Salone del libro da record: ecco quattro volumi presenti a Torino
“Kolchoz” di Emmanuel Carrère, “La cura” di Concita De Gregorio, “La ragazzina” di Valeria Parrella, “La ricchezza che uccide” di Pedros Markaris
Paola Torretta
|1 ora fa

Folla al Salone del Libro di Torino© ANSA
L’edizione 2026 del Salone del libro di Torino ha contato un record di presenze.
Il programma di interviste agli autori è stato fittissimo: centinaia di eventi seguiti da radio, social, podcast, televisioni e giornali. Gli autori, ormai figure popolari, sono stati intervistati non solo sul libro in promozione ma anche su politica, società e attualità. Insomma da tempio silenzioso dell’editoria, il Salone si è trasformato in festival culturale generalista.
Tra i più seguiti Emmanuel Carrére, al Salone per presentare “Kolchoz”, scritto dopo la morte dei due anziani genitori. Il romanzo è un’autobiografia familiare centrato soprattutto sulla figura della madre, Hélène Carrére d’Encausse, storica dell’Unione Sovietica e Segretario Particolare dell’Acadèmie Françoise.
Il titolo viene da un rito dell’infanzia: quando il padre era via per lavoro, Emmanuel e le sorelle dormivano nella stanza dei genitori. La madre chiamava quel momento “fare kolchoz”, usando ironicamente il termine sovietico per le fattorie collettive.
Decine di anni dopo i tre fratelli lo ripeteranno al capezzale della madre morente.
In seguito l’autore svuota l’appartamento dei genitori e scopre del materiale che lo induce a ricostruire la genealogia familiare.
A poco a poco si crea il ritratto di una donna intelligentissima, energica e dominante, a volte fredda e autoritaria. Appartenente a una di quelle famiglie travolte dalla rivoluzione bolscevica, ha vissuto il trauma dell’esilio, della perdita e la necessità di reinventarsi alla ricerca del riconoscimento sociale. Accanto alla madre emerge la figura più discreta del padre che per anni ha raccolto memorie familiari. Questo materiale era oro per uno scrittore come Carrère che ne ha fatto un libro sulla pietà filiale e il perdono; un libro dolce che lo ha portato fare della madre ciò che gli riesce meglio: un bellissimo personaggio letterario.
Il programma di interviste agli autori è stato fittissimo: centinaia di eventi seguiti da radio, social, podcast, televisioni e giornali. Gli autori, ormai figure popolari, sono stati intervistati non solo sul libro in promozione ma anche su politica, società e attualità. Insomma da tempio silenzioso dell’editoria, il Salone si è trasformato in festival culturale generalista.
Tra i più seguiti Emmanuel Carrére, al Salone per presentare “Kolchoz”, scritto dopo la morte dei due anziani genitori. Il romanzo è un’autobiografia familiare centrato soprattutto sulla figura della madre, Hélène Carrére d’Encausse, storica dell’Unione Sovietica e Segretario Particolare dell’Acadèmie Françoise.
Il titolo viene da un rito dell’infanzia: quando il padre era via per lavoro, Emmanuel e le sorelle dormivano nella stanza dei genitori. La madre chiamava quel momento “fare kolchoz”, usando ironicamente il termine sovietico per le fattorie collettive.
Decine di anni dopo i tre fratelli lo ripeteranno al capezzale della madre morente.
In seguito l’autore svuota l’appartamento dei genitori e scopre del materiale che lo induce a ricostruire la genealogia familiare.
A poco a poco si crea il ritratto di una donna intelligentissima, energica e dominante, a volte fredda e autoritaria. Appartenente a una di quelle famiglie travolte dalla rivoluzione bolscevica, ha vissuto il trauma dell’esilio, della perdita e la necessità di reinventarsi alla ricerca del riconoscimento sociale. Accanto alla madre emerge la figura più discreta del padre che per anni ha raccolto memorie familiari. Questo materiale era oro per uno scrittore come Carrère che ne ha fatto un libro sulla pietà filiale e il perdono; un libro dolce che lo ha portato fare della madre ciò che gli riesce meglio: un bellissimo personaggio letterario.

Al Salone c’era anche Concita De Gregorio. “La cura”, il suo ultimo libro, è un testo autobiografico nato dall’esperienza della sua malattia oncologica. Il centro del libro è il significato della cura nel modo più completo: curare sé stessi, gli altri, le relazioni o il tempo che scorre. Da un inizio personale il libro si allarga alle storie di persone incontrate nel mondo delle terapie. Il professore che non dimentica le proprie umili origini, l’infermiere che canta per i malati, Angelina, donna piena di carisma o Franca che, dopo la remissione, decide di vivere come più le piace. “La cura” è un libro intimo e poetico, che ci insegna che il dolore esiste e fa parte della vita e che per attraversarlo sono importantissime la ricerca della bellezza, la leggerezza, l’allegria e l’ironia. Ma soprattutto sono indispensabili i rapporti con le persone perché nessuno si salva da solo.

Valeria Parrella era al Salone con “La ragazzina”, un romanzo breve costruito attorno alla figura di Giovanna D’Arco. Originale è il punto di vista: non la santa o la martire, ma l’adolescente ribelle, la ragazzina che si mette di traverso e risponde a una chiamata irresistibile opponendosi ai potenti. Nata in un villaggio della Lorena al tempo della Guerra dei Cent’anni, era una contadina povera e analfabeta che credeva che la Francia dovesse essere liberata dagli inglesi e il Delfino dovesse diventare re. Ostinata e impulsiva, non accetta il ruolo femminile imposto e viene prima esaltata e poi punita con l’abbandono da parte di chi aveva aiutato. La condanna al rogo è la volontà di cancellare ciò che rappresenta: essere una donna libera. E questa ribellione, secondo l’autrice, continua nel presente perché ogni ragazza che si ribella, ha ereditato qualcosa da Giovanna D’Arco.

Paese ospite al Salone quest’anno è stata la Grecia rappresentata Pedros Markaris, esponente del giallo mediterraneo. “La ricchezza che uccide” fa parte della serie dedicata al commissario Kostas Charitos. Il tema centrale è la crisi abitativa ad Atene causata da affitti insostenibili e tensioni sociali. Il racconto inizia con la morte di una coppia divorziata costretta a vivere insieme perché non può permettersi due case. Questo fatto dà il via alle proteste e prosegue con omicidi legati a un progetto immobiliare.
Per Markaris il giallo è un modo per osservare la società greca contemporanea e analizzare gli effetti della crisi economica iniziata nel 2010. Con indagini realistiche e poco spettacolari l’autore porta avanti da ben 19 romanzi la vita di Charitos evidenziando il suo carattere burbero e il forte legame con la famiglia. Quella a Pedros Markaris, ormai più che ottantenne, è una bellissima intervista che vi consiglio di non perdere.
[email protected]
Per Markaris il giallo è un modo per osservare la società greca contemporanea e analizzare gli effetti della crisi economica iniziata nel 2010. Con indagini realistiche e poco spettacolari l’autore porta avanti da ben 19 romanzi la vita di Charitos evidenziando il suo carattere burbero e il forte legame con la famiglia. Quella a Pedros Markaris, ormai più che ottantenne, è una bellissima intervista che vi consiglio di non perdere.
[email protected]

LA PAGELLA DI PT BOOKS
Autore: Emmanuel Carrère
Titolo: Kolchoz
Casa Editrice: Adelphi
Pagine: 407
Prezzo: 22 euro
Voto: 10
Autore: Emmanuel Carrère
Titolo: Kolchoz
Casa Editrice: Adelphi
Pagine: 407
Prezzo: 22 euro
Voto: 10
Autrice: Concita De Gregorio
Titolo: La cura
Casa Editrice: Einaudi
Pagine: 165
Prezzo: 17 euro
Voto: 7
Titolo: La cura
Casa Editrice: Einaudi
Pagine: 165
Prezzo: 17 euro
Voto: 7
Autrice: Valeria Parrella
Titolo: La ragazzina
Casa Editrice: Feltrinelli
Pagine: 137
Prezzo 17 euro
Voto: 7
Titolo: La ragazzina
Casa Editrice: Feltrinelli
Pagine: 137
Prezzo 17 euro
Voto: 7
Autore: Pedros Markaris
Titolo: La ricchezza che uccide
Casa Editrice: La nave di Teseo
Pagine: 217
Prezzo: 19 euro
Voto: 8
Titolo: La ricchezza che uccide
Casa Editrice: La nave di Teseo
Pagine: 217
Prezzo: 19 euro
Voto: 8

