Pugliese allo Specchio: «La salute? È scegliere di investire su se stessi»
Il presidente della Lilt piacentina a Telelibertà: «Le cure avanzano, ma la prima arma di difesa resta il comportamento individuale»
Matteo Prati
|2 giorni fa

Il dottor Franco Pugliese, presidente della Lilt, con la giornalista Nicoletta Bracchi
Parlare di salute oggi significa soprattutto parlare di prevenzione, consapevolezza e responsabilità individuale: un percorso che non riguarda solo la cura delle malattie, ma la costruzione quotidiana del benessere attraverso scelte informate, stili di vita corretti e attenzione all’ambiente in cui viviamo. La medicina contemporanea, infatti, non si limita più all’intervento terapeutico, ma punta sempre più a educare, accompagnare e rendere le persone protagoniste attive della propria salute.
Con questo spirito il dottor Franco Pugliese, presidente della Lilt di Piacenza, è stato ospite di Nicoletta nello studio della trasmissione “Lo Specchio” su Telelibertà, offrendo al pubblico un racconto che ha intrecciato esperienza professionale, memoria personale e impegno divulgativo. Medico da sempre attivo sul territorio, già direttore del Dipartimento Sicurezza sul lavoro dell’Ausl di Piacenza, Pugliese guida da quindici anni la Lilt Piacenza (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), un impegno che definisce prima di tutto umano: «Le cure avanzano, ma la prima tutela della salute resta il comportamento delle persone. La prevenzione è una scelta quotidiana».
Alla domanda su dove trovi ancora oggi tanta energia, Franco Pugliese ha richiamato i suoi trascorsi sportivi: «Ho giocato nel Piacenza Rugby e oggi vivo una sorta di “terzo tempo”, fatto ogni giorno di scoperte ed entusiasmi che mi fanno sentire giovane nonostante l’età e anche qualche piccola delusione. Ma senza l’amaro non si riesce ad apprezzare il dolce».
Nel corso dell’intervista ha poi ripercorso il proprio cammino personale, dagli anni al liceo Gioia fino alla laurea e alle successive specializzazioni conseguite all’Università di Pavia, rievocando un’infanzia «felice e libera, tra esplorazioni in bicicletta nella zona di via Emilia Pavese e un’aria allora molto diversa da quella che oggi respiriamo: l’inquinamento non esisteva». Un ricordo che si è trasformato in una riflessione più ampia sulla qualità dell’ambiente e sull’inquinamento della pianura padana: «Piacenza è un catino dove gli inquinanti ristagnano: la salute passa anche dall’ambiente», ha osservato, sottolineando il legame sempre più evidente tra benessere individuale e contesto urbano.
Momento particolarmente intenso il racconto della malattia affrontata durante il Covid: «Mi davano per spacciato. Mi sentivo aggrappato a una lastra di ghiaccio, bastava poco per scivolare nel baratro». Un’esperienza limite che ha segnato profondamente il suo modo di guardare alla vita e al rapporto con gli altri, rafforzando il valore della memoria e della comunità. Da quel periodo sono infatti nati progetti condivisi come “Piacenza ricorda”, pensati per trasformare il ricordo in partecipazione collettiva.
Al centro dell’impegno della Lilt resta la prevenzione diffusa, portata concretamente sul territorio attraverso ambulatori, incontri nelle aziende, attività nelle scuole e iniziative di prossimità, tra cui un camper sanitario che facilita l’accesso agli screening anche nei quartieri e nei comuni meno serviti. «La salute è scegliere di stare dalla propria parte e investire su sé stessi», ha ribadito.
Grande attenzione è stata dedicata anche ai giovani e agli stili di vita: movimento quotidiano, contrasto alla sedentarietà e informazione su fumo e dipendenze rappresentano pilastri fondamentali dell’azione educativa. «Il primo farmaco è camminare», ha ricordato, invitando a dedicare almeno mezz’ora al giorno all’attività fisica. Un messaggio semplice ma incisivo che riassume il senso del suo intervento nel salotto televisivo: rendere la prevenzione un gesto normale, accessibile e parte integrante della vita quotidiana.
Lilt, una casa per la prevenzione
Il dottor Franco Pugliese ha raccontato anche l’origine del suo legame con la Lilt, nato quasi naturalmente all’interno del contesto ospedaliero e cresciuto nel tempo fino a trasformarsi in un impegno costante a favore della prevenzione e della sensibilizzazione sanitaria sul territorio. Un percorso professionale e umano costruito attraverso incontri significativi, esperienze condivise e una visione della medicina sempre più orientata alla cultura della salute oltre che alla cura della malattia.
«Alla Lilt mi sono avvicinato grazie al professor Rodolfo Canaletti, che mi ha trasmesso l’importanza di affiancare alla terapia anche la cultura della prevenzione», ha spiegato Pugliese durante la trasmissione. Da quell’incontro è nata una collaborazione destinata a consolidarsi negli anni, contribuendo a rafforzare la presenza dell’associazione accanto ai pazienti e ai cittadini.
«La nostra sede Lilt si trova in ospedale, vicino alla farmacia: un luogo strategico che permette alle persone di avvicinarsi con facilità ai servizi, chiedere informazioni e sentirsi accolte, esaltando il valore di una prevenzione accessibile e quotidiana». Le puntate di “Specchio” sono disponibili anche on demand sul sito di Libertà.

