Non c’è niente da vedere, ma gli eroi dei comics sanno come farsi sentire

I fumetti hanno trovato nei podcast nuovo spazio per raccontare le loro storie sempre e ovunque

Alessandro Sisti
|2 ore fa
Il supereroe Wolverine, da cui Marvel ha tratto il suo primo podcast © Marvel
Il supereroe Wolverine, da cui Marvel ha tratto il suo primo podcast © Marvel
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Benvenuti nell’era del “senza”. Nonostante l’abbondanza di prodotti d’ogni genere che caratterizza il nostro tempo, ad andare per la maggiore sono quelli senza qualcosa. Alimenti senza olio di palma, senza glutine né ingredienti d’origine animale e bibite senza caffeina, senza coloranti, gas o zuccheri aggiunti, senza nichel (nelle cibarie come per le leghe metalliche), tabacco senza nicotina, birre e liquori senza alcol o gomme per cancellare senza PVC. Elencati a titolo d’esempio e senza voler citare tutto ciò che viene proposto come migliore in quanto privo di questo o di quello, altrimenti una pagina non basterebbe. Nell’imperante senzismo, potevano i fumetti esimersi dal fare la loro parte? Certo che no, per cui ecco a voi i fumetti senza fumetti, sia nel senso di mancanti delle nuvolette di testo – chiamate appunto fumetti o balloon – sia addirittura “panel-free”, per imitare un’altra locuzione corrente, ovvero capaci di fare a meno delle vignette. Chi legge quest’Officina dalle prime puntate obbietterà che di un genere di fumetto cui non servono disegni, cioè dei fotoromanzi, si è già parlato, però stavolta la faccenda è ancor più drastica: non solo nessun disegno, proprio niente immagini. Zero, niente del tutto (tranne una simbolica copertina), perché i comics sono atterrati nell’universo dei podcast. Non credo occorra spiegare cosa sia questo mezzo di diffusione di contenuti audio scaricabili dal web, poiché in Italia, secondo i dati relativi allo scorso anno, gli ascoltatori continuano ad aumentare (del 75% soltanto nel 2025) e hanno ormai raggiunto i 18 milioni. Inoltre nella nostra città è nata la Piacenza Podcast Academy, il corso per giovani autori ospitato di recente dallo Spazio Rotative di Libertà, mentre sul sito del nostro quotidiano abbondano podcast per tutti i gusti. I piacentini e i podcast vanno insomma d’amore e d’accordo, tuttavia è possibile che molti non conoscano quelli che raccontano le avventure dei più amati protagonisti del fumetto. Io per primo, pur essendo del mestiere, li ho scoperti appena da qualche mese e in particolare ne apprezzo il fatto che messa da parte la suggestione visiva, a prevalere sono le storie.
Quelle di supereroi innanzitutto, che grazie alla loro supervelocità sono stati fra i primi a scendere in campo nel nuovo medium, mandando in avanscoperta i classici in serial come “Batman – Un’autopsia”, dieci episodi scritti da David S. Goyer, lo sceneggiatore cui si deve la trilogia dei film di Batman diretti da Christopher Nolan. In “Batman Unburied” – come s’intitola in originale – Bruce Wayne, identità segreta dell’uomo pipistrello, non è un miliardario bensì un medico legale all’ospedale di Gotham City, che non ricorda d’essere il cavaliere oscuro e deve affrontare le ombre della propria personalità. Questa rilettura riecheggia le atmosfere cupe e notturne dei comics successivamente passate alle pellicole, così che perfino gli appassionati del Batman tradizionale l’hanno approvata, al punto di farle raggiungere le posizioni di vertice nella classifica degli ascolti. Perlomeno negli Stati Uniti, perché questa serie, tradotta in otto lingue, è stata la prima a venire adattata per il mercato internazionale e pur essendo stata prodotta da una collaborazione fra Warner, Spotify e DC Comics con l’attenzione e i mezzi che ci si aspettano da simili colossi, qualcuno l’ha accusata d’imperfezioni tecniche. Per chi volesse giudicare di persona, il podcast nella versione italiana è distribuito gratuitamente su Spotify. Ancora il tenebroso pipistrello mascherato è l’eroe dell’audiodrama (in inglese, con una sola “m”) “Batman: non man’s land”, ripreso dal ciclo a fumetti in cui la città di Gotham, dopo un apocalittico terremoto, viene dichiarata terra di nessuno dal governo, mentre negli USA casa Marvel, perenne superconcorrente della DC, ha realizzato il podcast “The Lost Trail”, il primo dedicato al personaggio di Wolverine e ambientato nelle paludi della Louisiana. Gli hanno fatto seguito “Wastelanders” e “La lunga notte”, sempre con il supereroe dai lunghi artigli e disponibili anche in italiano. Il termine “audiodrama”, alternativo alla definizione di podcast narrativo, può far pensare agli audiolibri, ma al contrario si tratta di vere e proprie messe in scena affidate al solo sonoro, non recitate da una singola voce narrante e interpretate da un cast di attori per ciascun personaggio nonché complete di un elaborato sound design, ossia d’una colonna sonora musicale e di effetti audio che restituiscono la sensazione dell’ambiente dove si svolgono le vicende. Il risultato è quello di un’esperienza immersiva e basta chiudere gli occhi per trovarsi sulla scena dell’azione. Caratteristiche che ne hanno favorito il gradimento da parte di un pubblico d’entrambi i sessi e ampio per fascia d’età – dai 25 ai 54 anni secondo le ricerche – corrispondente dunque in larga parte a quello del fumetto avventuroso e delle graphic novel.
O di videogame come “Assasin’s Creed”, l’infinita e a oggi quasi ventennale serie videoludica basata sulla contesa fra l’Ordine degli Assassini e quello dei Templari dietro le quinte dell’intera storia, le quali nascondono risvolti sinistri e arcani. Ne sono derivati film e romanzi, un manga e (inevitabilmente) fumetti e podcast di approfondimento e narrativi come quello di Aliyah Khan, da ascoltare gratuitamente su Audible con l’abbonamento alla piattaforma. Sette segrete, occultismo e climi inquietanti condivisi da “Sandman” dell’inglese Neil Gaiman, fumettista, scrittore e sceneggiatore per la radio, la tivù e il cinema. La saga a fumetti di “Sandman” è incentrata sulla figura del signore dei sogni, chiamato Sogno o Morfeo, che nella mitologia anglosassone porta il sonno agli uomini gettando sabbia negli occhi per farli addormentare. Imprigionato da un’accolita di stregoni guidati dal Re dei Demoni, Morfeo deve liberarsi per riportare nel suo regno gli incubi che ne sono fuggiti, evitando che il mondo umano sprofondi nella follia. Oltre ai podcast, in varie lingue compresa la nostra e reperibili per l’ascolto su Audible (a pagamento dopo la prova), Netflix ne ha tratto una delle sue serie. Ai grandi personaggi del fumetto nazionale ha pensato la Rai con le versioni podcast, realizzate per la radio e per la rete, delle imprese di Diabolik, dell’indagatore dell’incubo Dylan Dog e di quelle dell’immortale Tex, in dieci episodi che lo vedono (anzi, lo ascoltano) affrontare l’agghiacciante mago Mefisto, mentre su Storytel si trovano i sei della “Suite Caribeana” di Corto Maltese di Hugo Pratt, prodotta da Emons Record e Cong SA. Audiofumetti che valorizzano l’intensità della narrazione, le uniscono la forza di quel sonoro che finora potevamo solamente immaginare e non fanno rimpiangere il fascino delle vignette. Con il vantaggio dei podcast rispetto alla lettura di poter seguire il racconto andando al lavoro, oppure a fare jogging come lavando i piatti, o intanto che si partecipa a una riunione noiosa e affollata (con la speranza che nessuno chieda il nostro parere) e con lo stesso beneficio offerto dagli albi preferiti d’interrompere l’episodio in caso di necessità, per riprenderlo dove l’avevamo lasciato. Un modo alternativo per restare in contatto con l’immaginazione che a mio avviso non è in competizione con il fumetto cartaceo, ma piuttosto lo espande e lo completa, porge nuove storie e quando finalmente abbiamo il tempo di sederci in poltrona, rende più forte il desiderio di sfogliarne le pagine.