Verso il 2027, il centrosinistra accelera il centrodestra pensa agli Stati generali
Il termometro nelle coalizioni a un anno dal voto. L’attesa degli sfidanti e i primi (timidi) contatti tra le segreterie

Marcello Pollastri
|2 ore fa

Lo schema, a Piacenza, sembra ormai consolidato. Il centrosinistra discute, si confronta, talvolta si divide, ma quando arriva il momento decisivo si ricompatta, individua l’obiettivo e procede spedito. La linea è chiara, quasi scolpita nella prassi: prima si vincono le elezioni, poi semmai si regolano i conti. Nel frattempo, però, si lavora. E anche parecchio. Il cantiere delle Comunali 2027, dalle parti della maggioranza, appare già ben avviato. Non solo per una ricandidatura che tutti danno ormai per scontata, quella della sindaca uscente Katia Tarasconi, per la quale l’ufficializzazione sarebbe solo questione di settimane, ma per un’attività più ampia che riguarda comunicazione e costruzione del programma.
E il centrodestra? Qui il quadro cambia radicalmente. L’impressione, sempre più diffusa, è quella di una coalizione in attesa. Nei quattro anni trascorsi ha interpretato un’opposizione dura, spesso senza sconti, capace di alzare i toni. Ma oggi, a circa un anno dall’apertura reale della campagna elettorale, del cantiere si vede poco o nulla. Certo, gli argomenti a eventuale discolpa non mancano. “C’è tempo”, si dice. Ed è vero: la storia recente insegna che le candidature possono emergere anche a ridosso del voto. Nel 2017, ad esempio, Patrizia Barbieri uscì allo scoperto solo a marzo. E ancora: chi sfida parte sempre dopo, può permettersi di osservare, calibrare, scegliere il momento giusto.

