Il boom dell'Hyrox fa impazzire i piacentini
Almeno una cinquantina all’ultima gara di Rimini: «I segreti? Sudore e sorrisi»

Michele Rancati
|1 ora fa

Il fatto che esista un crescente movimento che lo odia è la più chiara conferma del successo che, a Piacenza come in tutto il mondo, ha ormai raggiunto l’Hyrox. Da scrivere rigorosamente con la prima lettera maiuscola, perché si tratta di un marchio registrato per una disciplina nata ad Amburgo (Germania) quasi 10 anni fa.
Questioni di copyright che poco importano alle centinaia di appassionati che affollano le palestre di città e provincia per preparare le gare italiane, che hanno ormai cadenza sempre più frequente.
L’ultima si è disputata a Rimini e tra gli iscritti c’era almeno una cinquantina di piacentini.
Le “regole” sono semplici: alternare un chilometro di corsa a otto stazioni di workout funzionali in un formato standardizzato, ossia uguale in tutto il mondo.
Quindi si unisce la parte aerobica (quella nettamente più importante ai fini del risultato finale) e esercizi di forza, dal vogatore alle “slitte”, passando per salti e affondi. Si gareggia generalmente in coppia e fa fede, ai fini della classifica, il tempo complessivo finale.
Questioni di copyright che poco importano alle centinaia di appassionati che affollano le palestre di città e provincia per preparare le gare italiane, che hanno ormai cadenza sempre più frequente.
L’ultima si è disputata a Rimini e tra gli iscritti c’era almeno una cinquantina di piacentini.
Le “regole” sono semplici: alternare un chilometro di corsa a otto stazioni di workout funzionali in un formato standardizzato, ossia uguale in tutto il mondo.
Quindi si unisce la parte aerobica (quella nettamente più importante ai fini del risultato finale) e esercizi di forza, dal vogatore alle “slitte”, passando per salti e affondi. Si gareggia generalmente in coppia e fa fede, ai fini della classifica, il tempo complessivo finale.
Pioniere a Piacenza è stato Riccardo Bassani, con la sua Crossgym, che è sempre stata un tempio del CrossFit: «Eppure mi sono dovuto “arrendere” anche io - commenta - perché siamo di fronte a un fenomeno travolgente, che ha fatto impazzire anche tantissimi piacentini. Negli ultimi anni il boom è stato prepotente, secondo me il segreto sta in due elementi, che formano un cocktail vincente: si fatica, ma con esercizi semplici e facilmente realizzabili da tutti, e ci si diverte, sia in allenamento, sia in gara. Si suda molto, sia chiaro, ma in maniera molto condivisa e senza eccessive complicazioni».
Ovviamente, però, bisogna essere adeguatamente preparati: «Basti pensare agli otto chilometri complessivi di corsa, che rappresentano già un bello sforzo. Poi ci sono le prove di forza, basiche, ma per le quali occorre essere pronti. Ma il bello è che ci si allena in gruppo e in gara ci si sostiene. Soprattutto all’inizio non c’è ansia da prestazione e si è felicissimi di finirla».
A Rimini, Crossgym ha portato ben 11 coppie: «Quasi tutte alla prima esperienza, talmente esaltante che appena conclusa hanno guardato la data della prossima gara. È l’effetto che abbiamo visto in tutti, anche nei tanti triatleti che si sono avvicinati».











