Giocare con la storia: quando i War Games aiutano a capire gli eventi del 25 Aprile
Il valore del gioco come strumento di memoria, didattica e divulgazione degli avvenimenti del Novecento
Carlo Chericoni
|2 ore fa

Eventi come lo Storicon aiutano a far conoscere il gioco storico a un pubblico più ampio dei soli appassionati di wargame
Quest’anno la nostra rubrica settimanale sui giochi da tavolo esce il 25 aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo e della fine della guerra in Italia: una data che troppo spesso viene vissuta solo come un giorno di festa. Da qui l’esigenza di trovare linguaggi nuovi per raccontare la storia in modo più diretto e coinvolgente. Anche i giochi da tavolo a tema storico, e in particolare i wargame, possono aiutare a comprendere eventi, strategie e dinamiche del passato. È proprio su questa idea che si fonda Ludostoria, l’associazione creata da Riccardo Masini, con cui abbiamo parlato del valore del gioco come strumento di memoria, didattica e divulgazione.
In una giornata come il 25 aprile, parlare di wargame può sembrare insolito: è una contraddizione o un’opportunità?
In realtà la considero una semplice conseguenza logica. Quando parliamo di Liberazione, è semplicemente impossibile scindere una qualsiasi forma di narrazione storica dall’elemento bellico, sia che si tratti di uno studio sia che si tratti di un gioco. I fatti che portarono al 25 aprile 1945 vanno sempre contestualizzati all’interno del grande scenario della Seconda guerra mondiale, che a sua volta rappresenta forse l’ambientazione più seguita nell’ambito del wargame storico.
Il gioco può aiutare a capire meglio un periodo storico come quello della Liberazione, oppure rischia di semplificarlo troppo?
Dipende dal gioco, ovviamente. Ridurre una vicenda così ampia a una semplice “manovra di divisioni e corpi d’armata” è senza dubbio insufficiente. Vanno introdotti altri aspetti, meno lineari e spesso dipendenti anche da fattori esterni, come l’andamento del conflitto su altri fronti o l’inizio della neanche tanto sotterranea rivalità tra quelli che sarebbero diventati i due blocchi vincitori nel dopoguerra. Una soluzione può essere quella di rappresentare questi fattori con intelligenti astrazioni e l’impiego di svariate meccaniche tipiche del gioco da tavolo, perfette, da un lato, per ridurre la complessità apparente del gioco e, dall’altro, per fornire comunque una rappresentazione storica al tempo stesso completa e comprensibile ai giocatori.
Nel tuo canale YouTube dedicato al gioco storico, WLOG, hai pubblicato tanti contenuti dedicati a chi si avvicina per la prima volta al wargame. Quali titoli esistono dedicati espressamente a questa specifica fase del conflitto e quali consiglieresti a un pubblico di principianti?
Questo specifico teatro del conflitto, ossia la risalita delle forze alleate lungo lo Stivale, è al centro di innumerevoli titoli. Mi limiterò a citarne alcuni che ritengo possano rispondere ai criteri che indicavi.
1943-1945 è un wargame leggero e “tascabile” firmato da Sergio Schiavi, ed è un perfetto esempio di quelle “semplificazioni intelligenti” di cui parlavo prima. Con poche regole e materiali accattivanti, i giocatori possono rivivere i dilemmi strategici che segnarono l’intera campagna e che i comandanti storici si trovarono ad affrontare.
Repubblica Ribelle è invece un gioco espressamente dedicato alla vicenda della Repubblica partigiana di Montefiorino e si distingue per il suo approccio semi-cooperativo: ogni giocatore rappresenta una singola fazione politica che dovrà cooperare con le altre per avere la meglio contro il “bot”, che rappresenta gli occupanti e i soldati di Salò, ma anche mantenere una posizione di predominio al momento della vittoria.
Chi volesse invece vivere un’esperienza più vicina al gioco di ruolo, per quanto mediata, può rivolgersi a Radio Victory, un’interessante raccolta di cinque libri a bivi con altrettanti protagonisti della Resistenza, impegnati in vicende che però si intrecciano tra loro.
Concludo questa breve lista con due tipologie di giochi adatti a un livello intermedio di esperienza e peraltro molto diversi tra loro: Salerno ’43 e Italy ’43, due wargame tradizionali a esagoni creati dall’apprezzatissimo autore veterano Mark Simonitch e abbastanza agevoli da affrontare, magari con l’aiuto di un esperto, nonché Il Sentiero dei Nidi di Ragno, un’elaborata e completissima simulazione controinsurrezionale di prossima pubblicazione che si focalizza sui numerosi intrecci tra azioni militari e lotta politica.
C’è un aspetto della storia della Liberazione che, secondo te, il gioco riesce a far emergere meglio di altri mezzi?
Il gioco storico, e in particolare il wargame, ha il merito di mostrare quanto gli eventi del passato non fossero affatto scontati. Può far capire, per esempio, che alcune ipotesi militari allora erano davvero possibili, ma anche quanto pesassero ostacoli logistici, territoriali e tattici. Allo stesso tempo aiuta a cogliere la complessità dei rapporti tra partigiani e Alleati, spesso divisi da mezzi, metodi e interessi diversi, così come la scarsa compattezza del fronte formato dalla Repubblica di Salò e dall’occupazione tedesca. È proprio in scenari irregolari e sfaccettati come la Liberazione d’Italia che la simulazione storica dà il meglio di sé, perché unisce plausibilità, profondità strategica e capacità di trasmettere conoscenze, consapevolezza e partecipazione emotiva.
Ci sono episodi del Novecento italiano che il gioco aiuta a capire meglio, perché costringe a fare i conti con scelte, limiti e conseguenze?
Ce ne sono senz’altro, sia precedenti sia successive al secondo conflitto mondiale. Pensiamo ad esempio a tutto il periodo di avvicinamento alla Grande Guerra, con un gioco di carte come Let’s War, sicuramente semplice ma molto ampio nella trattazione storica, in cui il dilemma se, quando, con chi e sulla base di quali promesse politiche far entrare in guerra l’Italia nel 1915 rappresenta una componente cruciale.
Andando avanti, si può anche segnalare una nuova tendenza del gioco storico: l’abbandono dei vecchi stereotipi sulle truppe italiane nella Seconda guerra mondiale. Emblematico, in questo senso, è il caso di Lock ’n Load Tactical dedicato alla guerra in Africa, dove la notevole efficacia delle unità italiane ha sorpreso alcuni giocatori d’oltreoceano, finché gli stessi resoconti dei comandanti alleati non hanno confermato la tenuta mostrata da quei reparti negli scontri più duri.
Anche le vicende del secondo dopoguerra e della Guerra Fredda in Italia sono state oggetto di diversi titoli, tra i quali citiamo, come capostipite, il pionieristico e ironico Corteo, sulle manifestazioni di piazza e la loro repressione, o alcuni elementi simulativi legati al periodo degli anni di piombo presenti in Twilight Struggle.
In base all’esperienza maturata con LudoStoria, da dove consiglieresti di partire a chi vuole avvicinarsi al mondo dei wargame?
La fortuna è che l’offerta nel campo del wargame è molto ampia ed esistono titoli davvero per tutte le esigenze, rendendo possibile “cucire su misura” l’hobby. Noi di LudoStoria stiamo lavorando per creare una vera e propria “Guida al wargame” sul nostro sito, che aiuti a comprendere la mentalità del wargame nel suo complesso più che le singole regole. I primi articoli sono già online e man mano ne aggiungeremo altri.
E poi, il consiglio forse più importante: cercate altri appassionati e lasciatevi guidare dalla loro esperienza. Associazioni, gruppi e canali social dedicati, ormai, sono ovunque. In LudoStoria consideriamo l’avvicinamento al gioco storico di chiunque sia interessato uno dei nostri scopi fondamentali: entrate nel nostro gruppo Facebook, nel canale Telegram o sul server Discord, oppure partecipate ai tanti eventi sul territorio che organizziamo o ai quali prendiamo parte come ospiti.
Appuntamenti come i nostri LudoStoriCorner mensili, la Virtual LudoStoriCon online sul nostro server Discord o la prossima StoriCon dal vivo, che si terrà a Roma il 27-28 febbraio 2027 e in cui coordiniamo tante associazioni e gruppi impegnati a proporre le diverse forme di gioco storico, permettono di scoprirlo in prima persona.

