“Follia” di McGrath è il libro per i millennial e le loro contraddizioni

Dal totale disfacimento delle norme sociali alle drammatiche conseguenze delle emozioni forti. Ma è una lettura affascinante

Cecilia Pizzaghi
|2 ore fa
"Follia" è il libro per i millenial
"Follia" è il libro per i millenial
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Uno dei pochi, se non l’unico effetto che mi sento di rivendicare in quanto influencer dei libri di rilievo è questo: aver fatto girare “Follia” di Patrick McGrath nei salottini frequentati dalle giovani donne e uomini alle prese con i propri drammi borghesi.
A ogni amico o amica asfissiata dalla noia, asserragliata nelle pressioni sociali, annichilita dall’eterno ciclo capitalistico 9-18, ho consigliato, prestato, regalato “Follia”.
Questi, a loro volta, lo hanno prestato ad altri, che lo hanno suggerito ad altri ancora, e insieme abbiamo cucito una rete di delusione sociale capace di sfogare il proprio slancio anarchico nella lettura di un romanzo del ‘59.
La viralità di questo contagio è forse il sintomo, la prima sottile crepa della grande crisi esistenziale di una generazione intera? La mia, quella dei millennial, estremamente funzionale, anche se stanca e delusa. Una generazione, forse l’ultima, che sembra avere ancora voglia di lavorare, di sposarsi, fare figli, mettere su casa, e allo stesso tempo lucidamente consapevole di quanto sia sbagliato farlo solo perché qualcuno ha detto che andava fatto. Una generazione che, in effetti, nelle sue contraddizioni tra privato e pubblico, incarna perfettamente quello che succede in “Follia”.
La vita di Stella, infatti, sembra reggersi sulle apparenze: un matrimonio rispettabile, una casa dentro il perimetro rassicurante di un ospedale psichiatrico (di cui il marito è vicedirettore), un figlio amorevole, una bella presenza e delle buone maniere. Poi arriva Edgar. Un uomo affascinante, un artista, ma anche un assassino. E un paziente/detenuto dell’ospedale psichiatrico: afflitto da una gelosia famelica, ha ucciso sua moglie ed è stato internato.
Basta poco perché la distanza tra sano e malato, tra norma e deviazione si accorci fino a sparire. Tra Stella ed Edgar nasce qualcosa che non ha il tempo di diventare amore, è subito ossessione. Una forza che divora, che spinge Stella fuori da qualsiasi suo ruolo di moglie, madre, donna rispettabile e la trascina in una fuga che diventa abbandono alle passioni. Corpi, alcol, giornate senza orari; per un attimo sembra la libertà, ma è autodistruzione.
Quando Stella torna indietro - perché a un certo punto si torna sempre - non c’è più niente da salvare: il matrimonio è una finzione, la maternità un’ombra, la normalità un teatro che non regge più. La sua mente si incrina, e tutto attorno a sé va a rotoli nel modo più tragico immaginabile.
La copertina del volume
La copertina del volume
In effetti “Follia” ha tutto della tragedia greca: l’edonismo dionisiaco, i crimini indicibili, il fascino delle illusioni, l’ossessione, i tradimenti e nessuna grande morale di fondo. Forse è proprio per questo che questo romanzo ha così tanta presa sui trentenni. Così indaffarati a dimostrarsi all’altezza delle aspettative, così inclini a incassare feedback, così ostinati lungo la strada del dovere e del rigore, sembra proprio che noi giovani borghesotti veniamo sconvolti da una storia in cui ogni personaggio si lascia andare al suo istinto. E senza essere giudicato, pergiunta.
La vera magia di “Follia” è proprio il suo proiettarci un totale disfacimento delle norme sociali e mostrarci le drammatiche conseguenze delle emozioni forti, e, allo stesso tempo, renderlo tremendamente affascinante, che ci fa venire l’acquolina in bocca.
È il frutto proibito dell’Eden, è un’istantanea di ciò che accade quando si smette di fare i bravi bambini.
E non è forse la libertà dall’ordinario, l’emancipazione dalle aspettative, la tensione più proibita di ogni brava ragazza, il cui atto più trasgressivo è stato non mettere il profumatone nei cassetti dopo il bucato?

Non so se “Follia” sia un libro che parla (anzi, canta) solo ai millennial. Mi piacerebbe vedere l’effetto che questa lettura può fare sulle signore e i signori di mezza età e riscoprire che la voglia di evasione è trasversale a ogni età.
Perciò fatemi contenta, pubblico di lettori di quotidiani: se avete qualche sogno di rock’n’roll, forse questa è la lettura emozionante, travolgente, dissacrante che fa per voi.
Sappiate che, se fosse una pizza, sarebbe una pizza acciughe, scaglie di parmigiano reggiano 34 mesi, capperi e paté di olive: salatissima, dai sapori forti, che lascia una sete difficile da calmare.
Lo scrittore Patrick McGrath
Lo scrittore Patrick McGrath