Stewart Copeland, l'ex Police dai pigmei alle grandi orchestre sinfoniche
Redazione Online
|4 anni fa

Torniamo a parlare di exPolice
, questa volta del batterista Stewart Copeland
.
“Vent’anni fa c’era un ragazzino con la mia faccia lassù sullo schermo, il mondo intero gli ha dato una bella occhiata e ora eccolo ancora qui, che mi incombe sulla spalla. E’ quasi invisibile dopo tutti questi anni, i passanti non lo notano, ma ci sono ambienti nei quali tutti riescono a vederlo. E allora è lui che vedono, non me. E accadono le cose più strane”.

Così Copeland si presenta nella sua autobiografia, uscita tempo fa perMinimum Fax
: s’intitola “Stewart Copeland. Strange Things Happen. La mia vita con i Police, il polo e i pigmei”. E proprio in quelle righe, così come in molti suoi album da solista, l’ex Police si racconta, a partire dalla sua infanzia in Libano, figlio di un agente della CIA sotto copertura, ai viaggi da documentarista fra i pigmei del Congo. Esperienze che, nel loro insieme, lo hanno condotto a diverse, inevitabili, interessantissime “divagazioni musicali”. Non solo Rock, insomma, per colui che l’americano Rolling Stone ha incoronato come uno dei cinque migliori batteristi di tutti i tempi.

In tempi recenti, Stewart è tornato dal vivo con esperienze di ampio respiro. Per lui, i generi sono solo inutili etichette. Tra le altre, citiamo quella con laSan Diego Symphony
Orchestra
, che ha riscosso enorme successo. E poiché le percussioni, le colonne sonore da lui scritte ed anche le canzoni più celebri dei Police, lì in mezzo ci stanno sempre e comunque benissimo, si è trattato di una prima assoluta mentre ora è in corso una tournée americana. E alla fine, ci sarà anche quella europea. L’Italia? Attendiamo con fiducia.
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