Capelli: curare, idratare e rinforzare

Sono queste le parole d'ordine in fatto di chioma per questo autunno. Ne parliamo con la dottoressa Carolina Bussoletti, dermatologa e membro del Cda AIDECO

Francesca Pelucchi
|1 ora fa
La dottoressa Carolina Bussoletti, dermatologa e membro del Consiglio direttivo AIDECO, Associazione italiana dermatologia e cosmetologia
La dottoressa Carolina Bussoletti, dermatologa e membro del Consiglio direttivo AIDECO, Associazione italiana dermatologia e cosmetologia
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I capelli accompagnano il modo in cui ci riconosciamo e ci presentiamo agli altri. In questa stagione perderli è normale, ma può preoccupare ed è bene confrontarsi con i professionisti del settore per riconoscere i segnali che possono essere sentinelle di un problema più serio. Lo spiega la dottoressa Carolina Bussoletti, dermatologa e membro del Consiglio Direttivo AIDECO, Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia.
«L’aspetto dei capelli riflette, spesso, in modo diretto lo stato di benessere dell’individuo. Carenze nutrizionali, stress psicologici e fisici, squilibri tiroidei e cambiamenti ormonali, come quelli che avvengono in menopausa, oltre a patologie dermatologiche come la psoriasi o l’alopecia sono tra le cause più comuni di alterazione dei capelli», spiega la dottoressa Carolina Bussoletti. «Un’altra delle condizioni alla base dell’indebolimento dei capelli, però, è anche la carenza di nutrienti essenziali. Capelli e unghie sono ricchi di cheratina, ma anche vitamine, minerali, lipidi e acqua. Per questo ferro, zinco e rame, vitamine del gruppo B, vitamina E e acidi grassi Omega 3 e 6 sono fondamentali per il corretto ciclo vitale del follicolo pilifero e per la struttura della fibra capillare». In particolare, c’è correlazione tra la carenza di ferro e la perdita o l’indebolimento di capelli, soprattutto nelle donne. Perciò, quando l’alimentazione non è in grado di garantire un apporto adeguato di certi nutrienti, può essere indicato ricorrere a un aiuto esterno. «In fatto di integratori, però, è fondamentale evitare l’autodiagnosi», avverte la dermatologa AIDECO. «Il confine tra una normale caduta stagionale e una patologica non è semplice da individuare e per questo motivo, serve necessariamente che a farlo sia un dermatologo. Un’attenta anamnesi e una visita accurata, anche con l’aiuto della tricoscopia, aiuta il medico a diagnosticare un semplice effluvium, caduta diffusa e autolimitante dei capelli che avviene tipicamente in autunno e primavera, da condizioni patologiche, come l’alopecia androgenetica o l’alopecia areata, che vanno trattate necessariamente con dei farmaci».

Se invece basta un tipo di integrazione semplice bisogna individuare gli attivi più utili. «Non tutti gli integratori sono uguali: vanno valutati attentamente composizione, dosaggi, sicurezza ed eventuali interazioni con farmaci o altri supplementi. L’assunzione fai-da-te può comportare rischi e non garantire reali benefici». Accanto ai fattori interni, anche gli agenti esterni giocano un ruolo determinante nel danneggiare i capelli. Cloro, inquinamento atmosferico e trattamenti cosmetici aggressivi, o anche l’utilizzo di asciugacapelli ad alta temperatura e piastre, possono alterare la struttura dei fusti, disidratare la fibra capillare e degradare cheratina e melanina. Per questo motivo, la prevenzione cosmetologica riveste un ruolo centrale nella cura quotidiana dei capelli. L’utilizzo di shampoo specifici, l’abbinamento di balsami e maschere riparatrici insieme all’impiego di prodotti anticaduta e rinforzanti, aiutano a preservare l’integrità della cuticola e a proteggere la fibra capillare. «Partiamo da un dato certo: shampoo e prodotti anticaduta cosmetici non fanno ricrescere i capelli né bloccano l’alopecia androgenetica, cioè la calvizie su base genetica, ma possono sicuramente migliorare la salute del cuoio capelluto, rinforzare e ispessire il fusto, e favorire la normale crescita in alcuni casi di caduta, come per esempio l’effluvium stagionale. Un altro dato certo, è che in linea generale funzionano meglio lozioni e sieri leave-on rispetto allo shampoo, che viene risciacquato dopo pochi minuti, e quindi permette una minore penetrazione e assorbimento degli ingredienti attivi» spiega Bussoletti. «All’interno di questo tipo di prodotti possiamo trovare complessi brevettati, ovvero miscele sinergiche a base di estratti vegetali e peptidi che agiscono per riattivare la fase di crescita, anagen, e migliorare l’ancoraggio alla radice, o anche peptidi biomimetici, oli essenziali, e molecole strutturalmente simili al minoxidil, il farmaco topico per eccellenza nel trattamento dell’alopecia, che agiscono per supportare il trofismo cutaneo e capillare o agire contro la fibrosi del follicolo pilifero. Negli shampoo troviamo invece agenti stimolanti come la caffeina, attiva sul microcircolo locale, niacinamide e zinco, attivi sull’iperseborrea che può accompagnare la caduta, pre e postbiotici che mantengono stabile il microbiota cutaneo, adenosina e chinina per un’azione vitalizzante e rinforzante sulla fibra capillare».
Per non peggiorare la fragilità e la caduta dei capelli, poi, è fondamentale ridurre lo stress meccanico e termico durante la spazzolatura e lo styling. In generale, meglio preferire spazzole piatte e squadrate, tipo paddle, con denti flessibili e antistatici per ridurre il crespo e la rottura. È bene anche evitare le spazzole classiche sui capelli umidi, meglio usarne di specifiche dopo aver applicato il balsamo o un trattamento leave-in per ridurre l’attrito.
ECCO GLI INGREDIENTI CHE DEVONO CONTENERE GLI INTEGRATORI ALIMENTARI PER CAPELLI
La dottoressa Carolina Bussoletti sintetizza quali sono gli ingredienti che devono contenere gli integratori alimentari per capelli:
• Amminoacidi solforati, come cisteina e metionina, sono i mattoni fondamentali per produrre la cheratina, sostanza costitutiva della fibra del capello. Alcune formulazioni contengono cheratina già idrolizzata, ma l’evidenza sulla sua biodisponibilità per via orale è ancora limitata
• Minerali, come ferro, fondamentale per l’ossigenazione dei tessuti e la proliferazione cellulare, e zinco coinvolto nella sintesi proteica
• Vitamine, soprattutto del gruppo B, come biotina e Vitamina B12 per supportare l’attività cellulare del follicolo, e vitamina D, coinvolta nella regolazione del ciclo follicolare e nella modulazione immunitaria locale
• Antiossidanti, come vitamina C, vitamina E, selenio e polifenoli come il resveratrolo, e l’estratto di tè verde, vengono spesso inclusi nelle formulazioni complesse per il loro effetto protettivo sul DNA follicolare e sulla microcircolazione del cuoio capelluto
• Acidi grassi Omega-3 e 6, migliorano la lucentezza del capello riducendo l’infiammazione del cuoio capelluto