Una sera a conoscersi senza il telefonino: «Ragazzi, è possibile»
“Disconnettersi per conoscersi”, una cinquantina di persone hanno raccolto l’invito della Ricerca per un appuntamento al buio
Thomas Trenchi
|6 mesi fa

Sedersi a un tavolo, guardarsi negli occhi, chiacchierare. Stringersi la mano, presentarsi. Lasciarsi trasportare per ore da dialoghi che possono anche sfociare nell’utilità del nulla, nella spensieratezza. Ricordarsi com’è vivere senza controllare continuamente l’orologio, le notifiche di WhatsApp, l’ultimo accesso di qualcuno in chat o i “mi piace” su Instagram. Senza chiedersi quali storie abbiano pubblicato i nostri “amici”.
Insomma: passare una serata senza telefonino. Chi se lo ricorda davvero?
Insomma: passare una serata senza telefonino. Chi se lo ricorda davvero?
Ci hanno provato – e ci sono riusciti – i partecipanti alla serata organizzata venerdì nei locali del Gatto Matto, in via Iacopo da Pecorara. Una cinquantina di persone, dai 20 ai 45 anni, hanno raccolto l’invito della Fondazione La Ricerca all’iniziativa “Disconnettersi per conoscersi”: una sorta di appuntamento al buio pensato per incontrarsi senza filtri, o per conoscersi meglio. All’ingresso, i ragazzi e le ragazze hanno ricevuto una borsa con l’occorrente per i giochi di gruppo e le attività di socializzazione. Il clou della serata è stato lo “speed date”: seduti a coppie, l’uno di fronte all’altro, i partecipanti hanno dato vita a rapidi mini-appuntamenti di pochi minuti ciascuno, guidati da un argomento estratto a sorte.
Un modo diretto per moltiplicare i contatti in poco tempo e lasciare aperte mille possibilità: nuove amicizie, relazioni, o forse anche qualcosa di più.
Ma che cosa spinge cinquanta persone a partecipare a un evento del genere?
Ma che cosa spinge cinquanta persone a partecipare a un evento del genere?
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