Il Collettivo 6Tu arriva a Podenzano per una tappa de Lultimaprovincia
Redazione Online
|1 anno fa

E’ la vivacità creativa del Collettivo 6Tu a caratterizzare la tappa odierna de Lultimaprovincia di Manicomics Teatro. Questa sera alle ore 21, a Podenzano in piazza Ghisoni, si esibisce la compagnia nata nel 2018 frequentando il corso professionale per artisti di circo contemporaneo presso la Fondazione Cirko Vertigo. I sei artisti funamboli presentano lo spettacolo “Krama”: “E’ una parola greca che – spiegano – deriva dal verbo antico “kerannimi’’. Vuol dire mescolare. Essenzialmente è la lega che costituisce due o più elementi, di cui almeno uno è un metallo, il cui materiale risultante, attraverso soluzioni o miscele, finisce per avere proprietà differenti da quelle dei relativi componenti. Tutto funziona grazie all’equilibrio tra gli elementi. Non c’è prevalenza di un elemento a discapito dell’altro ma tutto sta in piedi perché ogni componente dà e riceve le proprie emozioni e quelle dei compagni. La reciproca fiducia permette di creare atmosfere armoniche nelle quali è possibile cogliere energia, affiatamento, sostegno. Tutti ingredienti fondamentali alla realizzazione di un percorso condiviso e solido. Diverse personalità che fondendosi danno vita a situazioni nuove e uniche”.

Il gruppo, formato daAlessandro Campion, Federico Ceragioli, Rachele Grassi, Emanuel Caro, Sara Frediani, Eleni Fotiou, si è scelto un nome che racchiude un ampio spettro di significati: “Perchè 6Tu? Quello che vogliamo portare in scena siamo noi stessi, il nostro vissuto e le nostre emozioni, 6Tu perché la nostra voglia di sostenerci a vicenda è la stessa voglia che abbiamo di intraprendere questo percorso di vita insieme, ma anche perché crediamo fortemente nelle potenzialità di ognuno di noi e crediamo che insieme si possa dar vita ad una fusione di sfumature, peculiarità e personalità che ci contraddistinguono, esaltandole singolarmente e mettendole a disposizione dello spettacolo». La passione per il circo contemporaneo è nata in momenti e in modi differenti: «Per qualcuno – confermano gli artisti del collettivo – è nata durante l’adolescenza potendo già frequentare lezioni e avendo la possibilità di assistere a spettacoli di circo contemporaneo nelle proprie città, per altri è nata più avanti, negli anni di studio professionale. Ciò che comunque è comune è la gratitudine per la libertà che il circo contemporaneo regala. La possibilità quindi di poter esprimere con il nostro corpo, con il nostro attrezzo, singolarmente e in relazioni con i compagni, ciò che abbiamo dentro, nel bene e nel male, senza giudizio”.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Raccolta rifiuti, la differenziata torna nei cortili
2.
Dal cemento al legno, il tetto del Duomo alleggerito di 300 tonnellate
3.
Simone Cristicchi a sorpresa a Quarto di Gossolengo: «Cerca oggetti che raccontano sogni»
4.
Il Conservatorio accende la città: dal 2 marzo al via le Jam Sessions all'Irish Pub

