Volontari per la natura
Sono oltre 50 le Gev piacentine, sentinelle del territorio
Leonardo Chiavarini
|22 ore fa

Il Corpo provinciale Guardie ecologiche volontarie di Piacenza - © Libertà/Leonardo Chiavarini
Amare qualcosa significa proteggerla e prendersene cura. È spesso da un sentimento profondo per l’ambiente che scaturisce la scelta di aderire alle Guardie ecologiche volontarie (GEV). Queste figure, rese riconoscibili da una divisa verde, sono cittadini che hanno deciso di impegnare parte del proprio tempo in attività di vigilanza ambientale e tutela del territorio. Nel Piacentino, le Guardie ecologiche riconosciute da decreto prefettizio sono una cinquantina. Green Future ha scelto di intervistare alcune di loro per conoscere più da vicino le attività e le ragioni profonde che guidano un impegno preso per amore della natura.
CHI SONO LE GEV?
L’Emilia-Romagna fu capofila a livello normativo. La prima norma a menzionare le Guardie ecologiche volontarie fu appunto la legge regionale del 24 gennaio 1977. Tuttora non esiste una normativa statale riguardo le Gev e la materia è perlopiù disciplinata dalle regioni italiane che definiscono requisiti e compiti delle guardie. In Emilia-Romagna, esse sono state istituite con la Legge regionale n. 23/89 e, come si può leggere sul sito della Regione, «sono Guardie Giurate Particolari volontarie che nell'esercizio delle loro funzioni possono procedere all'accertamento di illeciti di natura amministrativa nell’ambito della legislazione sulla tutela dell’ambiente. La nomina a Guardia Ecologica Volontaria è disposta dalla Regione Emilia-Romagna nei confronti di chi ha frequentato appositi corsi di formazione e superato le prove d’esame. L’efficacia della nomina è subordinata all’approvazione del Prefetto (art. 138 del TU delle Leggi di Pubblica Sicurezza n. 773/1931) e alla prestazione del giuramento».
L’Emilia-Romagna fu capofila a livello normativo. La prima norma a menzionare le Guardie ecologiche volontarie fu appunto la legge regionale del 24 gennaio 1977. Tuttora non esiste una normativa statale riguardo le Gev e la materia è perlopiù disciplinata dalle regioni italiane che definiscono requisiti e compiti delle guardie. In Emilia-Romagna, esse sono state istituite con la Legge regionale n. 23/89 e, come si può leggere sul sito della Regione, «sono Guardie Giurate Particolari volontarie che nell'esercizio delle loro funzioni possono procedere all'accertamento di illeciti di natura amministrativa nell’ambito della legislazione sulla tutela dell’ambiente. La nomina a Guardia Ecologica Volontaria è disposta dalla Regione Emilia-Romagna nei confronti di chi ha frequentato appositi corsi di formazione e superato le prove d’esame. L’efficacia della nomina è subordinata all’approvazione del Prefetto (art. 138 del TU delle Leggi di Pubblica Sicurezza n. 773/1931) e alla prestazione del giuramento».
NEL PIACENTINO
A parlarci del Corpo provinciale Guardie ecologiche volontarie di Piacenza e della sua organizzazione è il presidente Tiziano Sozzi. «Le riunioni a fine mese – spiega – ci aiutano a predisporre i servizi di vigilanza del mese successivo. Le Gev operano, infatti, in un territorio abbastanza vasto». In questo senso, sono fondamentali le convenzioni attive con enti e comuni. «Effettuiamo vigilanza su tutto quello che riguarda il rispetto della natura – continua Sozzi – funghi, tartufi, prodotti del sottobosco, flora protetta, fauna minore, divieto di accensione fuochi e tanto altro nei territori di Ottone, Rivergaro, Vernasca, nel Parco del Trebbia e nel Parco Regionale dello Stirone. Inoltre – conclude – ci viene richiesto da Arpae un impegno annuo di alcune ore per mantenere il decreto di guardia giurata».
A parlarci del Corpo provinciale Guardie ecologiche volontarie di Piacenza e della sua organizzazione è il presidente Tiziano Sozzi. «Le riunioni a fine mese – spiega – ci aiutano a predisporre i servizi di vigilanza del mese successivo. Le Gev operano, infatti, in un territorio abbastanza vasto». In questo senso, sono fondamentali le convenzioni attive con enti e comuni. «Effettuiamo vigilanza su tutto quello che riguarda il rispetto della natura – continua Sozzi – funghi, tartufi, prodotti del sottobosco, flora protetta, fauna minore, divieto di accensione fuochi e tanto altro nei territori di Ottone, Rivergaro, Vernasca, nel Parco del Trebbia e nel Parco Regionale dello Stirone. Inoltre – conclude – ci viene richiesto da Arpae un impegno annuo di alcune ore per mantenere il decreto di guardia giurata».
UN DIALOGO PER L’AMBIENTE
Un’attività flessibile e ben conciliabile con il lavoro e la vita privata. Un impegno contenuto che, però, può fare un’enorme differenza. «Oltre alla vigilanza e alle sanzioni, c’è il lato della prevenzione – spiega Fabrizio Barbieri, referente delle Gev nel territorio del Comune di Rivergaro –. La nostra attività entra nelle aule scolastiche e nella vita dei cittadini a cui ciclicamente proponiamo escursioni sui sentieri locali e a cui chiediamo un dialogo costante al fine di preservare le ricchezze che la natura ci ha donato». L’indifferenza è infatti uno dei mali più pericolosi per l’ambiente. «Tutti quanti, guardie ecologiche e non, possiamo dare il nostro contributo – continua Barbieri –. Per questo, l’invito che rivolgiamo è quello di osservare il territorio e mantenersi in dialogo con noi e con le istituzioni preposte. Più gente si interessa alla natura, più questa apparirà in salute».
Un’attività flessibile e ben conciliabile con il lavoro e la vita privata. Un impegno contenuto che, però, può fare un’enorme differenza. «Oltre alla vigilanza e alle sanzioni, c’è il lato della prevenzione – spiega Fabrizio Barbieri, referente delle Gev nel territorio del Comune di Rivergaro –. La nostra attività entra nelle aule scolastiche e nella vita dei cittadini a cui ciclicamente proponiamo escursioni sui sentieri locali e a cui chiediamo un dialogo costante al fine di preservare le ricchezze che la natura ci ha donato». L’indifferenza è infatti uno dei mali più pericolosi per l’ambiente. «Tutti quanti, guardie ecologiche e non, possiamo dare il nostro contributo – continua Barbieri –. Per questo, l’invito che rivolgiamo è quello di osservare il territorio e mantenersi in dialogo con noi e con le istituzioni preposte. Più gente si interessa alla natura, più questa apparirà in salute».
UN IMPEGNO PER LA NATURA
Affezionatissima al Parco del Trebbia e innamorata della natura, la piacentina Stefania Freschi è Guardia ecologica volontaria dal 2021 e ci ha raccontato le ragioni dietro la sua scelta. «Mi sono avvicinata alle Gev assecondando una passione per la flora e per la fauna locale – racconta –. In tal senso, credo che uno degli aspetti imprescindibili e più emozionanti del ruolo di Gev sia infatti il contatto diretto con l’ambiente naturale. Qualcosa che ci permette di renderci conto di quanto ogni elemento, dal più appariscente al più minuto, abbia un suo ruolo e una sua bellezza. Accorgersi di questa bellezza – continua Freschi – è un esercizio che può compiere ciascuno di noi. E, quando impariamo a riconoscerla e ad apprezzarla, diventa istintivo il desiderio di proteggerla».
Affezionatissima al Parco del Trebbia e innamorata della natura, la piacentina Stefania Freschi è Guardia ecologica volontaria dal 2021 e ci ha raccontato le ragioni dietro la sua scelta. «Mi sono avvicinata alle Gev assecondando una passione per la flora e per la fauna locale – racconta –. In tal senso, credo che uno degli aspetti imprescindibili e più emozionanti del ruolo di Gev sia infatti il contatto diretto con l’ambiente naturale. Qualcosa che ci permette di renderci conto di quanto ogni elemento, dal più appariscente al più minuto, abbia un suo ruolo e una sua bellezza. Accorgersi di questa bellezza – continua Freschi – è un esercizio che può compiere ciascuno di noi. E, quando impariamo a riconoscerla e ad apprezzarla, diventa istintivo il desiderio di proteggerla».
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