L’insostenibile leggerezza di starsene sul divano

«Volevo dire di no, ma poi ho risposto CERTO!». Manuale di sopravvivenza per non farsi rovinare il weekend

Anna Morando
|2 ore fa
L’insostenibile leggerezza  di starsene sul divano
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Bentornati cari amici lettori, ci ritroviamo qua, nel nostro appuntamento settimanale colmo di thisagio e verità, che fanno un po’ male, ma ridendoci sopra. Oggi parliamo di una skill rara, forse mitologica: dire di no. Può sembrare egoista ma mi spiego meglio. Non so voi, ma per anni ho sempre detto sì a tutto. Vieni a fare trekking? CERTO! Poi ti ritrovi a fare trekking in cima a un monte, col fiatone, di domenica, sotto al sole, mentre stai morendo dentro perché in realtà il tuo obiettivo era quello di riprenderti dalla settimana stando sul divano a poltrire. La massima strada che volevi percorrere era tra casa tua e il supermercato per compare qualche vivere o qualche schifezza da sgranocchiare davanti a qualche serie tv. Non dico di non fare nulla, attenzione! Dico che dovremmo imparare ad ascoltarci di più. Uscire con gli amici o fare attività deve esser un piacere, deve essere parte della nostra vita, siamo animali sociali.
A volte diciamo si per educazione, senso di colpa, per non deludere, e poi paghiamo il conto con la nostra energia, fisica e mentale. Diciamocelo, non tutto quello che “una bella esperienza”, è una bella esperienza per noi in quel momento. Credo che la nostra generazione sia un po’ sempre sotto pressione. Ci sentiamo sempre in dovere di FARE. Fare uscite, fare esperienze, vedere cose, non passare nemmeno mezzo secondo in casa, devi rilassarti ma ottimizzare pure il relax.
Qualcuno a proposito sa come si fa?! Chiedo per un’amica.  Apri un qualsiasi social e trovi gente che parte per il weekend al mare, in montagna, fa aperitivi tre giorni di fila, brunch, partecipa ad eventi e feste in continuazione. E se stai a casa sei automaticamente pigro, asociale, o “un po’ spento”. Lo sento già il vintage col megafono che scrive a lettere cubitali (sottolineando l’importanza di ciò che pensa ) sotto post o storie ‘siete una generazione poltrona, che non ha mai voglia di fare nulla, che sta sempre sul divano’.
Caro GianPirlo, ti aggiorno: è sopravvivenza. Siamo sempre sottopressione: notifiche h24, eventi ogni 10 minuti, sempre in mezzo alla gente, visibili, sempre attivi. Dire no non è isolarsi, è scegliersi. Scegliere con chi sta stare, dove andare e soprattutto scegliere quando fermarsi. E devo dire che la solitudine, ogni tanto, male non fa. Ci permette di centraci, di capire cosa vogliamo davvero. E se qualcuno ci giudica, beh.. STI CA**I si può dire? Ormai l’ho detto. Dire no ci permette di non ritrovarci in situazioni scomode, che ci mettono a disagio, che ci danno forza e autostima. E per noi millennials, la generazione con più crisi esistenziali della storia, è una grande conquista.