Sciopero per il capotreno ucciso, i sindacati chiedono sicurezza

Anche a Piacenza treni cancellati e in ritardo. Un addetto alle pulizie: "Ogni giorno assistiamo a scene incredibili. La Polfer c'è ma non può essere ovunque"

Marcello Tassi
Marcello Tassi
|1 giorno fa
Passeggeri in attesa durante lo sciopero di oggi - © Libertà/Marcello Tassi
Passeggeri in attesa durante lo sciopero di oggi - © Libertà/Marcello Tassi
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Il delitto del capotreno Alessandro Ambrosio nei pressi della stazione di Bologna riaccende anche il tema della sicurezza sui treni: oggi i sindacati hanno proclamato uno sciopero regionale di otto ore. Alla stazione di Piacenza diversi i treni cancellati o in ritardo, con passeggeri costretti ad attendere e a controllare continuamente i tabelloni delle partenze e degli arrivi.

I sindacati

«Con questo sciopero - spiega Salvatore Buono, segretario generale Fit Cisl di Piacenza - vogliamo dare un segnale tangibile del nostro disagio. Siamo andati oltre la minaccia e l’aggressione, siamo arrivati al morto: questo non è più ammissibile. Servono incontri in Prefettura per passare dalle parole ai fatti, incontro che avvieremo al più presto nei prossimi giorni. Ciò che chiediamo sono fondi e misure concrete per tutelare lavoratori e cittadini».

L'addetto alle pulizie

Alla protesta si affianca la paura di chi lavora ogni giorno sui convogli, anche lontano dai riflettori. «Dobbiamo fare il nostro lavoro senza il supporto delle istituzioni – racconta un addetto alle pulizie dei treni, interpellato stamattina –. Di notte ci sono i vigilantes e questo ci dà un po’ di respiro, ma per il resto la situazione è molto difficile. Assistiamo a scene incredibili ogni giorno: la Polfer c’è, ma non può essere ovunque. Ci dicono sempre di denunciare, ma se qualcuno mi accoltella, che senso ha fare denuncia il giorno dopo? Così non possiamo più andare avanti».

Convalida del fermo

Intanto in vista dell'udienza di convalida del fermo, che sarà fissata a Brescia, la Procura di Bologna, con il pm Michele Martorelli, contesta al momento l'omicidio con due aggravanti a Marin Jelenic, 36enne croato arrestato ieri sera dalla polizia a Desenzano con l'accusa di aver assassinato il capotreno Alessandro Ambrosio. La prima aggravante è l'aver agito per motivi abietti, la seconda è l'aver commesso il fatto all'interno o nelle immediate adiacenze delle stazioni ferroviarie.