Sei anni fa l'incubo covid: le 1.600 vittime di Piacenza e le pietre del ricordo a Casale

Il sindaco della cittadina del Basso Lodigiano duramente colpito dalla pandemia, nel ricordo di quei giorni, ha lanciato un appello a costruire un territorio «più solidale, preparato e unito»

Redazione Online
|3 mesi fa
Il sindaco Elia Delmiglio durante la commemorazione
Il sindaco Elia Delmiglio durante la commemorazione
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di Marco Grisoli
Ci sono date che non sono solo numeri sul calendario, ma cicatrici aperte nell’anima di un territorio. Piacenza lo ha dovuto capire purtroppo sulla sua pelle, piangendo 1.600 vittime del Covid, sei anni fa. Per Casalpusterlengo come per Piacenza, il 21 febbraio rappresenta il confine tra un «prima» e un «dopo», il momento in cui l’incubo della pandemia ha cambiato per sempre i connotati della quotidianità e ha iniziato a togliere il respiro. E ieri, a distanza di sei anni, la città di Casale si è ritrovata davanti al monumento che lega sassi, memoria e comunanza in via Don Minzoni, per un rituale di ricordo collettivo che il sindaco Elia Delmiglio ha definito di «silenzio e raccoglimento».
Davanti a quelle pietre che simboleggiano ogni singola perdita, la comunità si è fermata per onorare ogni vita spezzata e ogni famiglia segnata da un’assenza che il tempo non può cancellare. «Abbiamo voluto esprimere, ancora una volta, la profonda gratitudine della nostra comunità verso tutti coloro che, in quei mesi difficili, si sono messi al servizio del territorio», spiega Delmiglio. Un ringraziamento corale che ha abbracciato operatori sanitari, volontari, forze dell’ordine, amministratori e lavoratori dei servizi essenziali: donne e uomini che hanno rappresentato un punto di riferimento nei giorni più bui.
Ma l’intervento del primo cittadino ha voluto spingersi oltre la semplice commemorazione, trasformando il dolore in una bussola per l’agire futuro. Il ricordo di quell’esperienza, per Delmiglio, non è solo memoria, ma una precisa responsabilità: «Ci impone di guardare al futuro con maggiore consapevolezza, di rafforzare il senso di comunità, di prenderci cura gli uni degli altri e di costruire un territorio più solidale, preparato e unito».
Il messaggio uscito dalla cerimonia di ieri è chiaro: ricordare significa scegliere, ogni giorno, di non dimenticare le lezioni apprese durante quella terribile emergenza. Casalpusterlengo dimostra così di essere una comunità che non solo non dimentica, ma che trae dalla propria storia la forza per proteggere il proprio domani. Perché, come ricordato davanti ai "Sassi", l’unità è l’unica vera difesa contro ogni tempesta.
Il monumento, che venne inaugurato il 21 agosto 2020 a sei mesi dall’inizio dell’emergenza, è composto da pietre raccolte nel fiume Po e che portano i nomi delle vittime del coronavirus. Ci sono i nomi degli scomparsi nel periodo di terrore e profonda solitudine causato dal Covid, iniziato il 21 febbraio 2020. Sei anni ieri.
Il monumento che Casalpusterlengo ha dedicato alle vittime del Covid
Il monumento che Casalpusterlengo ha dedicato alle vittime del Covid