Platano di Scopoli all’Orto botanico di Pavia, la star compie 250 anni

L’albero, studiato nei secoli dagli esperti, oggi è tra i più diffusi nelle città italiane, presente anche a Piacenza e provincia

Dea De Angelis
|20 ore fa
Platano di Scopoli plurisecolare, il più antico albero dell’Orto botanico di Pavia e tra i più datati di tutta la pianura Padana (foto De Angelis)
Platano di Scopoli plurisecolare, il più antico albero dell’Orto botanico di Pavia e tra i più datati di tutta la pianura Padana (foto De Angelis)
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I 2000 anni stimati del platano di Ippocrate sull’isola di Kos, in Grecia, dove sembra che il noto medico greco tenesse lezioni ai suoi alunni, sono un traguardo impensabile. Per un albero anche raggiungere l’età di un quarto di millennio non è da considerarsi un evento comune. Scriviamo oggi – prima della pausa estiva della rubrica - di un platano che ha messo (salde) radici all’Orto botanico di Pavia, il primo istituto scientifico dell’Università della città, costruito per volontà dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria. L’Orto, che fa parte del network Grandi Giardini Italiani, eccelle in pratiche sostenibili: pesticidi ed erbicidi banditi, sfalcio differenziato dei prati, legno morto lasciato in situ… Il platano, piantato nel lontano 1778 dal naturalista Giovanni Antonio Scopoli è oggi la vera star dell’Orto, visitato ogni anno da migliaia di turisti e studiosi.
Definito platano di Scopoli (Platanus hispanica, proveniente cioè dalla Spagna) dal nome del naturalista di cui sopra, è fonte d’ispirazione per le piantumazioni nelle città negli ultimi decenni e noi non potevamo non andare a vederlo nella vicina Pavia. È davvero un albero maestoso. Tanto grande (alto e dalla chioma espansa) che inquadrarlo in fotografia, immerso tra il verde dell’area, è stato complicato. Sette metri di circonferenza del fusto e quarantacinque metri di altezza, questo albero, iscritto tra quelli monumentali in Italia (AMI), ha grandi foglie a cinque punte e una corteccia a scaglie che rendono facile riconoscere la specie. Come tutti i platani è elegante anche per le palline che in autunno pendono dai suoi rami e liberano i piccoli frutti trasportati dal vento. Il platano di Scopoli è un albero di grandissimo pregio paesaggistico e valore storico e culturale.
Di origine esotica, nei secoli piantato negli Orti botanici italiani, questo albero è stato selezionato per le aree verdi urbane, per le alberature stradali, le piazze, le aiuole come pianta singola o a formare lunghi ombreggianti filari singoli o doppio. Ne abbiamo in esempio lungo il Pubblico Passeggio di Piacenza, ma potremmo ricordare molti altri luoghi. I suoi pregi ambientali: l’alto potenziale di stoccaggio dell’anidride carbonica, la resilienza agli inquinanti e l’altissima capacità di abbattere le polveri sottili completano i suoi pregi rendendolo, al di là della bellezza estetica e a buona ragione, una delle specie più diffuse e comuni negli ecosistemi urbani.