Delegazione di Coldiretti a Roma contro il Ceta: "Non tutela il made in Italy"
Redazione Online
|8 anni fa

Fermare il Ceta, ovvero il trattato di libero scambio con il Canada. Era questo l’obiettivo della manifestazione organizzata da Coldiretti e andata in scena in piazza Montecitorio a Roma questa mattina, mercoledì 5 luglio. Alla protesta ha partecipato anche una delegazione piacentina guidata dal direttore Giovanni Luigi Cremonesi. “Per la prima volta nella storia dell’Unione Europea – afferma Cremonesi – si dà via libera a livello internazionale alle imitazioni dei nostri prodotti più tipici spalancando le porte all’invasione di grano duro e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero”.
In piazza erano migliaia gli allevatori, agricoltori, consumatori, sindacalisti, ambientalisti, rappresentanti della società civile e cittadini giunti nella capitale per la manifestazione.
L’iniziativa di oggi è stata promossa da Coldiretti insieme a un’inedita alleanza con altre organizzazioni (Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch).
In piazza erano migliaia gli allevatori, agricoltori, consumatori, sindacalisti, ambientalisti, rappresentanti della società civile e cittadini giunti nella capitale per la manifestazione.
L’iniziativa di oggi è stata promossa da Coldiretti insieme a un’inedita alleanza con altre organizzazioni (Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch).
Dei 44 prodotti a denominazione di origine dell’Emilia Romagna – informa Coldiretti– solo 12 verrebbero riconosciuti dal Trattato, mentre gli altri 32 non avrebbero nessuna tutela. Tra questi ci sono i salumi piacentini, con un danno considerevole quindi a una delle maggiori eccellenze del territorio. Per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su questi temi, Coldiretti sta incontrando i sindaci piacentini. Alcuni comuni hanno già deliberato l’adesione alla mobilitazione #NO CETA, sollecitando il Parlamento italiano ad arrestare il processo di ratifica del trattato di libero scambio con il Canada.
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