"Votai Repubblica, fu una emozione grande"

La storia di Rambalda Magnaschi, oggi 103 anni, che nel 1946 fu tra le prime donne che andarono a votare, prima per le amministrative, poi per il referendum monarchia e repubblica

Elisabetta Paraboschi
|3 ore fa
Rambalda Magnaschi- © Libertà/Elisabetta Paraboschi
Rambalda Magnaschi- © Libertà/Elisabetta Paraboschi
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«Noi donne eravamo tutte in subbuglio. Era un diritto che non avevamo mai avuto e per la prima volta invece potevamo esercitarlo». Ottantuno anni fa Rambalda Magnaschi era una staffetta partigiana. Finita la guerra, fu tra le prime donne che andarono a votare alle amministrative a Piacenza nel marzo 1946. Poco più di due mesi dopo, il 2 giugno, tornò alle urne per scegliere fra monarchia e repubblica.
«Votai Repubblica, chiaramente - ammette oggi che di anni ne ha 103 (molto ben portati) - e ricordo ancora benissimo la gioia di quando seppi che aveva vinto, che avevamo vinto. Eravamo un gruppo di sette o otto amiche, andammo tutte insieme a votare: io abitavo allora in via Alberoni, abbiamo votato nella scuola vicina. Pensi che una mia amica era già pronta alle cinque del mattino per andare alle urne: le ho detto «aspettiamo che adesso non sono ancora aperte». Ma la dice lunga sull’entusiasmo che ci animava. Decidemmo tutte di dare il nostro voto alla repubblica perché per noi rappresentava la garanzia di avere dei diritti e la democrazia».