«Cori e insulti razzisti»: stangata la Bieffe

Due gare senza i propri tifosi (pena sospesa) per la squadra gialloblù. Il presidente Alberici: «Comportamento folle di qualcuno che non è nostro sostenitore»

Michele Rancati
Michele Rancati
|3 ore fa
«Cori e insulti razzisti»: stangata la Bieffe
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Un caso di razzismo scuote il calcio piacentino. Secondo quanto si legge nel comunicato della Figc, un gruppo di tifosi della Bieffe (Seconda categoria girone A) ha rivolto cori e insulti razzisti nei confronti di un avversario del Caorso, in occasione della gara di domenica scorsa.
«Il giudice sportivo, letto il rapporto di gara ed il supplemento di rapporto del direttore di gara - recita la nota ufficiale - rileva come, nel secondo tempo, un gruppo numeroso di tifosi della società B.F. Bettola Farini insultava e derideva, a più riprese, i calciatori della società Caorso, accanendosi in particolare con i calciatori di colore, ai quali venivano rivolti cori razzisti, beceri insulti discriminatori, nonché minacce varie. Il giudice sportivo, in applicazione a quanto disposto dall'articolo 28 del Codice di Giustizia Sportiva, commina alla società B.F. Bettola Farini la sanzione dell'obbligo di disputare due gare con il settore, dedicato ai propri tifosi, privo di spettatori. Ai sensi del comma 7 del medesimo art. 28 del Cgs, il giudice sportivo sospende detta sanzione disciplinare, sottoponendo la società B.F. Bettola Farini ad un periodo di prova di un anno, con l'avvertimento che, se durante il periodo di prova, detta società incorre nella stessa violazione, la sospensione è revocata e la sanzione si applica in aggiunta a quella inflitta per la nuova violazione».
Ai gialloblù anche 100 euro di multa.
Il presidente della Bieffe, Fabrizio Alberici, condanna duramente quanto accaduto: «Premesso che mi sono già scusato con i diretti interessati e con la società Caorso, voglio prendere totalmente le distanze dal comportamento così profondamente sbagliato tenuto da qualche spettatore. Queste frasi folli non sono arrivate dai nostri sostenitori abituali e non rappresentano assolutamente la realtà sportiva e sociale di Bettola: siamo una società che ha sempre accolto tutti, senza alcuna distinzione, e continueremo a farlo. Purtroppo anche noi siamo vittima dell'atteggiamento sconsiderato da parte di qualcuno, siamo davvero mortificati».