Lucerna bees, l'albergo creato per api solitarie
Ne parliamo con l'agronomo Angelo Modolo

Eleonora Bagarotti
|2 ore fa

Angelo Modolo - © Libertà/Leonardo Chiavarini
Idee “green” in grado di essere innovative e sostenibili. Le abbiamo cercate tra gli stand di Seminat e delle altre fiere di primavera, qualche settimana fa a Piacenza Expo. «Crediamo che l’anima di una fiera stia nella sua capacità di porsi come una vetrina in grado di veicolare le nuove tendenze e le idee più originali», ci dice il responsabile di manifestazione, Gregorio Amoretti. E proprio per originalità spicca “Lucerna bees”, l’intuizione di Angelo Modolo, un giovane agronomo giunto alla manifestazione piacentina dal veneto. La sua “Lucerna” non ha niente a che vedere con la città svizzera, è una piccola realtà pensata per soddisfare le esigenze delle api solitarie. «Nel mondo esistono più di 20mila specie di api – spiega Modolo – ma in pochi sanno che meno dell’1% tra queste specie produce miele. Anche le api solitarie non producono miele, eppure sono efficientissime impollinatrici».
Chiediamo ad Angelo qualche informazione in più: chi sono le api solitarie? Perché si chiamano così? Con la sua risposta, l’agronomo ci apre una prospettiva nuova sugli straordinari insetti gialloneri che pensavamo di conoscere. «Per api solitarie si intendono varie specie di api – dice –. A differenza delle api da miele, in ciascuna di esse ogni femmina è indipendente, può accoppiarsi e riprodursi. In sostanza, come suggerisce anche il nome, le api solitarie non conoscono la logica dell’alveare e vivono in maniera indipendente, senza una regina». Pur non producendo il miele, le solitarie svolgono un ruolo molto importante in natura. «Sono delle ottime impollinatrici – spiega Modolo –. Sono più pelose sul ventre e per questo riescono a raccogliere maggiori quantità di polline, passando di fiore in fiore. Questo si traduce in un migliore trasporto di materiale genetico, che aumenta le probabilità di fecondazione». Quello delle api solitarie è dunque un lavoro utilissimo. «Si nutrono del polline – continua Modolo – ma così facendo favoriscono la biodiversità. Come? Oltre a impollinare meglio e in maggiore quantità, sono indispensabili per la sopravvivenza di certe piante. Kiwi e cetrioli, ad esempio, producono fiori maschili e femminili distinti. Per la loro impollinazione, le api solitarie sono davvero importanti». Proprio perché crede in questi splendidi insetti, l’agronomo Angelo Modolo ha ideato “Lucerna bees”. «Avendo sempre abitato in campagna – racconta – fin da giovane ho preso confidenza con queste api, che nidificavano nella mia legnaia. Successivamente, anche stimolato dai miei studi, ho iniziato a pensare a un modo per valorizzarle, diffonderle e farle conoscere». La lucerna è quindi un piccolo nido di legno, pronto ad accogliere generazioni di solitarie, una sorta di hotel per le api. «Nidificano in tunnel, non sono aggressive e migliorano la qualità e la biodiversità di parchi, giardini, balconi – spiega Angelo –. Inoltre, sono alla portata di tutti, anche di chi non ha esperienza con le api». Il kit di Lucerna bees è semplice: un nido e una confezione di bozzoli avvolti in cellette di foglie. «Noi umani non dobbiamo fare quasi niente – dice –. Io proteggo le api e tutelo le cellette di foglie che loro stesse compongono, di modo che siano pronte per essere spedite. Chi acquista, invece, non deve fare altro che disporre queste cellette con i bozzoli accanto al nido (a sua volta installato in un luogo riparato dalla pioggia e dal vento). Saranno poi le api a uscire dal bozzolo e a fare del nido la propria casa».
Le api di Angelo appartengono prevalentemente a due famiglie: rotundata e osmia. Le prime si attivano tra maggio e luglio, le seconde tra la fine di febbraio e gli inizi di aprile. Per entrambe, il ciclo di vita va dagli 8 ai 10 mesi circa, ma le generazioni possono rinnovarsi di anno in anno. Oltre a ravvivare l’aria con il loro ronzio, le api di Angelo migliorano la qualità di fiori e colture. Ma, forse, fanno anche qualcosa di più. «Sono convinto – conclude l’agronomo – che le api solitarie siano il mezzo ideale per riscoprire concretamente una connessione con l’ambiente circostante».
Chiediamo ad Angelo qualche informazione in più: chi sono le api solitarie? Perché si chiamano così? Con la sua risposta, l’agronomo ci apre una prospettiva nuova sugli straordinari insetti gialloneri che pensavamo di conoscere. «Per api solitarie si intendono varie specie di api – dice –. A differenza delle api da miele, in ciascuna di esse ogni femmina è indipendente, può accoppiarsi e riprodursi. In sostanza, come suggerisce anche il nome, le api solitarie non conoscono la logica dell’alveare e vivono in maniera indipendente, senza una regina». Pur non producendo il miele, le solitarie svolgono un ruolo molto importante in natura. «Sono delle ottime impollinatrici – spiega Modolo –. Sono più pelose sul ventre e per questo riescono a raccogliere maggiori quantità di polline, passando di fiore in fiore. Questo si traduce in un migliore trasporto di materiale genetico, che aumenta le probabilità di fecondazione». Quello delle api solitarie è dunque un lavoro utilissimo. «Si nutrono del polline – continua Modolo – ma così facendo favoriscono la biodiversità. Come? Oltre a impollinare meglio e in maggiore quantità, sono indispensabili per la sopravvivenza di certe piante. Kiwi e cetrioli, ad esempio, producono fiori maschili e femminili distinti. Per la loro impollinazione, le api solitarie sono davvero importanti». Proprio perché crede in questi splendidi insetti, l’agronomo Angelo Modolo ha ideato “Lucerna bees”. «Avendo sempre abitato in campagna – racconta – fin da giovane ho preso confidenza con queste api, che nidificavano nella mia legnaia. Successivamente, anche stimolato dai miei studi, ho iniziato a pensare a un modo per valorizzarle, diffonderle e farle conoscere». La lucerna è quindi un piccolo nido di legno, pronto ad accogliere generazioni di solitarie, una sorta di hotel per le api. «Nidificano in tunnel, non sono aggressive e migliorano la qualità e la biodiversità di parchi, giardini, balconi – spiega Angelo –. Inoltre, sono alla portata di tutti, anche di chi non ha esperienza con le api». Il kit di Lucerna bees è semplice: un nido e una confezione di bozzoli avvolti in cellette di foglie. «Noi umani non dobbiamo fare quasi niente – dice –. Io proteggo le api e tutelo le cellette di foglie che loro stesse compongono, di modo che siano pronte per essere spedite. Chi acquista, invece, non deve fare altro che disporre queste cellette con i bozzoli accanto al nido (a sua volta installato in un luogo riparato dalla pioggia e dal vento). Saranno poi le api a uscire dal bozzolo e a fare del nido la propria casa».
Le api di Angelo appartengono prevalentemente a due famiglie: rotundata e osmia. Le prime si attivano tra maggio e luglio, le seconde tra la fine di febbraio e gli inizi di aprile. Per entrambe, il ciclo di vita va dagli 8 ai 10 mesi circa, ma le generazioni possono rinnovarsi di anno in anno. Oltre a ravvivare l’aria con il loro ronzio, le api di Angelo migliorano la qualità di fiori e colture. Ma, forse, fanno anche qualcosa di più. «Sono convinto – conclude l’agronomo – che le api solitarie siano il mezzo ideale per riscoprire concretamente una connessione con l’ambiente circostante».
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