Solidarietà senza fine tra Piacenza e Romania per un malato di cuore
Salvato tre anni fa, grazie all'aiuto dei piacentini e dell'Associazione bambino cardiopatico, viene di nuovo aiutato oggi che ha 23 anni
Anna Anselmi
|3 ore fa

Ettore Pedretti, cardiologo e pediatra, presidente dell'Associazione Bambino Cardiopatico, festeggiato nel 2023 a Sarajevo dai suoi giovani pazienti oggi cresciuti
Prendersi cura. Non abbandonare un paziente. Non lasciare che barriere di qualsiasi tipo pregiudichino la possibilità di una vita serena, grazie anche e soprattutto ai progressi della medicina. Per l’Associazione Bambino Cardiopatico (Abc) di Piacenza far fronte agli ostacoli è la normalità, dovendosi anche confrontare con gli inevitabili risvolti delle disposizioni in atto in Italia e nei Paesi esteri. Adesso è toccato a un giovane romeno scontrarsi in patria con una serie di problematiche burocratiche, che non hanno comunque impedito che si risolvesse positivamente la sua odissea, trovando in primis il sostegno della famiglia, cui poi si è aggiunto l’apporto indispensabile di Abc.
Il sodalizio, attivo dal 1987, ha ormai visto crescere tanti di quei piccoli dei quali aveva seguito il percorso verso la guarigione, tra terapie e interventi chirurgici. Bambini diventati giovani adulti che magari hanno bisogno di tornare in sala operatoria a distanza di anni. È successo anche al ragazzo romeno oggi ventitreenne, che quando aveva tre anni, sempre con il supporto di Abc, si era sottoposto in Italia a un intervento urgente per correggere due gravi condizioni: la valvola polmonare era chiusa, mentre nel setto interventricolare, ossia la parete che separa il ventricolo destro da quello sinistro, era aperto un foro. “Andava operato subito”, rievoca Ettore Pedretti, cardiologo e pediatra piacentino, presidente di Abc. “Venne introdotto un tubo valvolato tra il ventricolo destro e l’arteria polmonare per ricostruire correttamente il flusso”. Una procedura delicata, perfettamente riuscita, tanto da consentire una vita piena, fino all’altro ieri. “Come capita spesso, il tubo si era con il tempo in gran parte chiuso”.
Da qui la necessità di tornare in Italia, con i familiari che si sono dovuti sobbarcare quasi integralmente i costi, per ovviare a intoppi di carattere amministrativo altrimenti insormontabili. Mancavano però 6.400 euro, arrivati per il tramite di Abc. Una corsa risoltasi felicemente con la generosità di un imprenditore piacentino e, sull’altra sponda del Po, nel Lodigiano, di Cristian Pancotti, titolare dell’omonima azienda di Guardamiglio. Gesti importanti, perché il giovane non poteva aspettare. Al Sant’Orsola di Bologna l’équipe di Andrea Donti è riuscita così a restituire alla sua esistenza abituale il ragazzo, senza ricorrere all’operazione chirurgica, ma, come l’evoluzione della scienza e della tecnologia consente, dilatando il tubo mettendo attraverso un catetere una nuova valvola nella giusta posizione. Il flusso nel ventricolo destro è ripreso, come nel cuore di tutti. Per Pedretti e Abc la soddisfazione di aver accolto non solo vent’anni fa quel bimbo, ma di aver teso di nuovo un aiuto quando gli sforzi del passato rischiavano altrimenti di vanificarsi. “Ringraziamo - evidenzia Pedretti - chi ci sostiene. Anche stavolta questa disponibilità ha permesso di fare la differenza”.

