Carte, città e intrighi nel videogioco italiano Midgardr

Presentato alla passata Milan Games Week & Cartoomics, è stato realizzato dal team italiano Holy Radish

Francesco Toniolo
|2 ore fa
Midgardr
Midgardr
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Si scrive Midgardr, ma l’ultima R è muta, come tengono a precisare i loro creatori, del team italiano Holy Radish. Non è ancora disponibile per l’acquisto, ma ho avuto modo di provarne una versione di prova in due occasioni, prima durante la passata edizione di Milan Games Week & Cartoomics e poi con una demo che mi è stata inviata dagli sviluppatori. Sulla piattaforma Reddit, il team Holy Radish ha brevemente raccontato la sua storia. Questo è il loro primo videogioco, loro si sono conosciuti facendo un altro lavoro e desideravano portare avanti un progetto che fosse tutto loro. Una scelta coraggiosa, forse un po’ folle per alcuni, ma che racchiude quello che per molti sviluppatori è il videogioco: il sogno di trasformare una passione in lavoro e di portare in tutto il mondo il proprio gioco.
Col loro Midgardr, il team ha unito due differenti tipologie di gioco: quelli di carte e quelli definiti “city builder”. Come suggerisce la seconda definizione, è uno di quei videogiochi in cui bisogna far crescere e prosperare un insediamento urbano, mantenendo felice la popolazione, evitando minacce esterne e assicurandosi che risorse come il cibo siano sempre presenti. Ma nello specifico caso di Midgardr le scelte che possono essere compiute sono determinate dalle carte. All’inizio di ogni turno se ne pesca una dal proprio mazzo. Potrebbe capitarci un nuovo edificio che possiamo costruire, oppure un alleato da reclutare per la propria curtes, assegnando loro differenti ruoli di governo. Questi personaggi forniscono una serie di bonus e hanno delle abilità che possono essere attivate, oltre a caratteristiche passive, legate alla loro personalità, che potrebbe renderli più o meno adatti a ricoprire specifici ruoli. Poi ci sono diversi imprevisti che devono essere gestiti, scegliendo cosa fare. Se per esempio troviamo delle risorse cosa facciamo? Le distribuiamo alla popolazione per aumentarne la felicità o le teniamo per acquistare nuovi edifici? Sullo sfondo di tutto ciò si snoda una trama piena di intrighi politici, che sarà possibile osservare nella sua interezza solo all’interno del gioco completo, ma a quanto dicono gli sviluppatori le nostre scelte ci condurranno a differenti finali dagli esiti molto vari.
Il videogioco Midgardr
Il videogioco Midgardr
Da quanto visto finora, Midgardr ha tutte le carte in regola (è il caso di dirlo, visto l’argomento) per essere un buon gioco. Potrebbe piacere a quelle persone che traggono piacere ludico da un certo mix tra controllo e casualità. Cosa che si trova sia nei giochi di carte sia in tanti city builder. Per cui la combinazione tra questi due elementi funziona, in termini di interessi compatibili. È anche un gioco visivamente piacevole, cosa che può essere di grande aiuto per catturare lo sguardo la prima volta, e l’ambientazione medievale si sposa bene con l’idea dell’insediamento remoto in cui operare per conto di un sovrano.
Quella dei creatori di Midgardr è una delle tante storie di grande passione che si vedono nel medium videoludico. A volte, questa grande passione porta a enormi successi come Stardew Valley, gioco multimilionario creato da Eric Barone, che ci ha lavorato senza sosta per diversi anni, scommettendo la sua vita su quel progetto. Altri hanno molta meno fortuna e scompaiono in un istante dalla memoria collettiva. Se volete un esempio, cercate online la storia del videogioco Poncho. Midgardr può farcela, ma solo il tempo darà la risposta. Se questo gioco di Holy Radish vi piace, valutate di supportarlo, anche solo parlandone.