Pragmata: la giovane coprotagonista accende il dibattito online

Il suo comportamento è in larga parte quello di una bambina e non ci sono contenuti ambigui

Francesco Toniolo
|56 minuti fa
"Pragmata"
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Il 17 aprile è stato pubblicato Pragmata, un videogioco sviluppato dall’azienda Giapponese Capcom, giocabile su computer e su tutte le console più recenti (Xbox Series X/S, PlayStation 5, Nintendo Switch 2). Il gioco ci mette nei panni di Hugh, un’astronauta che si trova intrappolato su una base lunare piena di robot ostili, controllati da un’intelligenza artificiale chiamata IDUS. Per poter sopravvivere, Hugh deve collaborare con quella che sembra l’unica presenza amica all’interno della base: un’androide che ha le fattezze di una bambina piccola. Hugh decide di chiamarla Diana, per non dover ricordare il suo complicato numero di serie. Pur non essendo veramente un essere umano, il comportamento di Diana è in larga parte quello di una bambina. Tranne quando è impegnata in operazioni di hacking ai danni dei robot nemici, la piccola gironzola con curiosità intorno a Hugh o si mette a giocare.
La presenza di Diana all’interno di Pragmata ha scatenato un acceso dibattito online, che ha contrapposto due visioni opposte, forse inconciliabili, su quello che può essere il ruolo di un personaggio del genere. Da un lato, ci sono coloro che hanno considerato – in senso positivo – Pragmata come una sorta di videogioco “paterno”, visto che effettivamente ci troviamo a giocare con Diana come se fossimo un papà insieme alla sua figlia. Una scelta, questa, che va peraltro a inserirsi all’interno di un fenomeno che è stato definito “dadification”: rispetto ai decenni passati, oggi ci sono sempre più figure paterne, tra i protagonisti dei videogiochi. Si tratta di un cambiamento che rispecchierebbe la progressiva crescita del pubblico di riferimento. L’età media di chi gioca ai videogiochi è ormai superiore ai trent’anni, per cui molti di loro sono diventati padri (o zii), per cui si prendono cura di figli e nipoti.
D’altra parte, c’è chi giudica in modo fortemente negativo Diana, per la sua caratterizzazione. Grosso modo, i commenti critici possono essere raggruppati in due insiemi. Le posizioni più morbide criticano l’eccessiva bellezza di Diana, che in effetti si presenta come una sorta di bambolina dai lunghi capelli biondi. Una sorta di Barbie digitale, troppo bella per rappresentare un’effettiva bambina. Mentre alcuni si limitano a parlare di modelli irrealistici, altri hanno detto che Diana è troppo facilmente sessualizzabile. Bisogna sottolineare che Pragmata non contiene nessun contenuto ambiguo, in riferimento alla piccola Diana. Sarebbe stato assurdo, considerando quanto è alto il grado di attenzione su questi contenuti. Appena qualche mese fa ci fu il discusso caso di Horses, un videogioco italiano che non venne pubblicato su Steam a causa – a quanto sembra – dell’inserimento di una scena con una bambina, in un contesto comunque lontano dall’essere sessualmente ambiguo, ma potenzialmente disturbante per altre ragioni. La scena era stata modificata nel gioco finale, ma questo non ha fatto cambiare idea a Steam.
Tornando a Pragmata, gli attacchi riguardano infatti non tanto le scene inserite all’interno del gioco, quanto la possibilità che su internet qualcuno possa creare contenuti inappropriati su Diana. Già da questo elemento si intuisce che buona parte di questa discussione sia stata portata avanti in modo aprioristico, finendo per mettere in secondo piano Pragmata stesso, che rimane peraltro un ottimo videogioco.