Scatta l'obbligo di etichetta per pasta e riso. Nel Piacentino 5.500 ettari coltivati a grano duro
Redazione Online
|8 anni fa

L’etichetta di origine obbligatoria della pasta e del riso farà uscire dall’anonimato 14 milioni di quintali di grano e 450mila quintali di riso prodotti in Emilia Romagna. È quanto afferma Coldiretti ricordando che è scattato ieri, martedì 13 febbraio, l’etichettatura obbligatoria del riso e da oggi, mercoledì 14 febbraio, quella della pasta.
“L’etichetta di origine obbligatoria che permette di conoscere l’origine del grano impiegato nella pasta e del riso – afferma il direttore di Coldiretti Piacenza Giovanni Luigi Cremonesi – mette fine all’inganno dei prodotti importati, spacciati per nazionali, in una situazione in cui un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero, come pure un pacco di riso su quattro senza che questo fosse fino ad ora indicato in etichetta”.
“L’etichetta di origine obbligatoria che permette di conoscere l’origine del grano impiegato nella pasta e del riso – afferma il direttore di Coldiretti Piacenza Giovanni Luigi Cremonesi – mette fine all’inganno dei prodotti importati, spacciati per nazionali, in una situazione in cui un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero, come pure un pacco di riso su quattro senza che questo fosse fino ad ora indicato in etichetta”.
Un provvedimento importante anche per valorizzare la qualità della produzione piacentina: nella nostra provincia sono circa 5.500 gli ettari coltivati a grano duro.
“Finalmente – ha concluso Cremonesi – sarà possibile sapere se la pasta che somministriamo ai nostri figli contiene il glifosate. E’ molto importante sostenere con la trasparenza scelte di acquisto più consapevoli da parte dei consumatori”.
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