Argellati in Futuro Nazionale, scoppia la polemica. Ghetti: «Tradimento politico del mandato»

La capogruppo di minoranza critica duramente l’ingresso del sindaco nel partito di Vannacci: «Dai socialisti all’estrema destra, più che una folgorazione sembra una scelta di convenienza»

Redazione Online
|2 ore fa
Gianluca Argellati e Beatrice Ghetti
Gianluca Argellati e Beatrice Ghetti
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È durissima la reazione della minoranza di Vigolzone alla decisione del sindaco Gianluca Argellati di aderire a Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci. A intervenire è la capogruppo di opposizione Beatrice Ghetti, che parla di «tradimento politico del mandato ricevuto dai vigolzonesi» e mette in discussione anche gli equilibri della maggioranza.
«Dai socialisti all’estrema destra: per Argellati la poltrona non ha colore», esordisce Ghetti, ripercorrendo il cammino politico del primo cittadino, passato dal Psi a Forza Italia e ora approdato a Futuro Nazionale. Un percorso che la consigliera interpreta in maniera opposta rispetto ad Argellati, che aveva escluso motivazioni di carriera e spiegato di essersi riconosciuto nelle idee del nuovo movimento.

«Da civico moderato a Futuro Nazionale»

Ghetti torna anche alle polemiche del primo mandato. «Avevamo sempre sospettato che Argellati si identificasse più con un podestà che con un sindaco, oggi abbiamo la certezza», afferma, ricordando la decisione del 2019 di eliminare dall’ordine del giorno dei Consigli comunali le comunicazioni dei consiglieri. Secondo la capogruppo, «quella cultura politica autoritaria e di emarginazione delle minoranze sembra aver trovato la propria collocazione».
L’opposizione contesta poi alcune delle posizioni attribuite a Vannacci, dalle classi separate per gli alunni con disabilità alle unioni civili fino al «patriarcato mediterraneo». E chiede ad Argellati come possa conciliarle con il mandato ricevuto dagli elettori.

L’appello alla maggioranza

La capogruppo chiama direttamente in causa i consiglieri che sostengono il sindaco: «Spetta ora ai consiglieri di maggioranza e ai partiti che sostennero Argellati verificare se persistono le condizioni politiche» esistenti al momento della candidatura, quando il sindaco si presentò con una lista civica di centrodestra.
Ghetti invita inoltre Argellati a concentrarsi sui problemi amministrativi, citando in particolare la casa di riposo promessa e non ancora realizzata: «A quest’ora avrebbe già dovuto essere terminata e invece, ancora oggi, rimane soltanto un campo vuoto».

«Una scelta di convenienza»

L'affondo conclusivo riguarda le motivazioni del passaggio politico. Argellati aveva respinto esplicitamente l'ipotesi di cercare incarichi e assicurato: «Non mi muovo per occupare poltrone». Ghetti rovescia la lettura: «Negli altri partiti del centrodestra le posizioni di rilievo erano già occupate; nel movimento di Vannacci, invece, potrebbero aprirsi nuove porte».
«Più che una folgorazione ideale, sembra una scelta di convenienza. Cambiano i partiti e i principi, ma resta immutata la volontà di rimanere aggrappato a una poltrona», conclude la capogruppo.