Non solo energia e benzina: rincari record per pere, carote, finocchi e olio di semi
Redazione Online
|4 anni fa

La guerra in Ucraina. Ma anche la siccità e le difficoltà nei trasporti.
È stato un mese pesantissimo per le tasche dei cittadini. Tutto è partito con il folle rincaro delle bollette di luce e gas, poi è arrivato quello altrettanto fuori controllo dei carburanti e adesso l’Istat certifica anche l’esplosione dei prezzi dei bene di prima necessità.
Sono in gran parte aumenti a due cifre quelli registrati a febbraio dai prodotti alimentari, anche quelli stagionali, tradizionalmente economici, come carote, carciofi e finocchi, saliti letteralmente alle stelle.
Secondo la classifica elaborata dall’Unione nazionale consumatori, in base proprio ai dati Istat sull’inflazione di febbraio, in testa ai rincari spiccano le pere, che costano il 32,2% in più rispetto a febbraio 2020.
Al secondo posto radici, bulbi non amidacei e altri vegetali (appunto carote, finocchi, cipolle, aglio, asparagi, carciofi) saliti del 21,5%.
Sul gradino più basso del podio l’olio diverso da quello di oliva (oggetto in questi ultimi giorni di alcuni casi di corsa all’accaparramento) che vola del 19,1%.
Tra i beni non alimentari, si conferma l’energia elettrica sul mercato tutelato che vince con un astronomico +103,4% rispetto a febbraio 2020.
Al secondo posto il gas del mercato tutelato, +86,5%, poi gpl e metano con +38,7%.
È stato un mese pesantissimo per le tasche dei cittadini. Tutto è partito con il folle rincaro delle bollette di luce e gas, poi è arrivato quello altrettanto fuori controllo dei carburanti e adesso l’Istat certifica anche l’esplosione dei prezzi dei bene di prima necessità.
Sono in gran parte aumenti a due cifre quelli registrati a febbraio dai prodotti alimentari, anche quelli stagionali, tradizionalmente economici, come carote, carciofi e finocchi, saliti letteralmente alle stelle.
Secondo la classifica elaborata dall’Unione nazionale consumatori, in base proprio ai dati Istat sull’inflazione di febbraio, in testa ai rincari spiccano le pere, che costano il 32,2% in più rispetto a febbraio 2020.
Al secondo posto radici, bulbi non amidacei e altri vegetali (appunto carote, finocchi, cipolle, aglio, asparagi, carciofi) saliti del 21,5%.
Sul gradino più basso del podio l’olio diverso da quello di oliva (oggetto in questi ultimi giorni di alcuni casi di corsa all’accaparramento) che vola del 19,1%.
Tra i beni non alimentari, si conferma l’energia elettrica sul mercato tutelato che vince con un astronomico +103,4% rispetto a febbraio 2020.
Al secondo posto il gas del mercato tutelato, +86,5%, poi gpl e metano con +38,7%.
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