Il nuovo album di Paul McCartney: «Le mie canzoni sono i miei ricordi»

L'ex beatle, dopo l'uscita del raffinatissimo singolo, pubblicherà "The Boyd of Dungeon Lane" il 29 maggio. E intanto ha ripreso i concerti

Eleonora Bagarotti
Eleonora Bagarotti
|2 ore fa
Un ritratto recente di Paul McCartney
Un ritratto recente di Paul McCartney
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All’annuncio di un nuovo album (il 29 maggio) è seguita una data a Los Angeles, molto acclamata. E poi altre. Ma, soprattutto, gira voce di un possibile tour europeo. Sarà l’ultimo? Possibile. Quel che è certo è che il Mozart della musica pop ha sfornato un brano che è l’ennesima perla di stile, semplicità e profondità.
La classe non è acqua. E Paul McCartney, classe 1942, di polvere ne fa mangiare ancora a tanti, specialmente ai suoi coetanei, tra un Mick Jagger scheletrico che appena arriva un fotografo replica le moine del 1971 o un gruppo celeberrimo come The Who che hanno pubblicato un ultimo (per ora) album del tutto superfluo.
E ce ne sarebbe anche per i più “giovani” U2, che hanno pubblicato “Days of Ash” ossia una canzone oggettivamente brutta (ma guai a dirlo a voce alta...).
Ben inteso: ho amato, e lo farò per sempre, tutti coloro che ho citato e non hanno bisogno di dimostrare nulla. Però mi permetterete di “alzare il cappello” dinanzi a “Macca”, che commuove sino al midollo facendo una cosa che tutti dovrebbero fare alla sua età: abbandonarsi ai ricordi, raccontarli e condividere sentimenti ed emozioni con sonorità raffinatissime ma che arrivano subito al cuore.
La copertina del nuovo album
La copertina del nuovo album

Il Dna dei Beatles non è paragonabile a quello di nessun altro. Così, ora aspettiamo con emozione l’arrivo dell’album solista “The Boys of Dungeon Lane”, una raccolta di sguardi rari e rivelatori su ricordi mai condivisi prima, insieme ad alcune canzoni d’amore di nuova ispirazione, firmate da una delle figure culturalmente più significative del nostro tempo.
Da un reel del Nostro sappiamo dunque che per questo disco Paul ha rivolto lo sguardo all’interno, rivisitando gli anni di formazione che hanno plasmato non solo la sua vita, ma le fondamenta stesse della musica (e della cultura) popolare moderna. In una carriera caratterizzata da narrazioni senza tempo e personaggi indimenticabili, Paul racconta la storia più personale di tutte: la sua. “The Boys of Dungeon Lane” è il suo album più introspettivo fino ad oggi e riporta l’ascoltatore alle origini. Queste straordinarie nuove canzoni lo ritraggono in maniera sincera, vulnerabile e profondamente riflessiva, mentre scrive con rara franchezza della sua infanzia nella Liverpool del dopoguerra, della tenacia dei suoi genitori e delle prime avventure condivise con George Harrison e John Lennon, molto prima che il mondo avesse mai sentito parlare della Beatlemania. Sono stati quegli anni che gli storici continuano a studiare, quei giorni tranquilli e spensierati che, inconsapevolmente, hanno gettato le basi per una rivoluzione culturale. Paul li rivisita non come miti o folklore, ma come ricordi intimi.
L’album prende il titolo dal singolo già disponibile, un brano essenziale che cattura il nucleo emotivo del progetto. Dungeon Lane è un luogo che Paul vede ancora quando torna a casa, porta d’accesso simbolica a un mondo prima della fama: i pomeriggi trascorsi sul Mersey, il libro di birdwatching in mano, «bar pieni di fumo e chitarre economiche» e sogni non ancora vissuti.
«Per me questa canzone è davvero un ricordo. Il titolo dell’album, *The Boys of Dungeon Lane*, deriva da un verso di questo brano. Stavo proprio pensando a questo, ai giorni che mi sono lasciato alle spalle, e spesso mi chiedo se non stia semplicemente scrivendo del passato, ma poi penso: come si può scrivere di qualcos’altro? Sono solo tanti ricordi di Liverpool. C’è una parte nel mezzo che parla di John e di Forthlin Road, la strada in cui vivevo. Dungeon Lane è lì vicino. Vivevo in un posto chiamato Speke, un quartiere piuttosto popolare. Non avevamo quasi nulla, ma non importava perché le persone erano fantastiche e non ti accorgevi di non possedere molto» racconta McCartney.
Paul McCartney nel recente concerto a Los Angeles
Paul McCartney nel recente concerto a Los Angeles
Oltre a essere ricco di riflessioni toccanti di un artista la cui influenza è intessuta nelle nostre vite, *The Boys of Dungeon Lane* include anche nuove canzoni d’amore nello stile inimitabile e immediatamente riconoscibile di Paul. È impossibile immaginare un mondo senza McCartney, anche se qui gli ascoltatori possono viaggiare in un mondo che esisteva prima che tutto cambiasse, scoprendo ricordi mai condivisi prima e rivelando, con straordinaria onestà, la storia umana che si cela dietro un’icona mondiale. Questa è la storia che precede la Storia.
“The Boys of Dungeon Lane” ha visto la luce 5 anni fa, quando Paul ha incontrato il produttore Andrew Watt per una tazza di tè e uno scambio di idee. Mentre strimpellava la chitarra durante l’incontro, Paul si è imbattuto in un accordo che nemmeno lui riusciva a riconoscere. Imperterrito e spinto dalla sua natura sperimentale, ha continuato a cambiare una nota, poi un’altra, fino a ottenere una sequenza di tre accordi, che Watt ha suggerito di registrare. Da quella sessione è nato il brano di apertura dell’album, “As you lie there”. Incoraggiato dal produttore, Paul ha dato vita al nuovo brano, suonando la maggior parte degli strumenti - nello spirito del suo album di debutto da solista del 1970, “McCartney”.
A causa dei numerosi impegni di Macca, l’album è stato registrato in sessioni intense ma efficienti tra una tappa e l’altra di un tour mondiale durato cinque anni, tra Los Angeles e il Sussex. Senza pressioni da parte della casa discografica né scadenze da rispettare, i due hanno potuto realizzare l’album secondo i propri tempi e con piena soddisfazione.
Proprio come la carriera di questo straordinario artista, “The Boys of Dungeon Lane” è musicalmente eclettico e vede Paul cimentarsi con una vasta gamma di strumenti e stili diversi, mettendo in mostra la sua ampia musicalità. Ci sono il rock nello stile dei Wings, le armonie in stile Beatles, i groove in stile McCartney, un’intimità sobria, una narrazione guidata dalla melodia, canzoni caratterizzate da personaggi distinti ma il filo conduttore è Paul.
Io mi ritengo fortunata ad essere nata in un mondo dove sono esistiti i Beatles. Sono uno dei motivi per cui vale la pena vivere.