Il pranzo di Pasqua in famiglia diventa sempre più indigesto
Guardo con tenerezza chi pensa che bastino una passeggiata e una tisana digestiva: funziona solo se vai a piedi a raccogliere le piante della tisana direttamente alla piantagione
Anna Morando
|2 ore fa

Il pranzo di Pasqua in famiglia© ANSA
Bentornati cari amici lettori, si avvicina la Domenica di Pasqua, ovvero il momento dell’anno in cui mangiamo e beviamo per tre giorni consecutivi per poi domandarci perchè ci sentiamo appesantiti.
Voglio partire dal presupposto che chi ha una famiglia unita e degli amici per vivere queste giornate in serenità, dovrebbe sentirsi fortunato, perché per molti non è così.
Ma parliamo del momento che tutti attendono: il pranzo di famiglia. Natale resta imbattibile, ma anche Pasqua ha il suo perché, soprattutto per la quantità di vino versata, che raggiunge la lunghezza del Rio delle Amazzoni. Personalmente sono diventata la zia che brinda ad ogni occasione, non è un ruolo che scegli, ma una responsabilità.
Nel corso degli anni ci siamo evoluti. Ci presentiamo a tavola con una bottiglia di vino in un mano e la citrosodina nell’altra, sai già come andrà a finire: per digerire la mole di cibo ingerito, ti serviranno almeno sei bicchieri di digestivo.
Guardo con tenerezza chi pensa che basti una passeggiata e una tisana digestiva. La passeggiata basta se vai a piedi a raccogliere le piante della tisana direttamente alla piantagione.
Prima mangiavamo anche i sassi, e saltavamo come grilli, ora lo stomaco fa i capricci, e dopo il secondo pezzo di colomba inizia a fare testamento.
Le dinamiche familiari poi sono la cosa più bella: Ci sarà sempre lo zio o la zia che perde i filtri linguistici dopo il terzo bicchiere.
Voglio partire dal presupposto che chi ha una famiglia unita e degli amici per vivere queste giornate in serenità, dovrebbe sentirsi fortunato, perché per molti non è così.
Ma parliamo del momento che tutti attendono: il pranzo di famiglia. Natale resta imbattibile, ma anche Pasqua ha il suo perché, soprattutto per la quantità di vino versata, che raggiunge la lunghezza del Rio delle Amazzoni. Personalmente sono diventata la zia che brinda ad ogni occasione, non è un ruolo che scegli, ma una responsabilità.
Nel corso degli anni ci siamo evoluti. Ci presentiamo a tavola con una bottiglia di vino in un mano e la citrosodina nell’altra, sai già come andrà a finire: per digerire la mole di cibo ingerito, ti serviranno almeno sei bicchieri di digestivo.
Guardo con tenerezza chi pensa che basti una passeggiata e una tisana digestiva. La passeggiata basta se vai a piedi a raccogliere le piante della tisana direttamente alla piantagione.
Prima mangiavamo anche i sassi, e saltavamo come grilli, ora lo stomaco fa i capricci, e dopo il secondo pezzo di colomba inizia a fare testamento.
Le dinamiche familiari poi sono la cosa più bella: Ci sarà sempre lo zio o la zia che perde i filtri linguistici dopo il terzo bicchiere.
Oltre a questo ci saranno sempre le sante mamme e nonne che cucinano per un intero plotone di persone, partendo da qualche giorno prima. E non sia mai che provi ad aprire il frigo: OGNI cosa presente in casa serve per il pranzo di Pasqua. Così ti ritrovi a mangiare grissini e philadephia a colazione, pranzo e cena.
I padri invece, si impegnano ma relativamente, il loro scopo principale è quello di arrivare al momento di rottura delle uova, non per il cioccolato, ma per le sorprese e per i “poggia uova” per riutilizzarli in qualche modo. Il mio ci mette le viti. Anni e anni di bicchieri pieni di viti di varie forme e dimensioni.
E mentre stai tornando bambina scartando l’uovo di cioccolato, comprare la figura della malata di pulito che ti strappa la carta dalle mani, per riciclarla o buttarla nell’apposito sacchetto che si materializza nelle sue mani.
Dopo il pranzo solitamente ci si divide in due fazioni: i russatori, che iniziano a dormire appena toccano la poltrona o il divano, e i giocatori, quelli che vogliono assolutamente fare un gioco tutti insieme.
Passare le feste in famiglia è un esperienza mistica, fatta di risate, amore, qualche discussione, confronti e voglia di stare comunque insieme. Un caos organizzato. E in questo periodo storico, tra una citrosodina e un malo, ci ricordiamo perchè contiamo a farlo: per stare insieme.
Che tu abbia una famiglia, degli amici stretti oppure no, ti auguro di passare delle belle giornate in compagnia di chi ami.
I padri invece, si impegnano ma relativamente, il loro scopo principale è quello di arrivare al momento di rottura delle uova, non per il cioccolato, ma per le sorprese e per i “poggia uova” per riutilizzarli in qualche modo. Il mio ci mette le viti. Anni e anni di bicchieri pieni di viti di varie forme e dimensioni.
E mentre stai tornando bambina scartando l’uovo di cioccolato, comprare la figura della malata di pulito che ti strappa la carta dalle mani, per riciclarla o buttarla nell’apposito sacchetto che si materializza nelle sue mani.
Dopo il pranzo solitamente ci si divide in due fazioni: i russatori, che iniziano a dormire appena toccano la poltrona o il divano, e i giocatori, quelli che vogliono assolutamente fare un gioco tutti insieme.
Passare le feste in famiglia è un esperienza mistica, fatta di risate, amore, qualche discussione, confronti e voglia di stare comunque insieme. Un caos organizzato. E in questo periodo storico, tra una citrosodina e un malo, ci ricordiamo perchè contiamo a farlo: per stare insieme.
Che tu abbia una famiglia, degli amici stretti oppure no, ti auguro di passare delle belle giornate in compagnia di chi ami.

