Tornato in Italia il ricercatore che rifiutò di viaggiare in aereo e venne licenziato
Redazione Online
|2 anni fa

Gli ambientalisti di tutto il mondo dovrebbero tenere nel taschino la foto di Gianluca Grimalda. Anche se, a dire il vero, c’è il sospetto che in pochi lo conoscano, anche in Italia.
Si tratta di un ricercatore in Scienze sociali che venne licenziato lo scorso 9 ottobre per essersi rifiutato di rientrare in aereo dalla Papua Nuova Guinea al suo istituto di ricerca in Germania.
Una scelta, quella di Grimalda, legata al suo impegno ambientale e alla precisa volontà di inquinare di meno, rifiutando di spostarsi in aereo.
Con il suo viaggio “eco-slow’” lo scienziato ha calcolato infatti un’emissione di 535 chili di CO2, dieci volte meno rispetto a quella di un ben più comodo e rapido volo.
Ha così percorso 26mila chilometri con navi, traghetti, treni e pullman e, dopo aver attraversato 13 Paesi, a Natale l’attivista della rete Scientist Rebellion è arrivato in Italia prendendo un traghetto da Igoumenitsa a Bari.
La vertenza legale con il suo istituto (che gli aveva intimato di rientrare dalla Papua Nuova Guinea in tre giorni, pena il licenziamento) è ancora aperta e una seconda udienza si terrà il 22 febbraio. Una petizione che richiede che Grimalda sia reintegrato nel proprio posto di lavoro ha raccolto quasi novemila firme.
Si tratta di un ricercatore in Scienze sociali che venne licenziato lo scorso 9 ottobre per essersi rifiutato di rientrare in aereo dalla Papua Nuova Guinea al suo istituto di ricerca in Germania.
Una scelta, quella di Grimalda, legata al suo impegno ambientale e alla precisa volontà di inquinare di meno, rifiutando di spostarsi in aereo.
Con il suo viaggio “eco-slow’” lo scienziato ha calcolato infatti un’emissione di 535 chili di CO2, dieci volte meno rispetto a quella di un ben più comodo e rapido volo.
Ha così percorso 26mila chilometri con navi, traghetti, treni e pullman e, dopo aver attraversato 13 Paesi, a Natale l’attivista della rete Scientist Rebellion è arrivato in Italia prendendo un traghetto da Igoumenitsa a Bari.
La vertenza legale con il suo istituto (che gli aveva intimato di rientrare dalla Papua Nuova Guinea in tre giorni, pena il licenziamento) è ancora aperta e una seconda udienza si terrà il 22 febbraio. Una petizione che richiede che Grimalda sia reintegrato nel proprio posto di lavoro ha raccolto quasi novemila firme.
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