Sos capelli secchi: come comportarsi al rientro dalle vacanze

Tutto quello che c'è da sapere e i migliori prodotti e strumenti da usare per avere di nuovo una chioma in salute

Francesca Pelucchi
|1 ora fa
Come risanare i capelli sfibrati dal sole
Come risanare i capelli sfibrati dal sole
2 MIN DI LETTURA
Dopo aver fatto il pieno di sole, mare e cloro e con l’arrivo dell’autunno, è normale che i capelli, soprattutto le lunghezze, risultino più secchi. È colpa dell’azione combinata dell’esposizione prolungata al sole, ma anche dei lavaggi più frequenti che possono danneggiare, anche in maniera grave, la struttura della fibra capillare. Durante l’estate, la chioma perde le sue difese naturali e subisce un vero e proprio stress ossidativo e termico. I fattori principali che causano l’effetto “paglia” sono certamente il sole, che degrada la cheratina, la proteina principale del capello, ed elimina i lipidi naturali, rendendo le lunghezze fragili, scolorite e inclini alla rottura, ma anche la salsedine. Il sale marino, infatti, assorbe l’acqua dall’interno del capello prosciugando la sua naturale idratazione e lasciandolo ruvido. Altro nemico è il cloro presente massicciamente nelle piscine. Questa sostanza chimica aggredisce il film idrolipidico, la barriera protettiva, e irrita spesso anche il cuoio capelluto. Inoltre, ovviamente, d’estate si tende a lavare i capelli molto più frequentemente a causa in primis del sudore, ma anche della sabbia e dei prodotti solari che si vanno ad applicare. È necessario, quindi, ripristinare una corretta routine dei lavaggi, ma soprattutto utilizzare prodotti specifici per reidratare capelli e cuoio capelluto, oltre a strumenti di styling non troppo aggressivi. Abusare di piastre e phon caldi, in generale, ma soprattutto se i capelli sono già fragilizzati, senza applicare un termoprotettore può peggiorare notevolmente la situazione generale della chioma. Così come fare tinte o decolorazioni chimiche senza aver prima ripristinato l’idratazione può causare danni difficilmente riparabili.
Per questo motivo occorre introdurre nella propria hair routine cosmetici molto nutrienti e idratanti, che possano reintegrare l’acqua e i lipidi persi. È bene prediligere prodotti che contengano oli e burri vegetali per garantire un nutrimento profondo. Servono a ripristinare il film idrolipidico, la barriera grassa del capello, e i più utilizzati sono l’olio di argan che, ricchissimo di acidi grassi e vitamina E, penetra nel fusto restituendo morbidezza ed elasticità. L’olio o burro di cocco che ripara la fibra danneggiata e previene la perdita di proteine durante il lavaggio. La cera o olio di jojoba, capace di creare uno scudo emolliente naturale e leggero che non appesantisce i capelli. Infine, l’olio di mandorle dolci o di avocado, altamente restitutivi per le lunghezze sfibrate e trattate.
Altri attivi grandemente utilizzati sono le proteine idrolizzate che lavorano sulla ristrutturazione interna. I raggi UV degradano la cheratina, servono perciò prodotti per la detersione che contengano molecole proteiche frammentate in grado di agganciarsi alle fessure della fibra per ripararla. Come le proteine del grano e del riso che fortificano il capello dall’interno, lasciandolo più robusto e corposo al tatto. Ma anche la cheratina idrolizzata perché agisce direttamente sulla cuticola esterna sigillandola e contrastando l’effetto crespo. Ovviamente non possono mancare gli agenti idratanti e umettanti che trattengano l’acqua all’interno dello stelo. Agiscono in questo modo l’aloe vera altamente idratante sia per le lunghezze che per il cuoio capelluto arrossato, ma anche il panteneolo, Pro-Vitamina B5, che riduce la secchezza, attira l’umidità e dona lucentezza alla chioma spenta. Calendula, malva e camomilla, invece, sono impiegate perché alleviano le irritazioni del cuoio capelluto e addolciscono la fibra. Per contrastare l’invecchiamento cellulare e ravvivare il colore sono ottimi l’olio di carota, per esempio, ma anche l’estratto di camu camu, ricchi di beta-carotene e antiossidanti.