Miglioli: un unicum che si pone al servizio della nostra comunità
Il presidente: «Non abbiamo interessi particolari, garantita l’indipendenza delle testate»
Elisabetta Paraboschi
|2 ore fa

«La nostra presidente Donatella Ronconi dimostrò grande intuizione e generosità. Non so se i piacentini abbiano compreso a fondo la portata di quanto lei ha fatto». Incomincia così Alessandro Miglioli, presidente della Fondazione Ronconi Prati, quando gli si chiede di raccontare la genesi di questo Ente nato nel 2019.
«Fu Donatella a decidere di lasciare tutte le società del Gruppo Libertà alla Fondazione oltre a tutti i suoi beni personali - spiega Miglioli - fu una scelta di grande intelligenza e generosità: questa fondazione funziona come una holding, è una società capitalizzata che possiede tutti i mezzi produttivi, ma non distribuisce gli utili ai soci, bensì alla collettività piacentina per la realizzazione di opere di cultura, assistenza e aiuto sociale».
Miglioli sottolinea come «oltre al consiglio di amministrazione c’è un consiglio generale costituito da persone nominate da Caritas, ordini professionali e rappresentanti dei mezzi di comunicazione e dalle università: nessuno percepisce emolumenti e soprattutto occorre segnalare che la Fondazione non ha legami di carattere politico, il che garantisce l’indipendenza dei mezzi di informazione. Il patrimonio che viene amministrato è consistente e noi facciamo il possibile per mantenerlo e usarlo per scopi affini alla missione che ci è stata data: è un’attività che si sta progressivamente sviluppando e noi stessi stiamo imparando a gestire nel modo migliore e più adeguato le tante necessità che ci vengono segnalate. Stiamo imparando e pian piano il nostro intervento sta crescendo e acquisendo importanza».
Il presidente evidenzia poi come questa Fondazione per come è costruita rappresenta un “unicum”: «Certo ne esistono altre che tuttavia non possiedono i mezzi di informazione, mentre nel nostro caso sono i piacentini a possedere la loro storia e la possibilità di raccontarla - prosegue - si tratta di un modello organizzativo che funziona ed è testimoniato dal fatto che in questi anni tutte le scelte sono state fatte all’unanimità in un clima di dialogo disteso e sereno. Del resto, noi non siamo portatori di interessi individuali o di qualche parte, ma della collettività piacentina».

