Post e polemiche, Patelli prende le distanze: «Incompatibili con il ruolo istituzionale»

A innescare le critiche - e le giustificazioni e scuse successive - i messaggi sui social del consigliere provinciale Sergio Ferri e della consigliera comunale di Borgonovo Elisa Schiavi

Thomas Trenchi
|3 ore fa
Post e polemiche, Patelli prende le distanze: «Incompatibili con il ruolo istituzionale»
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«Prendo le distanze ed esprimo una posizione di distacco dai contenuti pubblicati, con toni incompatibili con il ruolo istituzionale». In apertura del consiglio provinciale di venerdì pomeriggio, la presidente Monica Patelli prova a raffreddare il clima. «Ho sempre cercato di lavorare in questo ente in una logica di equilibrio, con modalità rispettose, ribadendo la necessità di un atteggiamento unitario per il bene del territorio», aggiunge Patelli, che è anche sindaca di Borgonovo, richiamando tutti a maggiore responsabilità.
A innescare la polemica è un doppio intervento sui social: da un lato il consigliere provinciale Sergio Ferri (Pd), dall’altro la consigliera comunale di Borgonovo Elisa Schiavi. Entrambi sono intervenuti all’indomani del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Nel primo caso, l’immagine di un “sì” capovolto. Nel secondo, un testo con espressioni come “ridicoli, corrotti e indagati”, ritenute da più parti offensive.
Ferri prende la parola in aula per chiarire la propria posizione: «L’immagine del “sì” rovesciato non voleva richiamare il passato o forme di prevaricazione, ma rappresentare il ribaltamento delle previsioni alla vigilia del voto referendario. La vittoria del “no” ha smentito i sondaggi. Non mi appartiene la cultura della violenza: cerco sempre il dialogo con l’altra parte politica». La replica di Schiavi è invece affidata a Facebook: «Mi scuso per le parole che io stessa ho usato. È stato frutto di un momento in cui, sbagliando, l’emotività ha prevalso sulla ragione».
Nelle ore precedenti alla seduta, le forze di centrodestra hanno espresso una condanna netta. Franco Albertini e Massimiliano Morganti (Fratelli d’Italia), Jonathan Papamarenghi (civica di centrodestra), Federico Bonini (Lega) e Paola Galvani (Forza Italia) hanno parlato di parole «intrise di offese, volgarità e toni incompatibili con incarichi istituzionali», chiedendo alla presidente Patelli una presa di posizione chiara e sollecitando anche le scuse pubbliche da parte dei diretti interessati.