Christie Brinkley: «Nel memoir “Uptown Girl” vi racconto l’incontro con Billy Joel e i miei alti e bassi»
La (tuttora) splendida ex top model, icona fashion degli anni ‘80, ha ispirato splendide canzoni e ha anche interpretato “Chicago”

Eleonora Bagarotti
|2 ore fa

Christie Brinkley in una foto recente
Partiamo subito con il dire che Christie Brinkley ha 72 anni ed è ancora bellissima. Per i più, lei è stata soprattutto una “musa del rock”. Ma c’è di più. Ed era evidente guardandola nel ruolo di Roxie Hart nel musical “Chicago”. Una bellissima sorpresa, in cui oltre a cantare e a ballare (Christie è poi stata inserita tra i protagonisti dei talent “Ballando con le stelle” e “The masked singer”), Brinkley si è rivelata molto espressiva e particolarmente ironica.
La cosa che colpisce di più di questa donna che sembra illuminare ogni stanza in cui entra, è il fatto che nella sua autobiografia, “Uptown Girl. A Memoir”, si sofferma molto (anzi, moltissimo) su tutti i suoi ex. E pur avendo sempre pensato che chi continua a restare in fissa con i propri ex sia una persona altamente problematica, in questo caso lei sta facendo il mio gioco. Perché è stata la “Uptown Girl” di un certo Billy Joel, immaginifico cantautore americano che si è ritirato dalle scene e sta lottando con una severa patologia cerebrale.
Da Joel, che è stato il suo secondo marito dal 1985 al 1994 e dal quale ha avuto la sua prima figlia Alexa Ray, Christie inizia il suo racconto, con voce dolce e rasserenante. «Ammiro molto il coraggio con cui Billy sta affrontando la sua malattia. Sono - voglio dire... lo siamo tutti - speranzosa che le cure e il riposo possano procurargli benessere. Ha tra figlie che lo amano e due ancora piccole che hanno bisogno del papà».
La cosa che colpisce di più di questa donna che sembra illuminare ogni stanza in cui entra, è il fatto che nella sua autobiografia, “Uptown Girl. A Memoir”, si sofferma molto (anzi, moltissimo) su tutti i suoi ex. E pur avendo sempre pensato che chi continua a restare in fissa con i propri ex sia una persona altamente problematica, in questo caso lei sta facendo il mio gioco. Perché è stata la “Uptown Girl” di un certo Billy Joel, immaginifico cantautore americano che si è ritirato dalle scene e sta lottando con una severa patologia cerebrale.
Da Joel, che è stato il suo secondo marito dal 1985 al 1994 e dal quale ha avuto la sua prima figlia Alexa Ray, Christie inizia il suo racconto, con voce dolce e rasserenante. «Ammiro molto il coraggio con cui Billy sta affrontando la sua malattia. Sono - voglio dire... lo siamo tutti - speranzosa che le cure e il riposo possano procurargli benessere. Ha tra figlie che lo amano e due ancora piccole che hanno bisogno del papà».

Dal suo memoir si evince che, a differenza degli altri ex mariti (Christie è stata sposata quattro volte, ndr), con Billy siete rimasti amici. Tanto che lei ha deciso di rimanere a vivere a Long Island anche dopo il divorzio.
«Sì, è vero. Adoro il posto e amo andare in barca. E poi, il luogo è vicino a New York, anche se in realtà sei sull’oceano. È il posto dove Alexa Ray è cresciuta e anche Jack e Sailor (gli altri suoi figli, ndr) lo adorano».
«Sì, è vero. Adoro il posto e amo andare in barca. E poi, il luogo è vicino a New York, anche se in realtà sei sull’oceano. È il posto dove Alexa Ray è cresciuta e anche Jack e Sailor (gli altri suoi figli, ndr) lo adorano».
Nel libro lei ricorda l’incontro con Billy Joel nel 1983. Davvero non conosceva la sua musica?
«Avevo ascoltato alcune sue canzoni, ma non le associavo a lui. Per alcuni anni ho abitato a Parigi, dove studiavo arte e mi ero sposata giovanissima. E là andava di moda il Jazz».
«Avevo ascoltato alcune sue canzoni, ma non le associavo a lui. Per alcuni anni ho abitato a Parigi, dove studiavo arte e mi ero sposata giovanissima. E là andava di moda il Jazz».
Poi un bel giorno, a Parigi, un fotografo l’ha notata e l’ha fermata.
«Si è presentato e mi ha detto che voleva presentarmi a John Casablancas dell’agenzia Elite, che aveva una sede anche a Parigi. Dopo il divorzio dal mio primo marito, tornai negli Stati Uniti».
«Si è presentato e mi ha detto che voleva presentarmi a John Casablancas dell’agenzia Elite, che aveva una sede anche a Parigi. Dopo il divorzio dal mio primo marito, tornai negli Stati Uniti».
E durante una pausa da un servizio fotografico ai Caraibi conobbe Billy Joel, che sposò due anni dopo.
«Lo conobbi e pensai che fosse simpatico. Non mi diceva nulla, salvo quando si mise al pianoforte e iniziò a cantare “Honesty”. L’avevo già sentita, certo! A un certo punto voleva che cantassi anch’io, ma non mi veniva in mente nulla. Però mi sedetti accanto a lui sul seggiolino del pianoforte. Da lì in poi, è stato tutto molto naturale. Sono lieta di poter raccontare tante cose belle che ho vissuto. La vita mi ha regalato tanto».
«Lo conobbi e pensai che fosse simpatico. Non mi diceva nulla, salvo quando si mise al pianoforte e iniziò a cantare “Honesty”. L’avevo già sentita, certo! A un certo punto voleva che cantassi anch’io, ma non mi veniva in mente nulla. Però mi sedetti accanto a lui sul seggiolino del pianoforte. Da lì in poi, è stato tutto molto naturale. Sono lieta di poter raccontare tante cose belle che ho vissuto. La vita mi ha regalato tanto».

Lei racconta anche i momenti difficili che ha vissuto durante i suoi vari matrimoni. Perché si è sentita di condividere il suo privato?
«Ho pensato fosse importante per le altre persone, per quelli che potevano aver passato gli stessi problemi, i tradimenti, le delusioni... l’ho fatto con serenità perché il messaggio indiretto nel mio libro è che la vita è davvero bellissima e resta tale anche quando accadono momenti difficili. Io ho avuto la fortuna di avere tre figli bellissimi, l’ultima è arrivata quando ormai pensavo di non poterne più avere. Tutto questo è molto bello e importante e fa passare in secondo ordine tutto il resto».
«Ho pensato fosse importante per le altre persone, per quelli che potevano aver passato gli stessi problemi, i tradimenti, le delusioni... l’ho fatto con serenità perché il messaggio indiretto nel mio libro è che la vita è davvero bellissima e resta tale anche quando accadono momenti difficili. Io ho avuto la fortuna di avere tre figli bellissimi, l’ultima è arrivata quando ormai pensavo di non poterne più avere. Tutto questo è molto bello e importante e fa passare in secondo ordine tutto il resto».
Un altro aspetto di cui lei parla è legato alla bellezza, anche in età matura.
«Ma certo! Pensi che, quando mi chiesero di fare la modella, io non mi sentivo poi quella gran bellezza (Christie, di persona, non è altissima, ndr). Ero solo la tipica ragazza californiana cresciuta sulla tavola da surf, per questo divenni perfetta per la copertina di Sport Illustrated. Molti anni dopo, mi hanno chiesto di posare ancora e l’ho fatto insieme alle mie figlie Alexa Ray e Sailor. Col trascorrere del tempo ho un buon rapporto, ma in passato ho scritto alcuni libri e registrato programmi televisivi in cui ho voluto parlare di ciò che una donna può fare per migliorare se stessa. Sono cose che faccio anch’io e credo sia giusto cercare di invecchiare nel miglior modo possibile».
«Ma certo! Pensi che, quando mi chiesero di fare la modella, io non mi sentivo poi quella gran bellezza (Christie, di persona, non è altissima, ndr). Ero solo la tipica ragazza californiana cresciuta sulla tavola da surf, per questo divenni perfetta per la copertina di Sport Illustrated. Molti anni dopo, mi hanno chiesto di posare ancora e l’ho fatto insieme alle mie figlie Alexa Ray e Sailor. Col trascorrere del tempo ho un buon rapporto, ma in passato ho scritto alcuni libri e registrato programmi televisivi in cui ho voluto parlare di ciò che una donna può fare per migliorare se stessa. Sono cose che faccio anch’io e credo sia giusto cercare di invecchiare nel miglior modo possibile».
Torniamo agli amori: “Non è mai troppo tardi”. Così il giornalista di un magazine ha titolato un pezzo in cui dava, per la prima volta, la notizia di una sua relazione con John Mellencamp. Si direbbe che lei subisca il fascino del rock...
«Oh, io non sono affascinata solo dagli artisti. Tutti i miei compagni erano creativi, dalla musica all’architettura. La creatività rende le persone interessanti ai miei occhi. John è un bravissimo “ragazzo”, molto divertente, anche se ha una personalità un po’ complicata. La nostra storia è finita, ma siamo rimasti amici».
«Oh, io non sono affascinata solo dagli artisti. Tutti i miei compagni erano creativi, dalla musica all’architettura. La creatività rende le persone interessanti ai miei occhi. John è un bravissimo “ragazzo”, molto divertente, anche se ha una personalità un po’ complicata. La nostra storia è finita, ma siamo rimasti amici».
Pensa che tornerà a cantare, dopo il grande successo di “Chicago”?
«Preparare il musical è stato molto impegnativo ma di grande soddisfazione. Andare in tournée era piuttosto faticoso ma emozionante! Non escludo un’altra esperienza simile, dipende dal progetto. Io sono sempre aperta a tutto, forse perché sono stata fortunata ad aver avuto occasioni meravigliose, che ho saputo cogliere e vivere».
«Preparare il musical è stato molto impegnativo ma di grande soddisfazione. Andare in tournée era piuttosto faticoso ma emozionante! Non escludo un’altra esperienza simile, dipende dal progetto. Io sono sempre aperta a tutto, forse perché sono stata fortunata ad aver avuto occasioni meravigliose, che ho saputo cogliere e vivere».
Christie Brinkley accende la radio e parte la canzone “Uptown Girl”. A cosa pensa?
«Provo una sensazione piacevole, un tempo provavo malinconia, ora non più. Penso sia una delle canzoni più brillanti che siano mai state scritte. Mi piace molto anche “This is the time”, ma di tutte la canzoni che Billy ha scritto per me, “Uptown Girl” è sicuramente la mia preferita».
«Provo una sensazione piacevole, un tempo provavo malinconia, ora non più. Penso sia una delle canzoni più brillanti che siano mai state scritte. Mi piace molto anche “This is the time”, ma di tutte la canzoni che Billy ha scritto per me, “Uptown Girl” è sicuramente la mia preferita».




