Rivalta è certa del suo ritorno: «Deve essere sepolto qui»
Anni fa il restauro in stile Armani della tomba dove sono sepolti il fratello Sergio, mamma Maria e papà Ugo. Le “ragioni sentimentali”

Elisa Malacalza
|5 mesi fa

Era e si sentiva piacentino, ma senza i piacentinismi che intrappolano i grandi nel piccolo. Chi lo voleva usare come una statuetta da Oscar, trasformandolo in un tedoforo della bandiera di una terra che, in fondo, se l’è a lungo dimenticato, è rimasto deluso: perché quando si sono accorti di lui, Giorgio Armani era già lo stilista del mondo. Piacentino davvero, dove piacentino vuol dire esserci senza essere visto: ha donato in silenzio per la sua scuola elementare nel 2016, l’Alberoni che oggi potrebbe dedicargli una targa sui muri, e ha garantito due milioni di euro subito quando la nostra sanità stava soffocando sotto il peso del Covid.
È tornato ogni volta che ha potuto: per abbracciare la sua famiglia, quando viveva a Rivergaro e lui passava a prendere la pasta fresca in piazza, e quando ha accompagnato la mamma, Maria Raimondi, al cimitero di Rivalta nel 1999, sepolta accanto al marito, Ugo, e all’altro figlio, Sergio. Il funerale fu privato, celebrato dall’amico don Sandro Civardi: ma la gente di Rivalta vive arrivare nel borgo re Giorgio con gli occhi del bimbo sfollato in Valtrebbia. Aveva con sé rose bianche: e da quel giorno ha chiesto non mancassero mai al camposanto. A mantenere la promessa è stato un fiorista della Valluretta.
Mentre a Milano già viene avanti come un’onda la richiesta che il nome di Giorgio Armani venga iscritto al cimitero monumentale Famedio, tra Manzoni, la Merini e gli altri, Rivalta non ha dubbi: «Sarà sepolto qui. No, non lo sappiamo. Lo sentiamo, è diverso. Vincerà la mamma, che lo aspetta in cielo... Monsignor Giuseppe Busani lo attenderà invece in terra, per una benedizione. Ma non si sa nulla di certo, se è questo che ci chiede».



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