Un miracolo di San Colombano alle origini della colomba di Pasqua?

Un'altra leggenda la fa invece derivare questo dolce da un episodio accaduto durante la battaglia di Legnano tra Barbarossa e i Comuni

Redazione Online
|9 ore fa
PASQUA: COLDIRETTI; SPESA PER TAVOLA A 1,2 MLD, 85\% A CASAUna pasticcera napoletana mentre prepara delle colombe pasquali in un'immagine d'archivio. CIRO FUSCO /ARCHIVIO ANSA/DEF
PASQUA: COLDIRETTI; SPESA PER TAVOLA A 1,2 MLD, 85\% A CASAUna pasticcera napoletana mentre prepara delle colombe pasquali in un'immagine d'archivio. CIRO FUSCO /ARCHIVIO ANSA/DEF
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di Stefano Quagliaroli

Le origini misteriose della colomba pasquale

La colomba pasquale potrebbe essere oggetto di uno di quei romanzi postmoderni, in stile Umberto Eco, in cui si cerca di stabilire l’origine misteriosa di un dolce secolare. Le leggende a riguardo sono tre, tutte nate in ambito lombardo.

Il simbolo della vittoria

La più recente è datata 1176: durante la battaglia di Legnano, nella quale si scontrarono le truppe imperiali di Federico Barbarossa e quelle dei comuni lombardi sotto la presunta guida di Alberto da Giussano, un condottiero vide posarsi due colombe sulle insegne della Lega. Pensò così di far distribuire pani a forma di colomba ai soldati come buon auspicio per l’esito dello scontro, che infatti risultò vittorioso.

La Battaglia_di_Legnano in un dipinto di Pollastrini
La Battaglia_di_Legnano in un dipinto di Pollastrini

L’assedio di Pavia e i Longobardi

La più antica delle leggende risale a seicento anni prima. Nel 569, Alboino, re dei Longobardi, appena giunto in Italia con un popolo di circa duecentomila persone, strinse d’assedio Pavia, allora roccaforte bizantina, che resistette per tre anni. Prima della capitolazione e della trasformazione della città nella capitale del nuovo regno longobardo, avvennero due episodi curiosi: il miracolo della rinascita del cavallo di Alboino, narrato dallo storico Paolo Diacono, e il dono da parte dei panettieri pavesi di pani dolci a forma di colombe.
Questi eventi rabbonirono il re, che nel 572 scelse Pavia come capitale, anche se successivamente si trasferì a Verona, dove trovò la morte in una congiura ordita dalla moglie Rosmunda. Verona rivendica ancora oggi la paternità della colomba: già a fine Ottocento si produceva una focaccia di quella forma con miele, frutta candita e glassa di mandorle.

Il miracolo di San Colombano

Ma la più affascinante delle leggende è quella legata a San Colombano, il monaco irlandese fondatore dell’abbazia di Bobbio. Già il nome richiama il simbolo: nella sua lingua, “Colum Ban” significa “colomba bianca”, emblema di pace e rinascita nelle Sacre Scritture.
Secondo la tradizione, Colombano giunse in Italia nel 612 e si fermò alla corte longobarda di Pavia, invitato dai sovrani Agilulfo e Teodolinda. Durante un ricco banchetto a base di cacciagione, essendo periodo di Quaresima, il monaco rifiutò le pietanze. Per non offendere i suoi ospiti, trasformò miracolosamente il cibo in pani dolci a forma di colomba.
Un ulteriore aneddoto racconta che, alla sua morte nel 615, il suo discepolo Gallo ebbe la visione di una colomba bianca che si librava verso il cielo.
La statua di san Colombano a Bobbio
La statua di san Colombano a Bobbio

Dalla leggenda all’industria dolciaria

La colomba che consumiamo oggi a Pasqua, tuttavia, non ha un’origine medievale diretta. La sua forma moderna nasce negli anni Trenta del Novecento negli stabilimenti Motta.
Fu Dino Villani, direttore della pubblicità, a idearla: per ottimizzare i macchinari utilizzati per il panettone, pensò a un dolce pasquale simile, ispirandosi proprio alla tradizione lombarda.

Un dolce tra mito, storia e marketing

La colomba pasquale resta così un perfetto intreccio tra leggenda, storia e intuizione industriale: un simbolo che, ancora oggi, racconta secoli di cultura e tradizione italiana.
foto pilotti
foto pilotti