice. L’obiettivo è conciliare il diritto alle cure con la libertà di scelta della persona.

