Lavoro, non è una provincia per donne: persi 3.000 posti, occupate meno del 60%
Redazione Online
|4 anni fa

OCCUPATI E DISOCCUPATI A PIACENZA E PROVINCIA
Il bilancio 2020 della nostra provincia vede 127.000 gli occupati nella media del 2020, in calo di duemila unità rispetto all’anno precedente: una variazione che, però, è la risultante di una contrazione della componente femminile (-3.000 unità) e di un aumento di quella maschile (+1.000).
Il bilancio 2020 della nostra provincia vede 127.000 gli occupati nella media del 2020, in calo di duemila unità rispetto all’anno precedente: una variazione che, però, è la risultante di una contrazione della componente femminile (-3.000 unità) e di un aumento di quella maschile (+1.000).
Il tasso di occupazione si attesta, per la popolazione dai 15 ai 64 anni, al 68,8%, in riduzione rispetto alla media del 2019 di 1,1 punti percentuali. Per gli uomini cresce al 77,9%, ma diminuisce per le donne al 59,5% (-3,1 punti).
Nel 2020 le persone in cerca di occupazione sono risultate settemila, in calo di mille unità rispetto 2019.
Il tasso di disoccupazione provinciale, al 5,6% nel 2018 e al 5,7% nel 2019, scende nel
2020 portandosi al 5,5%. In questo contesto, migliora il tasso di disoccupazione maschile, dal 5,5% al 4,4% (-1,1 punti), mentre quello femminile sale dal 5,9 al 6,9 per cento (+1 %).
Le persone attive sul mercato del lavoro (134mila), infine, sono diminuite nel 2020 rispetto all’anno precedente di tremila unità, mille tra i maschi e 2mila tra le femmine. La partecipazione al mercato del lavoro, misurata dal tasso di attività, è pari quindi al 72,9%, 1,3 punti percentuali in meno a confronto col 2019.
Si osserva in particolare una crescita dell’inattività femminile, col tasso che passa dal 66,6% nel 2019 al 63,9% nel 2020 (-2,7 punti), mentre la partecipazione maschile risulta di fatto invariata (81,6%, -0,1 punti).
Nel 2020 le persone in cerca di occupazione sono risultate settemila, in calo di mille unità rispetto 2019.
Il tasso di disoccupazione provinciale, al 5,6% nel 2018 e al 5,7% nel 2019, scende nel
2020 portandosi al 5,5%. In questo contesto, migliora il tasso di disoccupazione maschile, dal 5,5% al 4,4% (-1,1 punti), mentre quello femminile sale dal 5,9 al 6,9 per cento (+1 %).
Le persone attive sul mercato del lavoro (134mila), infine, sono diminuite nel 2020 rispetto all’anno precedente di tremila unità, mille tra i maschi e 2mila tra le femmine. La partecipazione al mercato del lavoro, misurata dal tasso di attività, è pari quindi al 72,9%, 1,3 punti percentuali in meno a confronto col 2019.
Si osserva in particolare una crescita dell’inattività femminile, col tasso che passa dal 66,6% nel 2019 al 63,9% nel 2020 (-2,7 punti), mentre la partecipazione maschile risulta di fatto invariata (81,6%, -0,1 punti).
LA SITUAZIONE PER CLASSI DI ETA’
L’analisi dei dati del mercato del lavoro piacentino effettuata incrociando le diverse classi di età e il genere mostra come la leggera riduzione che si rileva nel tasso di disoccupazione complessivo (dal 5,7% nel 2019 al 5,5% nel 2020) dipenda, anche se con alcune distinzioni tra maschi e femmine, dai cali dell’indicatore che si registrano per le fasce di età più giovani (15-24 anni e 25-34 anni).
L’ipotesi, suffragata dalle tendenze generali nazionali, è che anche da noi, tra i più giovani, si sia passati più facilmente dalla ricerca del lavoro all’inattività.
L’analisi dei dati del mercato del lavoro piacentino effettuata incrociando le diverse classi di età e il genere mostra come la leggera riduzione che si rileva nel tasso di disoccupazione complessivo (dal 5,7% nel 2019 al 5,5% nel 2020) dipenda, anche se con alcune distinzioni tra maschi e femmine, dai cali dell’indicatore che si registrano per le fasce di età più giovani (15-24 anni e 25-34 anni).
L’ipotesi, suffragata dalle tendenze generali nazionali, è che anche da noi, tra i più giovani, si sia passati più facilmente dalla ricerca del lavoro all’inattività.
All’interno della fascia 15-24 anni la disoccupazione diminuisce dal 23,3 al 22,5 per cento, e particolarmente per la componente maschile. L’indicatore in questo caso
arriva al 20% riducendosi di 4,1 punti percentuali, mentre il tasso di disoccupazione giovanile femminile al contrario aumenta, dal 21,8% al 28,4% (+6,4 punti).
Anche nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni il tasso di disoccupazione cala, dal 7,9% al 6,9%, e non solo tra i maschi (dall’8,4 al 7,3 per cento), ma anche tra le femmine (dal 7,2% al 6,2%). Un leggero aumento della disoccupazione si riscontra alla fine solo per la componente più adulta della forza lavoro (dai 35 anni in sù), dove il tasso, comunque a livelli estremamente bassi, sale dal 3,8% nel 2019 al 4,1 nel 2020, soprattutto a causa dell’incremento registrato dalla componente femminile.
arriva al 20% riducendosi di 4,1 punti percentuali, mentre il tasso di disoccupazione giovanile femminile al contrario aumenta, dal 21,8% al 28,4% (+6,4 punti).
Anche nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni il tasso di disoccupazione cala, dal 7,9% al 6,9%, e non solo tra i maschi (dall’8,4 al 7,3 per cento), ma anche tra le femmine (dal 7,2% al 6,2%). Un leggero aumento della disoccupazione si riscontra alla fine solo per la componente più adulta della forza lavoro (dai 35 anni in sù), dove il tasso, comunque a livelli estremamente bassi, sale dal 3,8% nel 2019 al 4,1 nel 2020, soprattutto a causa dell’incremento registrato dalla componente femminile.
Per quanto riguarda d’altra parte l’andamento del tasso di occupazione, l’impatto negativo della pandemia ha colpito anche in questo caso i più giovani, e in particolare le donne. Nella fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni, nel 2020 questo indicatore si riduce di quasi 5 punti percentuali nel suo complesso, scendendo al 19,8%; ma mentre rimane invariato tra i maschi (28,1%), subisce un vero e proprio crollo tra le femmine, di quasi 10 punti (dal 20,7% all’11%).
PIACENZA E GLI ALTRI TERRITORI
Dal confronto con gli altri contesti (le province vicine, l’ambito regionale e nazionale) Piacenza evidenzia tutta una serie di indicatori che continua a posizionarsi – anche in questa congiuntura negativa – ai vertici per livelli di prestazione.
Il tasso di occupazione complessivo (68,8%), sebbene in calo di 1,1 punti, è il più elevato tra i territori con cui ci confrontiamo, allineato alla media regionale e superiore al dato nazionale di oltre 10 punti.
Il tasso di disoccupazione (5,5%) risulta inoltre, subito dopo quello della provincia di Pavia, il più contenuto tra quelli in osservazione, inferiore a quello medio emiliano-romagnolo (5,7%) e più basso di 3,7 punti rispetto a quello italiano (9,2%).
Ed anche il tasso di attività, in sofferenza per via dell’aumento generalizzato degli inattivi, rimane su livelli elevati (72,9%), segnando una flessione (-1,3 punti percentuali) inferiore a quella regionale e nazionale (-1,6 punti) nonché a quella registrata in contesti più vicini, come Cremona e Pavia dove il calo è stato di oltre 3 punti.
Dal confronto con gli altri contesti (le province vicine, l’ambito regionale e nazionale) Piacenza evidenzia tutta una serie di indicatori che continua a posizionarsi – anche in questa congiuntura negativa – ai vertici per livelli di prestazione.
Il tasso di occupazione complessivo (68,8%), sebbene in calo di 1,1 punti, è il più elevato tra i territori con cui ci confrontiamo, allineato alla media regionale e superiore al dato nazionale di oltre 10 punti.
Il tasso di disoccupazione (5,5%) risulta inoltre, subito dopo quello della provincia di Pavia, il più contenuto tra quelli in osservazione, inferiore a quello medio emiliano-romagnolo (5,7%) e più basso di 3,7 punti rispetto a quello italiano (9,2%).
Ed anche il tasso di attività, in sofferenza per via dell’aumento generalizzato degli inattivi, rimane su livelli elevati (72,9%), segnando una flessione (-1,3 punti percentuali) inferiore a quella regionale e nazionale (-1,6 punti) nonché a quella registrata in contesti più vicini, come Cremona e Pavia dove il calo è stato di oltre 3 punti.
IL SERVIZIO DI MICHELE RANCATI
Gli articoli più letti della settimana
1.
Raccolta rifiuti, la differenziata torna nei cortili
2.
Dal cemento al legno, il tetto del Duomo alleggerito di 300 tonnellate
3.
Simone Cristicchi a sorpresa a Quarto di Gossolengo: «Cerca oggetti che raccontano sogni»
4.
Il Conservatorio accende la città: dal 2 marzo al via le Jam Sessions all'Irish Pub




