Alley Opp e Daturi, il Comune minaccia azioni legali
La giunta risponde alle accuse degli organizzatori: "False e gravissime"
Redazione Online
|2 ore fa

Una vecchia edizione dell'Alley Oop al Daturi
Il giorno dopo la delibera di giunta che ha decretato l’ok alla riapertura del Daturi, si è scatenata la bufera. L’arena ospiterà la tre giorni dedicata ai festeggiamenti per i 50 anni di Radio Sound (da venerdì 28 a domenica 29 agosto).
Poche ore dopo l’annuncio, ne è arrivato però un altro, sui social e via chat, degli organizzatori di Alley Oop, il festival dedicato agli sport alternativi e alla street art: «Alley Oop chiude, non daremo più nulla a Piacenza. La città, oltre a perdere un evento, perderà anche tanti giovani imprenditori che investiranno da un’altra parte».
Motivo di questa presa di posizione così netta, la mancata concessione dello stesso Daturi nel mese di giugno proprio per l'edizione 2026 dell'Alley Oop.
Poche ore dopo l’annuncio, ne è arrivato però un altro, sui social e via chat, degli organizzatori di Alley Oop, il festival dedicato agli sport alternativi e alla street art: «Alley Oop chiude, non daremo più nulla a Piacenza. La città, oltre a perdere un evento, perderà anche tanti giovani imprenditori che investiranno da un’altra parte».
Motivo di questa presa di posizione così netta, la mancata concessione dello stesso Daturi nel mese di giugno proprio per l'edizione 2026 dell'Alley Oop.
Alle dichiarazioni degli organizzatori, ha risposto il Comune con una durissima nota:
"Le accuse rivolte alla Giunta e all’Amministrazione comunale sulla vicenda Alley Oop hanno superato ogni limite accettabile. Parlare pubblicamente di “furto”, di amici e parenti favoriti, di interessi economici, di illegalità e addirittura di persone che avrebbero commesso reati non significa più esprimere delusione o esercitare una critica: significa formulare accuse gravissime, prive di qualsiasi prova e lesive dell’onorabilità delle persone e dell’istituzione. Nessuno ha “rubato” Alley Oop, nessuno ha escluso il festival e nessuno ha concesso l’Arena Daturi (o qualsiasi altro spazio pubblico) sulla base di amicizie, parentele o appartenenze a un presunto “giro giusto”. Gli atti, le date e i fatti dimostrano l’esatto contrario. Chi sostiene che assessori e amministratori abbiano favorito amici o parenti, consentendo loro di ottenere vantaggi economici attraverso condotte illegali, ha il dovere di indicare con precisione nomi, atti e circostanze e di assumersi la responsabilità delle proprie affermazioni. Non è accettabile lanciare pubblicamente accuse indiscriminate di tale gravità, invocando persino l’intervento delle forze dell’ordine, senza produrre un solo elemento concreto. L’Amministrazione comunale ha già trasmesso queste dichiarazioni agli uffici competenti affinché ne valutino il contenuto e ogni opportuna iniziativa. Il confronto pubblico può essere anche duro, ma non può trasformarsi nell’attribuzione gratuita di reati e comportamenti disonesti. Per ristabilire la verità è sufficiente mettere in fila i fatti.
Nell’ottobre 2025 Alley Oop ha chiesto di utilizzare l’Arena Daturi per il 12, 13 e 14 giugno 2026. Considerando allestimento, svolgimento della manifestazione e sgombero, la richiesta prevedeva l’occupazione dell’area dall’8 al 18 giugno. Quando la domanda è pervenuta, nell’area interessata dalle opere era appena stato rinvenuto un reperto archeologico. Il ritrovamento aveva determinato rilevanti incertezze sui tempi e sulle modalità di prosecuzione dei lavori: dovevano ancora essere effettuati gli approfondimenti necessari, definite le soluzioni operative e redatta la relativa perizia di variante. In quelle condizioni non era possibile garantire con mesi di anticipo che l’Arena sarebbe stata disponibile e utilizzabile in sicurezza nel periodo richiesto. La comunicazione allora inviata rifletteva le informazioni disponibili in quel momento e l’impossibilità di garantire l’utilizzo dell’Arena nel corso di un anno interessato da più interventi.
È inoltre falso affermare che nessun lavoro sia mai iniziato. Nel periodo richiesto da Alley Oop l’area era effettivamente interessata da diversi cantieri. La concomitanza delle opere, valutata anche in relazione alle strutture, agli allestimenti e alle esigenze della manifestazione proposta, non consentiva di garantire l’utilizzo degli spazi nelle necessarie condizioni di sicurezza e agibilità. Non si tratta di una motivazione costruita successivamente. Nel dicembre 2025, nella scheda di valutazione del progetto, la Commissione tecnica scriveva già espressamente che, pur offrendo l’impianto del festival garanzie di fattibilità, restava «un’incognita sulla disponibilità dell’area individuata per la realizzazione». L’incertezza sull’utilizzo dell’Arena Daturi era dunque formalizzata negli atti circa sei mesi prima delle date richieste.
La stessa indisponibilità è stata comunicata ad altri soggetti che avevano chiesto l’Arena nella medesima fase dei lavori. Tra questi Radio Sound, alla quale lo spazio non è stato inizialmente concesso per l’evento dedicato ai cinquant’anni dell’emittente, per le stesse ragioni comunicate ad Alley Oop. Radio Sound ha successivamente presentato una nuova richiesta, riprogrammando la manifestazione per il 28, 29 e 30 agosto. L’avanzamento dei lavori consente oggi di prevedere l’utilizzo dell’area in quel diverso periodo. Alley Oop, invece, non ha mai formalizzato richieste per altre date.
La risposta alla domanda “perché Alley Oop no e Radio Sound sì?” è quindi semplice: non vi sono stati un diniego e un’autorizzazione riferiti alle stesse date e alle stesse condizioni. A entrambe le realtà era stato inizialmente negato l’utilizzo dell’Arena nella fase interessata dai cantieri. Una ha successivamente presentato una nuova richiesta per la fine di agosto; l’altra non lo ha fatto. La possibilità di organizzare una manifestazione a fine agosto non modifica retroattivamente le condizioni esistenti a giugno. Confrontare periodi diversi per costruire un’accusa di disparità di trattamento è un’operazione pretestuosa e strumentale.
Il Comune, inoltre, non si è limitato a comunicare l’indisponibilità dell’Arena Daturi, ma ha proposto agli organizzatori di Alley Oop il pattinodromo come sede alternativa, ritenuta idonea e sicura anche alla luce del recente cambio di gestione, che ne ha migliorato fruibilità, vigilanza e manutenzione. Gli organizzatori hanno preferito non procedere in questa direzione. Anche questo fatto smentisce radicalmente l’accusa di una volontà politica di cancellare Alley Oop. Il festival non è stato sottratto ai propri organizzatori e non è stato annullato dal Comune: l’Amministrazione ha comunicato l’impossibilità di garantire lo spazio richiesto nelle date indicate e ha messo a disposizione una soluzione alternativa, che non è stata accolta.
È altrettanto fuorviante sostenere che Alley Oop non abbia mai ricevuto sovvenzioni dal Comune. Se per “sovvenzioni dirette” si intendono risorse assegnate al di fuori di procedure comparative, è vero che non sono state concesse: il Comune utilizza bandi pubblici proprio per garantire parità di trattamento. Ma Alley Oop è stato sostenuto con risorse comunali per tre anni consecutivi: 4.000 euro nel 2023, attraverso il bando per gli eventi sportivi; 3.500 euro nel 2024, attraverso “Piacenza 2030 – Giovane città futura”; 4.000 euro nel 2025, attraverso lo stesso bando.
Si tratta complessivamente di 11.500 euro di contributi pubblici. Affermare genericamente di non aver ricevuto sostegno dal Comune, senza ricordare queste somme, offre una rappresentazione parziale e ingannevole della realtà.
Per l’edizione 2025-2026 Alley Oop ha partecipato nuovamente al bando “Piacenza 2030 – Giovane città futura”, che metteva a disposizione 58.000 euro. Le 22 proposte sono state valutate da una Commissione tecnica composta da funzionari del Servizio Piacenza Giovani, non dalla Giunta né dagli assessori. Alley Oop ha ottenuto 80 punti su 100 ed è risultato ammissibile. Nella sezione generale sono stati finanziati, fino all’esaurimento delle risorse, gli otto progetti che avevano ottenuto tra 81 e 95 punti. Alley Oop si è collocato a pari merito con altri due progetti, anch’essi valutati 80 punti e anch’essi ammessi ma non finanziati. Stesso punteggio, stesso esito: esattamente l’opposto di una disparità di trattamento.
Il contributo pubblico ottenuto negli anni precedenti non può trasformarsi in un diritto acquisito né nella pretesa di ricevere un trattamento differente dagli altri partecipanti. I bandi esistono affinché tutti concorrano secondo le stesse regole, non per garantire automaticamente nuove risorse a chi è già stato finanziato.
L’Amministrazione ha sempre riconosciuto il valore culturale, sociale e aggregativo di Alley Oop. Proprio per questo lo ha sostenuto negli anni e ha cercato una soluzione alternativa quando l’Arena Daturi non poteva essere garantita. Ma il valore di un festival non autorizza i suoi organizzatori ad attribuire furti, favoritismi e reati a chi non ne accoglie ogni richiesta.
I lavori all’Arena Daturi non sono un pretesto costruito contro qualcuno. Sono un investimento finalizzato a riqualificare e valorizzare l’intero comparto, rendendolo più sicuro, funzionale e fruibile per la città e per tutte le manifestazioni che potrà ospitare in futuro.
L’Amministrazione continuerà a operare con atti pubblici, regole uguali per tutti e piena trasparenza. Non accetterà, però, che la legittima dialettica venga utilizzata per diffondere accuse false e gravemente lesive. Chi parla di furti, reati e favoritismi deve provarli e assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie parole".
I lavori all’Arena Daturi non sono un pretesto costruito contro qualcuno. Sono un investimento finalizzato a riqualificare e valorizzare l’intero comparto, rendendolo più sicuro, funzionale e fruibile per la città e per tutte le manifestazioni che potrà ospitare in futuro.
L’Amministrazione continuerà a operare con atti pubblici, regole uguali per tutti e piena trasparenza. Non accetterà, però, che la legittima dialettica venga utilizzata per diffondere accuse false e gravemente lesive. Chi parla di furti, reati e favoritismi deve provarli e assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie parole".

