Dylan Night: omaggio a "Desire" con Stoner, Rivera e Capossela

Domani al President una superband celebrerà i 50 anni del capolavoro aprendo il Festival “Dal Mississippi al Po”

Eleonora Bagarotti
Eleonora Bagarotti
|2 ore fa
Scarlet Rivera, Bob Stoner e Bob Dylan durante il tour di "Desire"© ANSA
Scarlet Rivera, Bob Stoner e Bob Dylan durante il tour di "Desire"© ANSA
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La cooperativa Fedro ha annunciato, proprio nei giorni scorsi (come puntualmente riportato da “Libertà”), il programma del Festival “Dal Mississippi al Po”. Ma vale la pena approfondire lo spettacolo che si terrà domani alle 21.30 al teatro President (in via Manfredi, 30) a Piacenza.
Lì, infatti, sarà celebrato il 50° anniversario di uno degli album-capolavori di Bob Dylan, quel mitico “Desire” che non solo sarà, in parte, riproposto in chiave assolutamente fedele e nello steso tempo innovativa, ma a farlo saranno alcuni grandi musicisti, tra i quali collaboratori dello stesso “menestrello di Duluth” (questo l’appellativo dato a Dylan dalla critica a inizio carriera, anche se io preferisco chiamarlo - meritatamente - Premio Nobel).
Il concerto del 15 maggio sarà un evento speciale internazionale, collegato a iniziative gemelle in Inghilterra e in Olanda, dedicato all’eredità artistica del cantautore. Sul palco, si diceva, un cast straordinario, arricchito dallo special eccezionale Vinicio Capossela. E già solo questo merita un Wow! Insieme a Vinicio (che vorrei tanto, anzi tantissimo vedere anche a Piacenza in concerto...), ci saranno musicisti di fama mondiale: Rob Stoner, storico bassista al fianco di Dylan nella seconda metà degli anni Settanta, protagonista di tour fondamentali e figura chiave nella costruzione del suono della produzione dylaniana di quel periodo; Scarlet Rivera, iconica violinista del leggendario Rolling Thunder Revue, il tour rivoluzionario che nel 1975 ridefinì il rapporto tra artista e pubblico e che oggi celebra, a sua volta, 50 anni diventando simbolo di libertà espressiva e sperimentazione; James Maddock, raffinato songwriter anglo-americano; Brian Mitchell, tastierista e collaboratore di lunga data di Levon Helm; David Ford, cantautore britannico intenso e autentico; Michele Stodart, voce e anima folk dei Magic Numbers; Chris Buhalis, tra i più apprezzati narratori della scena folk Usa; Graham Weber, songwriter tra folk e rock; Rafael Gayol, batterista già al fianco di Leonard Cohen; Alex Valle, chitarrista e produttore di rilievo; Riccardo Maccabruni, polistrumentista italiano; Michele Guaglio, chitarrista e interprete raffinato, e Andrea Parodi, voce storica del folk italiano.
I biglietti del concerto sono disponibili al costo in prevendita su ticketone.it e in loco alla biglietteria del teatro President.
Ricordiamo che la XXII edizione del Festival “Dal Mississippi al Po” è resa possibile grazie al sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, del Comune di Piacenza, della Regione Emilia Romagna e del Ministero della Cultura.
LA VIOLINISTA SCARLET: «Con Bob una connessione dell’anima mi ha sempre sostenuta e lasciata libera»
La violinista Scarlet Rivera mi ha raccontato il suo rapporto con Bob Dylan. Un rapporto che diede vita non solo a sodalizio musicale unico, ma anche a un legame (si dice che lei sia stata la goccia che fece traboccare il vaso, già colmo, del matrimonio di Dylan con Sara) che il tempo ha trasformato, ma mai reciso.
Quest’anno, dopo alcune felicissime collaborazioni con Andrea Parodi e altri musicisti in Italia, Rivera torna, dunque, anche nella nostra città per celebrare quella perla che è “Desire”.
«Ricordo tutto di Bob Dylan, compresi gli straordinari eventi del giorno in cui ci siamo incontrati per strada mentre camminavo con il violino nella custodia e poi la sua chiamata per andare ai CBS Studios per registrare l’album. Fu un’esperienza incredibilmente intensa, l’essere invitata a fare un tributo a John Hammond Sr., il capo della CBS A & R Exec che ha messo sotto contratto Bob, Bruce Springsteen, Aretha Franklin... - ha svelato Scarlet, che il regista Martin Scorsese ha ribattezzato The Queen of Swords (la Regina di Spade) -. Ad ogni passo del percorso Dylan mi ha incoraggiata, supportata e protetta. Le nostre personalità si sono incastrate come una connessione dell’anima che abbiamo avuto sin dal primo giorno. Mi ha convalidata agli occhi del pubblico mondiale e voleva che brillassi sotto i riflettori con lui. Bob è stato il mio campione e gli devo molto, lui è il mio eroe, non lo dimenticherò mai... Dell’album “Desire”, io amo soprattutto “One more cup of coffee”, una storia d’amore gitana misteriosa e oscura; mi sono identificata con i testi seducenti e sono stata in grado di attingere a uno stile di esecuzione gitano non occidentale, che molti critici hanno etichettato come parte integrante del mio stile. Di nuovo, mi è stata data piena libertà di creare le mie linee melodiche in “Coffee” e in ogni altra canzone di “Desire”. Mi è anche piaciuto suonarla dal vivo con Bob e altri musicisti... Mi piace sempre»!
Dagli studios con Dylan alla Rolling Thunder Revue. «Ho apprezzato in modo particolare il batterista Howie Wyeth, era molto umile. Non si vantava. Anche se suo zio era il famoso pittore americano Andrew Wyeth, non lo avresti mai saputo o sentito dire. Era anche un grande pianista. Che riposi in pace... Ricordo anche Mick Ronson, chitarrista di David Bowie. Il palco era sovraccarico di chitarristi, ma Mick ha portato un tocco alla band del Rolling Thunder, cosa che nessun altro ha fatto. Era molto genuino e sobrio fuori dal palco. Anche lui non è più con noi... Sono rimasta in contatto con T Bone Burnett, che è diventato un grande produttore discografico. Mi ha invitata a partecipare a diverse registrazioni che ha prodotto dalla Rolling Thunder Revue. Abbiamo avuto una grande reunion all’Americana Fest di Nashville, un paio di anni fa. Io ero lì a esibirmi e lui teneva una lezione. “Desire” ha creato anche belle amicizie».