Triplice fischio e silenzio per la strage neofascista di Bologna

La presidente del consiglio comunale Gazzolo a Bologna con la polizia locale e il gonfalone della città di Piacenza. "Diritto a piena verità e giustizia"

Redazione Online
|2 ore fa
Paola Gazzolo, Marco Cavanna e Ilario Errico con il gonfalone della città di Piacenza a Bologna
Paola Gazzolo, Marco Cavanna e Ilario Errico con il gonfalone della città di Piacenza a Bologna
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 La presidente del consiglio comunale, Paola Gazzolo, ha rappresentato l'amministrazione e la comunità piacentina stamani, a Bologna, nel 46esimo anniversario dell'attentato alla stazione ferroviaria, che causò la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200.
Anche il gonfalone della nostra città, retto dagli agenti del comando di polizia locale Ilaria Errico e Marco Cavanna, ha sfilato nel corteo che da piazza Nettuno ha raggiunto piazza delle Medaglie d'Oro tra gli stemmi e i labari che testimoniano il senso di condivisione che unisce il Paese nel drammatico ricordo di una strage impressa nella memoria collettiva come una delle pagine più buie nella storia italiana del Dopoguerra.
«Piacenza non ha avuto vittime, quel mattino, ma è tra le città che da sempre si riconoscono in quel lutto – sottolinea Gazzolo –. Chi morì nella sala d'aspetto proveniva da una cinquantina di città diverse, italiane e straniere: era il Paese intero, in viaggio in un sabato d'agosto. Per questo il nostro gonfalone è qui, come ogni anno, senza interruzioni: è il segno di un'intera comunità che si stringe attorno ai familiari delle vittime e riafferma la più dura e ferma condanna nei confronti di ogni atto di terrorismo e violenza».
Alle 10.25, l'ora in cui il tempo si fermò per sempre, il triplice fischio del treno e il minuto di silenzio hanno scandito il momento più intenso della commemorazione, seguito dalla deposizione delle corone istituzionali nella sala d'attesa della stazione.
«Essere qui, oggi – rimarca la presidente Gazzolo – significa sostenere il diritto alla piena verità e alla giustizia di cui l'Associazione tra i familiari delle vittime, guidata da Paolo Lambertini, si è fatta costantemente portavoce con appassionata dignità e tenacia. Al di là dell'accertata matrice neofascista e dei depistaggi portati alla luce dalle indagini giudiziarie, la ricerca della verità completa non si estingue con il trascorrere del tempo. La partecipazione così numerosa e sentita di tante istituzioni e di tanti cittadini è il simbolo di quei valori di democrazia e civiltà che siamo sempre chiamati a proteggere. Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha ricordato che verità e giustizia non sono concessioni, ma beni da difendere e diritti fondamentali per la democrazia. È importante esserci quest'anno - conclude Gazzolo - perché c'è una sentenza passata in giudicato e questa enorme partecipazione fa bene alla democrazia».