Condannato a due anni per spaccio, ma continuava a vendere: arrestato

Era ai domiciliari perché colto in flagranza di reato per cessione per droga

Redazione Online
|4 ore fa
Condannato a due anni per spaccio, ma continuava a vendere: arrestato
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Doveva scontare una condanna per spaccio, ma invece di rispettare la misura alternativa avrebbe continuato a muoversi e a cedere droga proprio durante le ore in cui gli era consentito uscire di casa. Si è chiusa così, nella mattinata di martedì 31 marzo, la parentesi della detenzione domiciliare sostitutiva per un 27enne residente a Piacenza: i carabinieri della Stazione di Piacenza Levante hanno eseguito l’ordinanza di revoca emessa dal Magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia, accompagnandolo in carcere alle Novate.
Il giovane disoccupato doveva espiare una pena di poco oltre 2 anni di reclusione per violazione della normativa sugli stupefacenti. La misura alternativa gli era stata concessa dopo una condanna maturata a seguito di un arresto in flagranza per droga: nell’agosto 2025 era stato fermato subito dopo una cessione di cocaina e trovato in possesso di denaro contante; nella successiva perquisizione domiciliare erano stati inoltre rinvenuti oltre 12mila euro in contanti, elemento che aveva già restituito agli uomini dell’Arma piacentina il profilo di un’attività tutt’altro che occasionale.
Nonostante ciò, il beneficio ottenuto non sarebbe servito a interrompere il giro. Il 27enne era obbligato a rimanere nel proprio domicilio, con facoltà di allontanarsi solo in fasce orarie ben precise e soltanto per indispensabili esigenze di vita, all’interno del Comune di Piacenza. Ma proprio quelle finestre di libertà, sarebbero state trasformate in occasioni utili per proseguire lo spaccio. Difatti il 6 marzo scorso il giovane è stato denunciato in stato di libertà per un nuovo fatto di droga: è stato pizzicato nella cessione di cocaina e hashish nascosti in due involucri all’interno di un pacchetto di sigarette ad un altro uomo in un cortile condominiale dove altri abituali consumatori, sentiti dai militari, hanno poi riferito di aver acquistato stupefacente da lui anche dopo l’applicazione della misura.
In definitiva il 27enne, anziché usare quelle ore fuori casa per esigenze di vita o per costruirsi un percorso di reinserimento, le avrebbe di fatto utilizzate per la prosecuzione dell’attività illecita. Inoltre è stato accertato che era solito frequentare una sala slot anziché utilizzare i permessi per esigenza di socializzazione o alla ricerca di lavoro. Per il 27enne, quindi, non c’erano più i presupposti per restare alla detenzione domiciliare. La misura sostitutiva è stata quindi revocata dal Magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia e convertita in pena detentiva.