Via Bixio, gli sgomberati: «Tanto aiuto dalla gente ma ci serve il camper»
Prosegue la raccolta fondi per la famiglia Constantin. Un alloggio sociale? «No, non potremmo portare i nostri quattro cagnolini»
Thomas Trenchi
|17 ore fa

I Constantin con i cagnolini
Mancano ancora 1.500 euro per restituire un tetto alla famiglia Constantin e, questa volta, anche quattro ruote sotto i piedi. Prosegue la raccolta fondi per padre e figlio sgomberati nei mesi scorsi dall’area di via Nino Bixio, lungo il Po a Piacenza. Dopo la demolizione delle baracche, l’inverno è trascorso tra ripari di fortuna. Finora sono stati raccolti circa 3.500 euro sulla piattaforma GoFundMe: l’obiettivo è acquistare un camper da trasformare in casa.
«Dormiamo in una casa abbandonata, dentro una tenda», racconta Mihai, 29 anni. Con lui il padre e quattro cani, motivo per cui hanno rifiutato gli alloggi sociali. «La mia compagna è tornata in Romania dopo lo sgombero. Possiamo restare qui ancora poco». In passato aveva trovato lavoro come magazziniere, poi perso per problemi di salute. «Ci serve un mezzo, ma anche un’occupazione stabile». La vicenda ha attirato l’attenzione di cittadini e commercianti del centro, che hanno contribuito alla colletta e diffuso l’appello.

Per anni il lungo Po è stato la loro casa di fortuna. L’autunno scorso ha segnato una svolta. L’area è di proprietà privata: il Comune aveva tentato di acquisirla per inserirla in un progetto di rigenerazione da cinque milioni di euro. La prima asta era andata deserta; alla seconda, a Rimini, l’offerta dell’ente - circa 90mila euro - è stata superata da quella di una società, pari a 96mila euro. L’aggiudicazione ha portato allo sgombero definitivo. La nuova proprietà è la società Edilfratelli Srl dell’imprenditore Medaga Hodzic, piacentino di origini bosniache. Il piano prevede un campus residenziale per studenti, dotato di impianti sportivi, spazi ricreativi, aree di socializzazione. Accanto al progetto edilizio resta però il tema umano. Diversi cittadini, infatti, chiedono attenzione per le persone allontanate.
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