«I nostri volti nelle case 
di migliaia 
di piacentini»

le voci dei protagonisti dell’emittente televisiva 
«un inizio garibaldino»

Marcello Pollastri
Marcello Pollastri
|2 ore fa
«I nostri volti nelle case 
di migliaia 
di piacentini»
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C’è una frase che, più di tante altre, racconta lo spirito con cui nacque Telelibertà. La pronuncia Alberto Brenni, da quarant’anni uno dei volti simbolo dell’emittente: «All’inizio eravamo pochi e con mezzi scarsi. Però eravamo generosi, vagabondi, garibaldini». In queste parole c’è l’essenza di un’avventura iniziata cinquant’anni fa e che giovedì ha ricevuto un prestigioso riconoscimento a Roma, nell’ambito del Radio Tv Forum di Aeranti-Corallo.
Un premio che celebra mezzo secolo di televisione locale, ma soprattutto un legame profondo con il territorio e con i piacentini. Telelibertà non ha semplicemente portato la televisione nelle case della provincia. Ha fatto entrare nelle famiglie volti diventati amici, giornalisti e conduttori ai quali, come ricorda Ludovico Lalatta, «la gente chiedeva di poter dare del tu» quando li incontrava per strada.
Tra il 1976 e i primi anni Ottanta prende forma l’identità dell’emittente.