‘Povegliano Veronese 1940-1946. Dalla tragedia della guerra a nuovo orizzonte di speranza e libertà"

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|1 giorno fa
‘Povegliano Veronese 1940-1946. Dalla tragedia della guerra a nuovo orizzonte di speranza e libertà"
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Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, la consigliera regionale Anna Maria Bigon (Pd) ha presentato il libro di Renzo Perina “Povegliano Veronese 1940-1946. Dalla tragedia della guerra ad un nuovo orizzonte di speranza e libertà”, dialogando con l’autore e con lo storico e ricercatore Silvano Lugoboni.
Il volume ricostruisce le vicende della comunità di Povegliano Veronese durante la Seconda guerra mondiale e nei primi anni del dopoguerra. Nasce da un’approfondita ricerca negli archivi comunali e di Stato, con l’obiettivo di riportare alla luce storie personali rimaste a lungo dimenticate. 
Anna Maria Bigon ha ricordato di essere stata Sindaco di Povegliano Veronese e di aver maturato lì una lunga esperienza amministrativa. “Presentare oggi qui, a palazzo Ferro Fini, la storia di Povegliano è quindi per me un motivo di grande orgoglio.”
“Presentiamo la storia di persone di Povegliano che hanno compiuto scelte di coraggio: è questo l’aspetto più importante del volume – ha detto Bigon – L’opera restituisce alla memoria le storie di alcuni internati militari e civili originari di Povegliano Veronese, o residenti nel paese, che ebbero il coraggio di opporsi, con le proprie scelte, al sistema fascista. Vicende di uomini e di donne che rappresentano una testimonianza significativa di coraggio e di coerenza, il cui valore merita di essere riconosciuto e trasmesso alle nuove generazioni. Un’opera resa possibile da un importante lavoro di ricerca archivistica, ricostruzione storica e raccolta documentale, che ha consentito di riportare alla luce percorsi individuali e pagine di storia locale, restituendoli alla memoria collettiva della comunità.”
L’autore, Renzo Perina, ha spiegato di aver cercato di “scavare all’interno delle storie che sottendono ai nomi incisi nelle lapidi e nei monumenti. Particolare attenzione l’ho rivolta agli internati. E, tra le tante storie raccontate, ricordo in particolare quella di Elisa Perini, una internata civile durante la guerra la cui esperienza non fu mai raccontata ai familiari.” 
“Il libro – è entrato nei dettagli della pubblicazione l’autore - ripercorre il periodo della guerra, ma ho voluto spingermi anche oltre, arrivando fino al 2 giugno 1946, giorno delle votazioni per il referendum istituzionale e l’elezione della Costituente. Con l’obiettivo di ricostruire non soltanto la tragedia, la morte e il dolore di quegli anni, ma anche di dare un’immagine di speranza per il futuro, che doveva necessariamente ripartire. Nel volume sono raccontate e documentate centinaia di vicende di cittadini di Povegliano Veronese. Ho ricostruito le storie di circa 220 persone tra caduti, dispersi, internati, militari, prigionieri degli Alleati e civili morti durante il conflitto. Ho voluto dare loro spazio e voce, cercando di far rivivere le loro esperienze attraverso documenti, fotografie e altre testimonianze, per restituire a ciascuno un volto e una storia e ricostruire, per quanto possibile, la realtà che essi hanno vissuto.”
Lo storico e ricercatore Silvano Lugoboni ha evidenziato come Renzo Perina abbia fatto “un lavoro incredibile di analisi e di archivio, presso l’Archivio di Stato di Verona. Ha portato alla luce situazioni sconosciute ai più. L’opera è nata da studi miei, che Perina è riuscito a rielaborare in modo magistrale. La pubblicazione va oltre i confini comunali di Povegliano perché è importante per la storia italiana. Dà molto spazio agli internati militari e a centinaia di storie, tutte documentate in modo scrupoloso. È un progetto importantissimo per le giovani generazioni: abbiamo bisogno di ricercatori, che devono essere affiancati da un gruppo di lavoro. Perché il pressapochismo nel ricostruire la storia non è accettabile: servono dati certi. Rivolgo in tal senso un appello alle istituzioni: esse devono supportare i ricercatori nel loro lavoro.”
Maurizio Faccincani, Vicesindaco di Povegliano, ha ricordato che è stato formato “il Comitato 25 aprile con l’obiettivo di alimentare la memoria e di suscitare speranze per il futuro. Il lavoro di Renzo Perina non è un’opera nostalgica, ma aiuta a fare memoria per costruire un futuro, stimola le nuove generazioni. È fondamentale conoscere le nostre radici, ricordare ciò che è avvenuto e acquisire le conoscenze per dare vita alla società del futuro.”
Il libro si concentra in particolare su tre aspetti. Il primo: i soldati e i dispersi, le vicende dei militari poveglianesi impegnati al fronte, le lettere inviate alle famiglie e i destini rimasti incerti per decenni. 
Il secondo: l’internamento e la deportazione, le esperienze dei cittadini catturati dopo l’8 settembre 1943 e deportati nei campi di lavoro e nei lager nazisti. Emergono anche storie di persone che, una volta tornate, non raccontarono ai familiari le sofferenze vissute, come Elisa Perini.
Il terzo: la memoria collettiva, il recupero di documenti, testimonianze e vicende individuali restituisce identità e dignità a persone dimenticate, ricostruendo una pagina dolorosa della storia locale.
Il significato dell’opera va oltre la ricostruzione degli eventi bellici: attraverso le esperienze dei singoli, il volume racconta il prezzo umano della guerra e il lungo percorso che conduce dalla tragedia alla riconquista della libertà e alla speranza di una rinascita civile. È un contributo alla memoria storica di Povegliano Veronese e un invito a trasmettere alle nuove generazioni le testimonianze di chi visse quegli anni.
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