Pikachu a spasso per lo spazio, l’iniziativa supportata da ESA e The Pokémon Company
Per 67 giorni il simpatico peluche ha viaggiato con l’astronauta ESA Sophie Adenot. L’ampio progetto prevede anche una mostra itinerante fino al 2027
Fabrizia Malgieri
|16 ore fa

Pikachu a spasso nello spazio
Dopo aver conquistato il Pianeta Terra, i Pokémon raggiungono persino lo spazio sconfinato. Per 67 giorni, infatti, un peluche di Pikachu ha viaggiato in orbita verso la Stazione Spaziale Internazionale durante la missione dell’astronauta dell’ESA Sophie Adenot (dall’11 aprile al 17 giugno scorsi), completando circa 1.040 orbite intorno alla Terra. L’iniziativa – una collaborazione nata tra ESA e The Pokémon Company – è solo parte di un progetto più vasto, che vede, infatti, anche la presenza di una mostra temporanea dedicata allo spazio e ai Pokémon nei centri ESA e nei principali musei di tutta Europa, insieme a merchandise esclusivo e a uno speciale evento per “Pokémon GO”, il videogioco mobile in Realtà Aumentata pubblicato 10 anni fa.
«Ispirare le generazioni future è una parte fondamentale della missione dell’ESA. Attraverso questa collaborazione con Pokémon, stiamo aprendo nuovi modi per permettere alle persone in tutta Europa di entrare in contatto con lo spazio attraverso un’esperienza unica e coinvolgente», afferma il direttore generale dell’ESA Josef Aschbacher. «Portando l’esplorazione spaziale al di fuori dei contesti tradizionali, speriamo di accendere la curiosità, suscitare un senso di meraviglia nei confronti del nostro Universo e incoraggiare persone di tutte le età a scoprire le opportunità che lo spazio offre per il futuro». Una mossa, dunque, con cui ESA rinnova il suo impegno affinché vecchie, ma soprattutto nuove, generazioni maturino interesse e fascinazione per i temi legati allo spazio, utilizzando alcuni tra i protagonisti più importanti della cultura pop contemporanea. «Ogni viaggio Pokémon inizia con un senso di meraviglia verso ciò che si trova oltre il mondo che conosciamo. Dalle regioni più lontane agli incontri che arrivano fino allo spazio, questo spirito di scoperta ha sempre fatto parte dell’esperienza di un Allenatore di Pokémon. La collaborazione con ESA apre una nuova frontiera per i fan, unendo il mondo dei Pokémon e la meraviglia dello spazio per i visitatori di diverse località in tutta Europa», ha dichiarato Mathieu Galante, Senior Director of Licensing presso The Pokémon Company International. E perché non farlo se non attraverso uno dei brand più amati da pubblici eterogenei di tutto il mondo come quello dei Pokémon? Un anno speciale per il franchise multimediale dei Pokémon, visto che proprio nel corso del 2026 si sta celebrando il suo trentesimo anniversario. Il cuore di questa collaborazione è una nuovissima mostra pensata per tutta la famiglia, creata congiuntamente da ESA e Pokémon, che combina contenuti scientifici reali con una narrazione visiva fantasiosa e coinvolgente. Fino al 2027, attraverso panel tematici, i visitatori hanno l’opportunità di esplorare gli aspetti chiave delle attività spaziali europee, scoprendo, tra le altre cose, come l’Europa lancia le proprie missioni, supporta gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, studia il Sole ed esplora il Sistema Solare e l’Universo in generale. Alcuni panel includono personaggi Pokémon, aggiungendo una dimensione ludica e coinvolgente ai contenuti scientifici.
«Ispirare le generazioni future è una parte fondamentale della missione dell’ESA. Attraverso questa collaborazione con Pokémon, stiamo aprendo nuovi modi per permettere alle persone in tutta Europa di entrare in contatto con lo spazio attraverso un’esperienza unica e coinvolgente», afferma il direttore generale dell’ESA Josef Aschbacher. «Portando l’esplorazione spaziale al di fuori dei contesti tradizionali, speriamo di accendere la curiosità, suscitare un senso di meraviglia nei confronti del nostro Universo e incoraggiare persone di tutte le età a scoprire le opportunità che lo spazio offre per il futuro». Una mossa, dunque, con cui ESA rinnova il suo impegno affinché vecchie, ma soprattutto nuove, generazioni maturino interesse e fascinazione per i temi legati allo spazio, utilizzando alcuni tra i protagonisti più importanti della cultura pop contemporanea. «Ogni viaggio Pokémon inizia con un senso di meraviglia verso ciò che si trova oltre il mondo che conosciamo. Dalle regioni più lontane agli incontri che arrivano fino allo spazio, questo spirito di scoperta ha sempre fatto parte dell’esperienza di un Allenatore di Pokémon. La collaborazione con ESA apre una nuova frontiera per i fan, unendo il mondo dei Pokémon e la meraviglia dello spazio per i visitatori di diverse località in tutta Europa», ha dichiarato Mathieu Galante, Senior Director of Licensing presso The Pokémon Company International. E perché non farlo se non attraverso uno dei brand più amati da pubblici eterogenei di tutto il mondo come quello dei Pokémon? Un anno speciale per il franchise multimediale dei Pokémon, visto che proprio nel corso del 2026 si sta celebrando il suo trentesimo anniversario. Il cuore di questa collaborazione è una nuovissima mostra pensata per tutta la famiglia, creata congiuntamente da ESA e Pokémon, che combina contenuti scientifici reali con una narrazione visiva fantasiosa e coinvolgente. Fino al 2027, attraverso panel tematici, i visitatori hanno l’opportunità di esplorare gli aspetti chiave delle attività spaziali europee, scoprendo, tra le altre cose, come l’Europa lancia le proprie missioni, supporta gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, studia il Sole ed esplora il Sistema Solare e l’Universo in generale. Alcuni panel includono personaggi Pokémon, aggiungendo una dimensione ludica e coinvolgente ai contenuti scientifici.

Il prossimo appuntamento italiano all’esposizione sarà in occasione della 60sima edizione del Lucca Comics & Games, in programma nella città toscana dal 28 ottobre al 1° novembre 2026. Inoltre, per tutti gli appassionati del videogioco “Pokémon Go”, sarà presente nel titolo un evento in-game speciale che durerà fino al 30 aprile 2027. Tutti gli Allenatori che visiteranno i musei scientifici e le sedi aderenti all’iniziativa in Europa potranno incontrare Pikachu Astronauta nei raid a una stella, completare ricerche a tempo e incontrare Pokémon selvatici in occasioni speciali; non solo: ogni visita permette ai giocatori di ottenere sfondi per cellulare speciali legati ai luoghi visitati. Gotta catch’em all!

COSA SONO I MICRO-DRAMA E PERCHE' STANNO DIVENTANDO SEMPRE PIU' POPOLARI E SEGUITI
Addio “soap-opera”, ora è tempo di micro-drama. Definiti anche “short drama” o “vertical drama”, si tratta di serie televisive di brevissima durata, pensate appositamente per essere fruite dallo smartphone. Formato brevissimo – massimo un paio di minuti – ma tanti, tantissimi episodi: ogni serie, infatti, conta almeno un centinaio di puntate, tutte caratterizzate da un cliffangher – la tecnica narrativa spesso utilizzata nei prodotti di serialità, che funge da interruzione improvvisa della storia durante un momento di massima tensione – e forti elementi di coinvolgimento emotivo. Affermatisi rapidamente in Cina, dove dal 2020 sono in continua ascesa, i micro-drama sono oggi contenuti molto apprezzati anche da questo lato del mondo, in quanto, grazie al loro formato verticale (sono tutti girati in 9:16), possono essere riprodotti su qualsiasi dispositivo mobile, con storie che non richiedono mai un livello di attenzione elevato – e dunque perfette per una fruizione “mordi-e-fuggi” a cui sempre più spesso ci hanno abituato tanti social come lo stesso Tik-Tok. Etichettati dalla critica come prodotti di scarsa qualità, la forza dei micro-drama risiede proprio nella loro capacità di catturare l’attenzione del pubblico in pochi secondi: le storie sono solitamente intense e dal ritmo frenetico, dove a ricorrere sono temi come la vendetta, amori tormentati, identità segrete o ricconi misteriosi. Come detto, il gancio che spinge lo spettatore a continuare la visione è il largo utilizzo del cliffhanger, che crea attesa per guardare immediatamente l’episodio successivo.
È molto interessante anche il loro modello economico: la maggior parte di questi prodotti seriali, infatti, viene distribuita tramite app dedicate (come ReelShort o DramaBox) con un modello “freemium”, per cui i primi episodi sono gratuiti, mentre per sbloccare i successivi bisogna pagare con monete virtuali o guardare molti contenuti pubblicitari. E i numeri di visualizzazioni sono impressionanti: solo in Cina nel 2025, infatti, il fenomeno ha incassato tra i 10 e i 14 miliardi di dollari; a gennaio 2026, invece, gli Stati Uniti si sono confermati il più grande mercato estero al di fuori della Cina, con circa il 38% dei ricavi, seguiti dal Giappone (circa 7%), dal Brasile (circa 4,3%), dal Regno Unito (3,3%) e da altri Paesi. E qual è il segreto del loro successo? Paradossalmente proprio il loro storytelling basato su racconti esasperati e irreali: le ricerche sul pubblico, infatti, suggeriscono che proprio la loro “falsità” rappresenti parte integrante del loro fascino, in quanto gli spettatori non si sentono obbligati a prenderle sul serio e possono così godersi le emozioni più intense – romanticismo, vendetta, trionfo – senza confonderle con la vita reale. Il successo dei micro-drama dimostra così quanto oggi la rapidità e il coinvolgimento immediato contino più della qualità narrativa. E non a caso piattaforme simili a TikTok sembrano essere il loro palcoscenico naturale.
Addio “soap-opera”, ora è tempo di micro-drama. Definiti anche “short drama” o “vertical drama”, si tratta di serie televisive di brevissima durata, pensate appositamente per essere fruite dallo smartphone. Formato brevissimo – massimo un paio di minuti – ma tanti, tantissimi episodi: ogni serie, infatti, conta almeno un centinaio di puntate, tutte caratterizzate da un cliffangher – la tecnica narrativa spesso utilizzata nei prodotti di serialità, che funge da interruzione improvvisa della storia durante un momento di massima tensione – e forti elementi di coinvolgimento emotivo. Affermatisi rapidamente in Cina, dove dal 2020 sono in continua ascesa, i micro-drama sono oggi contenuti molto apprezzati anche da questo lato del mondo, in quanto, grazie al loro formato verticale (sono tutti girati in 9:16), possono essere riprodotti su qualsiasi dispositivo mobile, con storie che non richiedono mai un livello di attenzione elevato – e dunque perfette per una fruizione “mordi-e-fuggi” a cui sempre più spesso ci hanno abituato tanti social come lo stesso Tik-Tok. Etichettati dalla critica come prodotti di scarsa qualità, la forza dei micro-drama risiede proprio nella loro capacità di catturare l’attenzione del pubblico in pochi secondi: le storie sono solitamente intense e dal ritmo frenetico, dove a ricorrere sono temi come la vendetta, amori tormentati, identità segrete o ricconi misteriosi. Come detto, il gancio che spinge lo spettatore a continuare la visione è il largo utilizzo del cliffhanger, che crea attesa per guardare immediatamente l’episodio successivo.
È molto interessante anche il loro modello economico: la maggior parte di questi prodotti seriali, infatti, viene distribuita tramite app dedicate (come ReelShort o DramaBox) con un modello “freemium”, per cui i primi episodi sono gratuiti, mentre per sbloccare i successivi bisogna pagare con monete virtuali o guardare molti contenuti pubblicitari. E i numeri di visualizzazioni sono impressionanti: solo in Cina nel 2025, infatti, il fenomeno ha incassato tra i 10 e i 14 miliardi di dollari; a gennaio 2026, invece, gli Stati Uniti si sono confermati il più grande mercato estero al di fuori della Cina, con circa il 38% dei ricavi, seguiti dal Giappone (circa 7%), dal Brasile (circa 4,3%), dal Regno Unito (3,3%) e da altri Paesi. E qual è il segreto del loro successo? Paradossalmente proprio il loro storytelling basato su racconti esasperati e irreali: le ricerche sul pubblico, infatti, suggeriscono che proprio la loro “falsità” rappresenti parte integrante del loro fascino, in quanto gli spettatori non si sentono obbligati a prenderle sul serio e possono così godersi le emozioni più intense – romanticismo, vendetta, trionfo – senza confonderle con la vita reale. Il successo dei micro-drama dimostra così quanto oggi la rapidità e il coinvolgimento immediato contino più della qualità narrativa. E non a caso piattaforme simili a TikTok sembrano essere il loro palcoscenico naturale.
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