Passione infinita per il San Rocco: Nardo Bonelli socio onorario
Lo storico dirigente gialloblù premiato dal presidente Peveri per l’amore verso la società
Paolo Borella
|7 mesi fa

Il presidente del San Rocco Giovanni Peveri (a sinistra) consegna la tessera di socio onorario a Nardo Bonelli
Fondatore, calciatore, dirigente e infine primo tifoso. Nell’impressionante lucidità dei suoi 90 anni, Nardo Bonelli è una colonna vivente del San Rocco.
Il presidente Giovanni Peveri ha scelto di omaggiarlo con la tessera di socio onorario, che gli permetterà di entrare gratuitamente al “Bruno Sverzellati” per le partite degli amati gialloblù. «Ma io avrei continuato a pagare volentieri per dare un contributo alla società!», sottolinea Bonelli.
Fino a metà anni ’70, Nardo è stato attivo nella dirigenza («poi arrivò il richiamo di mia moglie», scherza) e dopo le giornate in viaggio per il Nord Italia come rappresentante per la vendita in aziende di ricambi auto, si dedicava al suo San Rocco. «Erano tempi molto diversi: tanti giocatori del paese, in campo per passione e appartenenza».
Tanto per fare qualche esempio, la tribuna del campo fu costruita dopo anni di sacrifici e «grazie all’aiuto di amici muratori e del nostro lavoro sul cantiere in prima persona». Il premio partita? «Un panino con la coppa per riprendersi dopo i 90 minuti, non potevamo offrire tanto di più».
Il presidente Giovanni Peveri ha scelto di omaggiarlo con la tessera di socio onorario, che gli permetterà di entrare gratuitamente al “Bruno Sverzellati” per le partite degli amati gialloblù. «Ma io avrei continuato a pagare volentieri per dare un contributo alla società!», sottolinea Bonelli.
Fino a metà anni ’70, Nardo è stato attivo nella dirigenza («poi arrivò il richiamo di mia moglie», scherza) e dopo le giornate in viaggio per il Nord Italia come rappresentante per la vendita in aziende di ricambi auto, si dedicava al suo San Rocco. «Erano tempi molto diversi: tanti giocatori del paese, in campo per passione e appartenenza».
Tanto per fare qualche esempio, la tribuna del campo fu costruita dopo anni di sacrifici e «grazie all’aiuto di amici muratori e del nostro lavoro sul cantiere in prima persona». Il premio partita? «Un panino con la coppa per riprendersi dopo i 90 minuti, non potevamo offrire tanto di più».
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